TUTTI PAZZI PER AMORE 2/ Tante novità: magie nella sceneggiatura, ma la Liskova non convince. Sarà un nuovo successo?

- Elisa Rossini

Torna quello che è stato uno dei più grandi successi di RaiUno dello scorso anno: Tutti Pazzi per Amore. Tanti i cambiamenti, sarà lo stesso successo? L’analisi di ELISA ROSSINI per IlSussidiario.net

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Emilio Solfrizzi e Antonia Liskova
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Tutti pazzi per amore. tornata la serie che lanno scorso ha riavvicinato i giovani alla fiction di Rai Uno. Nuovi personaggi, cambiamenti nel cast e in alcuni elementi portanti delle puntate: la serie si è rinnovata e innovata, ma possiamo dire che è rimasta fedele a se stessa?

Il primo problema che hanno dovuto affrontare gli sceneggiatori (Ivan Cotroneo, Monica Rametta e Stefano Bises) per questa seconda stagione non era di poco conto. La protagonista Laura, infatti, cambia volto: Stefania Rocca, che la interpretava nella prima serie, ha dovuto rinunciare alla seconda perché incinta. Al suo posto Antonia Liskova, volto mediamente noto agli spettatori televisivi (labbiamo vista in fiction come Il bene e il male e Incantesimo 6).

Il primo ostacolo viene superato brillantemente dagli sceneggiatori, un po meno dallattrice. La trovata che giustifica la sua presenza nel cast è geniale ed è unoccasione anche per reinventare e rilanciare la figura del Dott. Freiss, interpretato da Giuseppe Battiston. Per chi non conosce la serie occorre una precisazione: il Dott. Freiss è un esperto onnisciente, un tuttologo che è ospite fisso di un programma televisivo, condotto da una brillante Carla Signoris.

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Di puntata in puntata indossa i panni più svariati: dallesperto in fenomenologia degli eventi traumatici a quello in rapporti madre figlia. Il siparietto tra il Dott. Freiss e la conduttrice è una divertente cornice che entra nel corso della puntata, un tocco di ironia e comicità che spezza la narrazione in modo imprevedibile e sempre comico. Ora è proprio il Dott. Freiss a commentare il cambio nel cast di questa seconda serie: la trasmissione di cui è ospite diventa così una sorta di commento in diretta della fiction, un piano narrativo parallelo e metateatrale rispetto al telefilm.

 

Però il compito della Liskova non risulta, così, meno difficile. Il personaggio di Laura già nella prima serie appariva come quello più problematico, meno interessante agli occhi del pubblico: una donna a tratti nevrotica ed isterica, spesso vittima di paranoie e preoccupazioni. E bisogna segnalare che l’interpretazione della Liskova non è all’altezza di quella della Rocca, complice anche una giovane età dell’attrice che non la rende molto credibile come madre di un ragazzo di diciott’anni. Sono sottolineati i tratti isterici della donna, con un’interpretazione un po’ eccessiva ed urlata.

 

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Tutti pazzi per amore ha creato il suo successo sul tono particolare ed originale della serie: una fiction ironica, arguta e divertente, che parlava sì della realtà di una famiglia allargata, ma attraverso una narrazione scanzonata, alleggerita da siparietti comici e onirici in cui vedevamo i protagonisti ballare e cantare, con un richiamo evidente alla serie americana Ally Mc Beal.

 

L’elemento musicale, tanto di moda sugli schermi cinematografici e televisivi grazie a prodotti come High School Musical o Glee, diventa in questa stagione ancora più importante (i produttori hanno annunciato un notevole aumento nel numero di pezzi musicali che vedremo nel corso delle puntate).

 

Il concept della serie rimane sempre lo stesso: l’imprevedibilità dell’amore, gli strani scherzi che questo pazzo sentimento gioca a uomini e donne, spesso colti in momenti di incomunicabilità e incomprensioni.

 

 

Incomprensioni che si rivelano quasi sempre frutto di piccoli fraintendimenti e malintesi, come ben racconta la narrazione parallela dell’addio al celibato e al nubilato che vediamo nella prima puntata.

 

Perché in fondo tutti, appartenenti al sesso maschile o femminile, hanno bisogno dell’amore.

 

La serie quindi sottolinea certi elementi che l’hanno portata al successo, mantiene l’ottimo cast – ricco di volti noti e potenziato quest’anno dall’ingresso di Alessio Boni – ma in alcuni tratti sembra un po’ fuori tono rispetto alla passata stagione. Manca sicuramente un pizzico delle risate che l’anno scorso accompagnavano la visione delle puntate, mentre appare rafforzata, ahimè, la componente nevrotica e frenetica dei personaggi.

 

Inoltre la struttura dei primi due episodi appare un po’ farraginosa e di scarso interesse (ma ce la faranno prima o poi a sposarsi i nostri Laura e Paolo?), concludendosi con l’uscita di scena, o meglio la rinnovata versione, di Neri Marcorè un personaggio chiave ed importante della serie.

 

Ovviamente si tratta solo delle prime puntate, forse le più difficili all’interno di un prodotto di lunga serialità. Tanti elementi sono stati introdotti e rilanciati, soprattutto nei personaggi secondari e nelle linee minori. Quindi attendiamo la visione dei prossimi episodi – due li vedremo già stasera, gli altri nelle prossime domeniche – sperando di tornare a ridere come, se non più, dell’anno scorso.

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