CHE TEMPO CHE FA/ Fazio ospita Dario Fo ed Enrico Mantana: tra il dio “donna nera” e i gufi anti-tav e anti-cav

- La Redazione

A che tempo che fa, ospiti di Fabio Fazio ci sono il premio nobel per la letteratura Dario Fo che parla di Dio, che lui vede donna e nera, e Enrico Mentana che parla di Berlusconi

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Fabio Fazio, conduttore di Che tempo che fa
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Dopo il consueto appuntamento con le previsioni del tempo introdotto da una poesia di Andrea Zanzo “Mucchietti di fieno” letta da Luca Mencarli, Fabio Fazio intervista la scrittrice napoletana Valeria Parrella che ci parla della sua esperienza lavorativa alla Feltrinelli a Napoli durante la quale ha potuto constatare che le donne comprano più libri, mentre gli uomini ne scrivono di più. 
Presenta il suo ultimo libro “Lettera di dimissioni” una storia ambientata nella prima metà del novecento che parla di una donna Clelia impegnata in politica. Figlia di comunisti, comunista anche lei, Clelia deve fare i conti con il mondo che cambia e ne è disorientata. 
Riesce così a realizzare solo parte dei suoi desideri come quello di lavorare in un teatro. Fazio chiede alla scrittrice cosa intende quando afferma che Clelia si rifugia sempre nel male minore e la scrittrice risponde che deve sempre operare una scelta, ma che non resterà ai margini come i suoi genitori. 
Salutata la Parrella viene introdotto Dario Fo, il poliedrico artista, premio Nobel per la letteratura, presenta un cofanetto, libro e dvd, che uscirà a breve “Dio è nero” che parla dell’evoluzione dell’uomo. Lo scrittore ci racconta di come è giunto alla conclusione che Dio non solo è nero, ma anche donna come testimoniano le prime divinità. 
Fazio lascia la parola interamente a Fo che tiene una lezione “Diventare primitivi” il cui tema centrale è Darwin e l’evoluzione dell’uomo. 
Per farci comprendere cosa significhi l’evoluzione, di come gli organismi più forti sopravvivano a quelli più deboli per una selezione naturale Fo ci fa l’esempio di Londra quando a causa dell’inquinamento da carbone gli alberi si annerivano e le farfalle morivano tutte, tranne le falene nere, anello forte della catena dell’evoluzione. A questo proposito l’artista, che è anche pittore, ha dipinto un quadro. 
Tutto può essere utile per la conoscenza, anche l’incidente può essere occasione di scoperta. Da sempre, fin dall’antichità esistevano gli intuitivi, coloro che erano in grado di capire il mondo con pochi indizi. In un certo periodo parvero concentrarsi tutti in Grecia tanto che questo paese può essere considerata la culla della cultura con i primi teatri, le prime scuole ed altro ancora.. Quando si parla di Grecia però non si parla di tutta la Grecia, ma di poche città, pensiamo a Sparta, famosa per l’abilità dei suoi guerrieri non poteva certo ritenersi civile. Perchè a Sparta non vi era creatività? Perchè non vi era democrazia e, purtroppo, è possibile accostare Sparta alla società di oggi, dove comanda il più forte e dove la comunicazione avviene solo attraverso le urla. Così come Sparta anche noi rischiamo di scomparire, di andare incontro ad una catastrofe, un black-out, dalla quale pochi si salveranno. E quei pochi che lo faranno torneranno all’età della pietra. Per tornare ad essere umani, secondo Fo è necessario tornare indietro nel tempo e reimparare a condividere. 
L’ospite successivo è Enrico Mentana, direttore del Tg de La7. 
Il discorso scivola sull’uccisione di Gheddafi e sul ribrezzo che ha provocato la maniera incivile in cui quest’uomo è stato ucciso. 
Mentana si domanda se al posto di Gheddafi, ammazzato in maniera così indegna, ci fosse stato qualsiasi altro uomo politico in quanti si sarebbero indignati. Invece, il fatto che fosse un dittatore, qualcuno del quale ci si doveva liberare ha zittito tutti. 
Mentana si chiede cosa siamo diventati, cosa si scriverà della storia di questi giorni. 
Alla domanda di Fazio su una sua affermazione su Vanity Fair secondo la quale, continuando così, Berlusconi rinascerà, Mentana ci ricorda come Berlusconi sia già “morto” altre volte, come nel ’94, per poi rinascere. 
Fazio gli domanda ancora cosa ne pensa di Lavitola, che lui ha intervistato, come è possibile che detenesse tutto questo potere, che Berlusconi, nella sua posizione abbia fatto un errore di questa entità. Mentana risponde che “Berlusconi è questo”. 

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Il discorso si sposta sulla Val di Susa dove domani si terrà ancora una volta una manifestazione, ci si domanda se la giornata sarà difficile o se prevarrà il buonsenso. Polemicamente Mentana afferma che anche se sicuramente i giornali sperano che accada qualcosa, che ci siano disordini, lui spera che questo non accada. In conclusione Mentana ritiene probabile l’evenienza che si voti la prossima primavera. 
La chiusura del programma è affidata, come di consueto, a Gramellini che commenta, rapidamente, 10 titoli di giornale con la solita vena ironica, scopriamo così che Er pelliccia sollevava un estintore per spegnere un incendio e che Roma riparte… in gondola.

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