IL GRANDE MAZINGA/ Vita e destino del robot più amato dalle generazioni ’70 e ’80

- Gabriele De Risi

GABRIELE DE RISI, appassionato conoscitore dei magnifici robottoni giapponesi, nonché del mondo in generale dei cartoni animati, presenta la genesi e la storia del Grande Mazinga. Un’occasione offerta a trentenni e quarantenni per fare un simpatico viaggio fra i ricordi di infanzia ALL’INTERNO LA SIGLA E LE IMMAGINI DEL CARTONE

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I bambini di oggi non guidano più i Robot. I “veicoli robotici” di difesa degli anni ’70 e ’80 sono diventati obsoleti e arrugginiti. Vecchi modelli ansiogeni e superati. Ma allora chi ricorderanno i ragazzini fra vent’anni? Geronimo Stilton e le Winx?

Non me ne vogliano i fan di questi cartoni, ma guidare il Grande Mazinga è tutta un’altra cosa.

Mazinga è l’icona dei Robot, e insieme a Goldrake ha costituito una squadra pronta a battersi per salvare il mondo. Padre di questi due personaggi e delle rispettive serie animate è Go Nagai, creatore anche di Jeeg e di Devil Man, nonché inventore di fumetti e cartoni animati che hanno aperto lo scenario erotico nei manga. Sembra che la nascita del Robot Mazinga Z sia avvenuta mentre Nagai era bloccato nel traffico e all’improvviso desiderò possedere un Robot in grado di scavalcare tutte le auto in coda (qui sotto il disegno originale di Nagai).

I personaggi. Mazinga Z è il primo Robot in ordine cronologico (anche se in Italia è stato mandato in onda dopo), poi è arrivato il fratello maggiore, il Grande Mazinga, e infine Goldrake, meglio conosciuto in Giappone come Grendizer.

Tetsuya è il pilota del Grande Mazinga: spocchioso, agguerrito e arrogante ma sempre pronto a sacrificarsi per l’umanità. Di lui si può dire che è stato tirato su a pane e Mazinga, allevato fin da piccolo esclusivamente per guidare il Robot e sconfiggere i nemici: per questo il suo carattere nella serie è combattivo e antipatico.

Jun Hono è il pilota di Venus Alpha, la più famosa e potente fra i Robot femmina delle saghe Naganiane. È mulatta e quindi introduce il tema dell’integrazione razziale all’interno della serie.

Non che nei piccoli spettatori ci sia mai stata coscienza di questo: io credevo che lei fosse più scura solo per un errore di colorazione avvenuto in post produzione. Ma si sa, i bambini non hanno pregiudizi. Certo che se fosse trasmesso in questi giorni, il Grande Mazinga sarebbe molto più attuale di tanti cartoni animati contemporanei.

La storia. Le avventure del Grande Mazinga cominciano dove il predecessore Mazinga Z fallisce.

In uno dei numerosi attacchi, i Mostri di Micene guidati dal famoso Generale Nero, distruggono quasi del tutto l’eroico Mazinga Z. Il suo pilota Koji Kabuto ne esce malissimo ed è costretto ad uscire di scena emigrando in America per un lungo periodo di riposo. In suo aiuto arriva Tetsuya Tsurugi con un nuovo Robot, tenuto nascosto per anni. Avviene così il famoso passaggio di consegne fra i due piloti.

 

E ora, un po’ di numeri. Secondo il fumetto originale di Go Nagai, il Grande Mazinga è alto 25 metri, pesa 32 tonnellate e corre a 450 km/h: sulla tratta Milano Roma ci metterebbe poco più di un’ora ma non chiedetemi quanto costa il pieno!

L’idea geniale fu quella di affiancare ai Mazinga degli aiutanti buffi, come Boss Robot con i suoi tre scapestrati piloti, e sensuali robot dalle fattezze femminili. Tutti personaggi dichiaratamente più deboli che finivano sempre fatti a pezzi e poi ricostruiti.

 

Fra gli armamenti più famosi del robot, rimangono indimenticabili il pugno atomico, il grande tifone e la già citata spada diabolica, oltre al mitico raggio gamma e al grande boomerang. Ogni pilota possedeva un velivolo che si agganciava al Robot e, per i più piccini, in questa serie fu creato Junior Robot, pilotato dal fratellino di Koji.

Il gran finale della serie vede il ritorno di Mazinga Z e del suo leggendario pilota Koji Kabuto che rendono il favore all’amico-collega Tetsuya togliendo dai guai il Grande Mazinga e dimostrando come l’unione di una squadra sia sempre la mossa migliore. La fortezza di Micene soccomberà così sotto il fuoco incrociato del Grande Mazinga, Mazinga Z, Venus e Diana. Come premio per aver portato la pace nel mondo i due robot finiranno in un museo. E no! Non sono mica due cariatidi! CONTINUA, VAI A FONDO PAGINA 

 

 

Chiudiamo invece con questa bella notizia: in Giappone sono usciti i remake di tutti i robot di Go Nagai, da Getter Robot a Mazinga Z, alla sua versione più potente Mazinkeiser e al riuscitissimo Shin Jeeg Robot. Quindi, se il vostro Mazinga non può più circolare a causa delle sue emissioni inquinanti, proponiamo alla televisione italiana questi nuovi titoli. Così non dovremo spiegare noi alle future generazioni chi fossero il Barone Ashura, Koji Kabuto e il Generale Nero. O la differenza fra un raggio fotonico e un pugno atomico rotante.

 

Gabriele de Risi

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