LE INVASIONI BARBARICHE/ Bersani ospite: meglio il voto dello stallo. Vendola? Un incantatore, ma serve altro

- La Redazione

Il leader del Pd ospite su La7: Io premier? Ho l’esperienza, ma vengono prima i progetti dei nomi.

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Foto Imagoeconomica
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un Bersani fiducioso quello ospite ieri sera alle Invasioni barbariche di Daria Bignardi. Il segretario del Pd ha criticato il premier per i suoi rapporti con delle minorenni, respinto le critiche sulla sua gestione del centro-sinistra e rilanciato la prospettiva del voto, come alternativa alla «situazione attuale. E con la fiducia che una coalizione guidata dal Pd possa vincere «alla grande le elezioni.

«Qualunque soluzione è meglio di quel che c’è oggi, compreso andare a votare. Il Premier deve dimettersi, levarsi lui dall’imbarazzo, levare l’Italia dall’imbarazzo, ha detto Pierluigi Bersani alla conduttrice di La7. E «se andiamo al voto vinciamo noi, alla grande, ha profetizzato il segretario democratico.

Sul caso Ruby Bersani non ha perso l’occasione per criticare il comportamento del premier: «Stiamo parlando di una minorenne, – ha detto – a prescindere da tutto è una minorenne e va tutelata. E un uomo di 73 anni non gli fa nemmeno una telefonata ad una minorenne. Una questione politica, oltre che morale: «Io non voglio fare del moralismo… Se si parlasse di un regista di film porno, niente da dire; ma uno che fa il presidente del Consiglio e giura sulla Costituzione deve sapere che chi svolge funzioni pubbliche deve esercitarle con disciplina e onore. Come fa uno così a chiedere, per esempio, uno sforzo al Paese?.

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Il Pd fa «la salamella? « sempre meglio delle cene di Arcore.

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Bersani ha poi spiegato di essere pronto a candidarsi come premier: «Io sono qua, ho l’esperienza e la responsabilità per candidarmi, ma chi mi conosce sa che non metto mai me stesso davanti ai progetti». La Bignardi ha spinto sul tema del linguaggio bersaniano, contrapposto a quello di Nichi Vendola. Netta la risposta del leader democratico: «Vendola non è l’Obama bianco, ma il Garcia Lorca con un linguaggio immaginifico e a volte barocco che piace. Ma io propongo un altro linguaggio perchè al prossimo giro penso che sia da offrire al Paese qualcuno/qualcosa di cui fidarsi e non qualcuno/qualcosa da cui essere incantato».

 

Nonostante le critiche, Bersani ha ribadito che la proposta del Pd si rivolge a «tutte le opposizioni», e «chi dirà di no dovrà spiegare come intende superare l’era Berlusconi».

 

C’è anche il tempo per una battuta sulla sciarpa di cachemere di D’Alema a St. Moritz: «Ma con che faccia i giornali berlusconiani vanno a vedere se uno ha una sciarpa di cachemere! Ma perché non possiamo avere una sciarpa di cachemere, noi? Non c’è niente di male. O dobbiamo andare da Signorini, da Berlusconi e dire ‘scusa, posso avere una sciarpa di cachemere?’».

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