FORUM/ Gabriel Garko al tribunale di Canale 5. I due casi e i verdetti: un caso di presunte molestie a un bambino. Puntata 24 ottobre 2011

- La Redazione

La sintesi della puntata del programma di daytime condotto da Rita dalla Chiesa. Ospite l’attore che tornerà in tv con la fiction Viso D’Angelo. I casi e le sentenze dei giudici

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Forum: i casi e i verdetti della puntata di oggi, 24 ottobre 2011. Riparte la settimana di Forum, il programma condotto da Rita Dalla Chiesa. Al tribunale più amato e seguito del piccolo schermo, immediatamente dopo il ricordo del campione di motociclismo  Marco Simoncelli, una sorpresa per le telespettatrici. A Forum è stato ospite Gabriel Garko,  per presenta la nuova fiction Viso d’angelo, di cui è protagonista, che andrà in onda venerdì prossimo. Segue una breve intervista all’attore, in cui si parla del ruolo da lui interpretato nelle “Fate ignoranti”: quello di un malato di AIDS. L’ attore era dimagrito tantissimo per rendere credibile il personaggio, ed aveva sofferto molto nell’interpretarlo. Gabriel dice che dopo la fine del suo amore con Eva Grimaldi ha preso la decisione di non dare in pasto al pubblico la sua vita privata anche perché e’ stato giudicato molto male e non vuole dare assuefazione ai telespettatori, essendo sempre presente in video. Rita legge alcune e-mail di complimenti nei confronti dell’attore. Gabriel racconta di aver avuto dei problemi su internet, perché alcuni ragazzi si sono spacciati per lui, facendo spogliare le ragazze attraverso la web-cam. Inoltre, circa un anno fa è stato aggredito sotto casa sua. La prima causa è tenuta dal giudice Marzano: la signora Daniela dice che il suo ex compagno, Pino ha violato la sua privacy, registrando le sue telefonate. I due hanno un figlio di cinque anni. Durante queste telefonate l’uomo afferma di essere stato costantemente insultato e per questo di aver deciso di registrare le loro conversazioni. Dopo solo otto mesi dal parto l’uomo aveva deciso di licenziarsi dal suo lavoro a tempo indeterminato come agente immobiliare a Milano. Lui sostiene di averlo fatto perché aveva avuto l’occasione di rilevare uno stabilimento balneare a Rimini. La donna non aveva accettato questa situazione e non aveva permesso per i primi tre anni di vita del figlio al padre di trascorrere la notte con lui. Secondo la donna, l’uomo non ha regole nella sua vita e non ne dà nessuna al figlio. La donna richiede un risarcimento dal compagno perché lui avrebbe anche fatto sentire in pubblico le registrazioni. Daniela e Pino sono due persone molto diverse caratterialmente: lei è molto organizzata, lui invece ha una vita senza regole. Il pubblico si schiera in parte nei confronti della donna, in quanto l’uomo era stato un irresponsabile a lasciare un lavoro a tempo indeterminato, in parte nei confronti di lui in quanto chi è troppo preciso non è detto che sia responsabile per definizione. Un ragazzo del pubblico dice che è  bello che il padre ed il figlio abbiano un rapporto di complicità, che condividano esperienze insieme nella natura, andando a pesca, o in spiaggia. Rita dice che un padre non può essere tenuto sotto controllo nel rapporto che ha con il proprio figlio, già può stare con lui solo durante il fine settimana. La donna dice che è stato calpestato il suo metodo educativo, e che durante lo svezzamento l’uomo ignorava tutto ciò che il medico aveva suggerito. Quando si fa un figlio con la persona sbagliata purtroppo bisogna averci a che fare per tutta la vita, constata un uomo del pubblico. Il giudice Stefano Marzano emette la sua sentenza: Pino era legittimato a registrare le telefonate, perché erano rivolte a lui, e non è tenuto a cancellarle, perché potrebbe usarle in un eventuale contenzioso in tribunale. Pino non è nemmeno tenuto avversare un indennizzo a Daniela. Viene presentato un secondo caso: si tratta di un uomo anziano di nome Federico che e’ stato insultato da una mamma di nome Manuela, perché si era avvicinato a suo figlio al parco accarezzando il cane del piccolo. (continua alla pagina seguente)

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Dopo alcuni giorni di incontri tra l’uomo ed il bambino, la donna aveva pensato fosse un pedofilo. Federico chiede un risarcimento di 5000 euro per essere stato aggredito dalla signora davanti a tutti. L’uomo aveva da poco perso un cane del tutto simile a quello del bambino e per questo si era avvicinato al piccolo. Rita suggerisce che il bambino non venga lasciato solo al parco se la mamma è così preoccupata, magari la nonna potrebbe accompagnarlo e scambiare anche lei due parole con il signore. Il bambino ha dodici anni e dal pubblico arriva forte il messaggio che bisogna fidarsi del prossimo e bisogna saper distinguere tra una presunta molestia o un avvicinamento amichevole. Il pubblico racconta alcuni episodi della propria infanzia sia amichevoli incontri, sia tentativi di molestia. Il signore racconta di essersi avvicinato come prima cosa al cane che era legato vicino ad una panchina e solo in un secondo momento di essersi accorto del fatto che il proprietario fosse il bambino. Se la donna aveva queste paure doveva lasciare il figlio a casa e non semplicemente farlo osservare dalla nonna dalla finestra, ribadisce Rita. Il comportamento di Federico poteva essere catalogato come il classico comportamento di un uomo che voleva conquistarsi la fiducia del bambino. Oggi siamo condizionati da quello che si sente in giro, e non riusciamo più a fidarci neanche di chi ci sta vicino, nemmeno dei nostri stessi familiari. Federico dice che se Manuela fosse andata da lui a dire in maniera civile che non voleva che parlasse con suo figlio, lui non l’avrebbe più fatto, invece in questo modo lui non può più neanche mettere piede nel parco. Viene emessa la sentenza del giudice Foti: viene punito chi offende il decoro e l’onore di una persona, specie se vi sono altre persone presenti, quindi, Manuela deve versare la somma richiesta a Federico.

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