VENEZIA/ Angelo Scola al premio Robert Bresson: il cinema e la musica sono le uniche arti universali

- La Redazione

Il Patriarca di Venezia Angelo Scola, alla consegna del premio Robert Bresson al regista africano Mahamat-Saleh Haroun ha definito il cinema «un ponte che facilità il dialogo, la conoscenza reciproca

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Il Patriarca di Venezia Angelo Scola, alla consegna del premio Robert Bresson al regista africano Mahamat-Saleh Haroun ha definito il cinema «un ponte che facilità il dialogo, la conoscenza reciproca

Anche il Patriarca di Venezia Angelo Scola era presente, questa mattina, alla cerimonia di consegna del Premio Robert Bresson giunto alla sua unicesima edizione – al regista africano Mahamat-Saleh Haroun. «Il cinema ha detto il cardinale – non può avere paletti o censure, verrebbe meno la sua mission: essere la lingua franca della realtà. Secondo Scola, lefficacia di un premio den genere consiste nella «capacità di dare voce ai linguaggi e alle culture del mondo. Dall’Europa all’Oriente, dall’America all’Africa. Scola ha in alta considerazione la settima arte, tanto da ritenerla «un ponte che facilità il dialogo, la conoscenza reciproca, facendo emergere quei valori spirituali che sono patrimonio di tutti.

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Angelo Scola ha, poi, sottolineato il fatto che solo il cinema e la musica possiedano un linguaggio universale, criticando, invece, i new media, «compromessi da una vicinanza eccessiva col potere, che impedisce loro un approccio al reale motivato da autentico anelito di conoscenza. A differenza del cinema che interpreta, i new media duplicano il reale». Il Patriarca si è detto particolarmente contento del Premio Bresson ad Haroun «perché – ha affermato – nei cineasti come lui riscopro il contributo che ogni artista può dare parlando al cuore di ogni uomo: basterebbe citare un film come Daratt, in cui la stessa logica del perdono cristiana viene articolata all’interno di un sistema culturale diverso dal nostro, quello musulmano, per redenere conto di quei valori che, nell’unirci, sono più forti delle cose che ci dividono»

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