TOY STORY 3/ E’ sessista e omofobico: l’accusa delle femministe americane all’ultimo capitolo della saga Disney

- La Redazione

  Le femministe americane stroncano Toy Story 3. Secondo le femministe americane, Toy Stoy 3 è un film sessista e omofobico. In Toy Story 3, secondo le femministe americane, le donne sarebbero rappresentate in maniera sterotipata e offensiva.     

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Le femministe americane stroncano Toy Story 3. Secondo le femministe americane, Toy Stoy 3 è un film sessista e omofo. In Toy Story 3, secondo le femministe americane, le donne sarebbero rappresentate in maniera sterotipata e offensiva. 

Le femministe americane si sono scagliate contro Toy Story 3 – La grande fuga, terzo e ultimo capitolo della saga di animazione in 3D della Disney. Il film, secondo loro, sarebbe  «sessista e omofobo». Nella pellicola, infatti, i personaggi maschili sarebbero preponderanti rispetto a quelli femminili, mentre le donne sarebbero rappresentata in maniera tutt’altro che onorevole. A cominciare dalla madre di Andy, descritta come assillante, alla barbie iper-emotiva. Non solo: Ken, il partner di Barbie, sarebbe dipinto come un «gay fashionista con la predilezione per l’inchiostro viola»: così commenta la rivista Ms, considerata la più autorevole rivista femminista americana. «Toy Story 3 è negligentemente sessista e rischia di danneggiare i bambini che, guardando certi spettacoli, crescono interiorizzando le idee stereotipate su quello che gli uomini pensano delle donne» ha dichiarato la scrittrice Natalie Wilson. «Il film – ha continuato – è anche omofobico per la descrizione che fa della bambola Ken e per le battute che riguardano questo personaggio, che suggeriscono che la cosa peggiore che possa capitare ad un ragazzo sia di essere una ragazza o un omosessuale».

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Per il quotidiano inglese The Independent, la stroncatura del film da parte delle femministe potrebbe rappresentare un serio problema per l’industria cinematografica Britannica, al momento decisamente in sofferenza. Lì il film uscirà il 19 luglio, e, prima della pessima recensione, la speranza era che fosse in grado di risollevare le sorti dei botteghini.



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