INFORMAZIONE/ I punti di forza di Mentana nella sfida ai Tg Rai e Mediaset

- Maria Luisa Bellucci

Il 2 luglio Enrico Mentana ha preso la direzione della testata Notizie e Sport di La7. MARIA LUISA BELLUCCI ci spiega dove intende arrivare

Mentana_EnricoR375
Enrico Mentana (Foto Imagoeconomica)

Se il buongiorno si vede dal mattino, probabilmente il neo direttore della testata Notizie e Sport di La7, Enrico Mentana, può star tranquillo. Contro una media del 3,2% di share registrata nel mese di giugno e una del 2,5% dellanno, la prima conduzione dellera post Piroso di venerdì 2 luglio ha contato il 4,4 % di share, pari a 714 mila spettatori, con un picco del 5,3%.

 

Non è la prima volta che Mentana fa numeri da record. Era già successo nel lontano 1992, quando il 13 gennaio aveva battezzato il Tg5, portando la neonata testata Mediaset ai sette milioni di spettatori e battendo in audience il Tg1.

Sembra che lobiettivo di Mentana sia avviato sulla buona strada. Fare del telegiornale il punto di forza della rete, costruendogli uno spazio e un ruolo appropriati, approfittando anche della crisi didentità e di ascolti degli altri telegiornali. Questi gli intenti che propone ai suoi collaboratori sin dal primo giorno in redazione – il 2 luglio -, impegnandoli in un lavoro di rinnovamento della testata, che, secondo i migliori auspici di Mentana, potrebbe debuttare il 30 agosto.

Uno sforzo produttivo chiesto alla rete, ma che si avvale di uneredità editoriale fortemente caratterizzata grazie al lavoro precedentemente svolto da Antonello Piroso, che continuerà la sua collaborazione con La7 nella sua rubrica quotidiana (Ah)iPiroso e nella prima serata con Niente di personale.

A lui va il grazie del Direttore, che in un breve editoriale nelledizione serale del 2 luglio ha spiegato senza mezzi termini il suo personale impegno a regalare uninformazione libera, sottolineando che la linea di libertà non sarà intaccata: cercheremo di darvi in piena libertà tutte le notizie che riteniamo più importanti, per noi e per voi, e lo faremo in un modo agilmente libero. E questo farà la differenza nei momenti difficili per linformazione che speriamo di poter superare.

Un attestato di fiducia verso i suoi collaboratori, privilegiati nel poter dare tutte le notizie: non ci sarà nessuna notizia seria e verificata che vi sarà impedito di dare, ma anche nei confronti dei propri telespettatori, cui si regala lautonomia di crearsi una coscienza critica indipendente da parziali versioni dei fatti.

Lintervento conciso e asciutto di Mentana, appassionato ed emozionato, segna lo stile dei giorni che verranno e lancia alcune delle novità dellestate: scompare lospite nelledizione delle 12:30, abolito il televoto per riportare i titoli in testa al Tg e la rubrica Omnibus rientra a pieno titolo sotto la testata.

PER CONTINUARE A LEGGERE LARTICOLO CLICCA IL PULSANTE >> QUI SOTTO

Ascoltando le parole del Direttore non si può fare a meno di ricordare il polverone che si alzò tra Mentana e Mediaset quando, in occasione della morte di Eluana Englaro, il gruppo di Cologno non interruppe la lunga prima serata del Grande Fratello in favore di uno speciale di Matrix sull’accaduto. Era il 9 febbraio del 2009 e il giorno successivo Mentana si sarebbe dimesso dalla carica di Direttore editoriale di Mediaset.

 

Il suo sembra un lungo cammino verso un’informazione senza vincoli, tema caldo in questi anni di conflitto di interesse. Sarà per questo che quest’anno, durante la campagna elettorale per le regionali, Enrico Mentana ha avviato una collaborazione sui generis con il Corriere della Sera. Mentana Condicio, vietati in tv, liberi sul web è stata la sua finestra di informazione, usando una piattaforma – il web – che non essendo soggetta alla regolamentazione sulla par condicio, ha avuto la libertà di intervistare diversi politici.

 

In questa prospettiva La 7 si è presentata come l’occasione di fare un telegiornale veramente libero, suscitando l’entusiasmo del neodirettore che ha dichiarato, nella sua rubrica su Vanity Fair: “È un momento propizio come non mai alla crescita di un terzo polo dell’informazione, perché mi affascina e mi dà carica l’idea di tornare a lanciare un telegiornale, perché i dirigenti di quell’emittente furono i primi (gli unici) a farsi avanti subito dopo il mio divorzio da Mediaset, perché ingiustamente quel notiziario è stato considerato in questi anni come la cenerentola dei telegiornali e perché lì stavo per andare all’inizio degli anni Duemila, accarezzando già allora il sogno di poter ricominciare da capo, con un Tg che sfidasse le due corazzate dell’informazione televisiva. E quella tentazione non l’ho mai accantonata”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori