PIAZZAPULITA/ Ce la farà il nuovo governo a rimettere in sesto l’Italia?

- La Redazione

Stasera, tutta la puntata di Piazzapulita ruota attorno a un quesito: ce la farà il nuovo governo a rimettere in sesto l’Italia? Corrado Formigli prova a capirlo

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Corrado Formigli, il conduttore di Piazzapulita

Piazzapulita, La7 – Puntata del 17 Novembre 2011 – Stasera, tutta la puntata di Piazzapulita ruota attorno a un quesito: ce la farà il nuovo governo a rimettere in sesto l’Italia? Ospiti in studio Roberto Formigoni, Giorgio Cremaschi, Gian Enrico Rusconi, Francesco Daveri, Gian Antonio Stella, Franco Bechis e Francesco Boccia. In collegamento, Massimo Cacciari. 
E’ giorno delle dimissioni di Berlusconi: la piazza è gremita e la folla è infuriata. Per la Polizia è impossibile sgomberare la via. Poi, come ai tempi di Craxi, il lancio delle monetine. Da queste immagini, Piazzapulita prende lo slancio per parlare di Mario Monti. Come dirà Alessandro Sortino proprio nell’introduzione: non c’è spazio per la politica in questo governo. 
Il primo a parlare è proprio Formigoni, presidente della regione Lombardia. Il suo appoggio al governo Monti è “con riserva”, utile solo in quanto “al momento necessario”. Inoltre, non smentisce nè conferma la sua candidatura alle primarie. 
In collegamento da Venezia, Massimo Cacciari, filosofo. Egli attacca il “bipolarismo” Italiano, di cui dichiara il fallimento. Partendo da quest’assunto, caldeggia una riforma del sistema prima ancora di quella economica. 
Stasera, in collegamento da Bologna e da Roma, studenti in piazza interagiranno con la trasmissione, proprio in occasione della “giornata dello studente”. Inviata da Bologna, Valentina Petrini raccoglie qualche contributo fra gli studenti: la provocazione che giunge dalla città è quella dell’insolvenza e del “default” controllato e voluto. Per Franco Bechis, il default è un’assurdità. Formigoni invece, parla di una percentuale di fattibilità del default controllato, almeno per la Grecia. Avverte però che costerebbe alla nazione il 50 per cento delle proprie ricchezze. Gli studenti di Roma, ai quali viene data voce, chiedono a Monti una vera e propria riforma economica. Innanzitutto, vogliono l’annullamento completo delle riforme della Gelmini, la fine della politica dei “tagli” e la ridistribuzione del reddito. Proprio sul tema della scuola, Monti ha manifestato una posizione “riformista”. 
Gian Enrico Rusconi, politologo, riassume il governo tecnico: l’attuale presidente del consiglio, spiega, è stato mandato dall’Europa per “contrattare” la democrazia. E la Germania, con le dovute precauzioni, già mostra entusiasmo per gli accadimenti. Rusconi infatti, spiega che la classe politica Tedesca, per quanto non sia da idealizzare a priori, abbia un vestito decisamente più “sobrio” e un impostazione più professionale di quella Italiana. 

Franco Bechis di Libero, presente in studio, parla di programma che ricalca quello di Brunetta. Quindi, niente di cosi lontano rispetto al precedente governo. In merito economico, si vede pienamente d’accordo sul rischio rappresentato da un “governo di banchieri” in uno stato rovinato in parte dalle banche. 
Massimo Giannini, giornalista della Repubblica, si pronuncia sul tema del “golpe”: “nessun complotto, solo una maggioranza saltata”. L’economia di Monti, come spiegherà Giannini, è di stampo ovviamente Tedesco. Se si dovesse però rapportarlo alla politica Italiana, egli ritiene il programma del neoeletto presidente moderato, ma assolutamente non di ispirazione Comunista. 
Giorgio Cremaschi, pur se acerrimo nemico del governo Berlusconi, si riallaccia a Rusconi: “abbiamo dovuto delegare la democrazia all’UE”. E’ un accanito sostenitore del “complottismo” Merkel-Sarkozy. 
Lo sconto Cremaschi-Formigoni è inevitabile: tuttavia, inedite le posizioni, visto che quest’ultimo difende il neopresidente del consiglio accusato da Cremaschi di essere gestito dalla BCE. 
In un video di Luca Rosini, un contributo di Sgarbi che fornisce un’idea singolare sulla strategia Berlusconiana: “Mario Monti è il front-man che può compiere tutti i tagli che l’ex premier non poteva più fare… quando bisogna fare il lavoro sporco, meglio lasciarlo agli altri”. Nessuno dei presenti in studio ritiene veritiera questa tesi, ritenuta “politica spicciola e insulsa”. 
In studio, c’è anche tempo per i sondaggi: dai dati statistici, gran parte degli elettori(anche quelli di matrice leghista) legittimano questo governo, a patto che si occupi non solo delle richieste dell’UE. Unica eccezione su quest’ultimo punto la fa il PDL. 
L’ultima parte del programma è introdotta dalla “casta diva” Ambra Angiolini, che rimarca un concetto: “Vorrei che i patti fossero chiari… noi votiamo tutto, ma non ci togliete le nostre spesucce, la nostra precarietà, i costi dei trasporti… e che, i prezzi dei ristoranti degli onorevoli, restino sempre gli stessi”. Provocazione voluta e sagace per il nuovo premier. 

Tra i tagli da eseguire alla politica, si affronta il tema delle “scorte” per le auto e gli elicotteri. Un video di Rosini mostra quanto ingenti siano gli esborsi per queste misure spesso “inutili”. 
Nel mirino anche Corrado Passera, il “numero due” del nuovo governo, passibile di conflitto di interessi, in quanto ministro per le infrastrutture. Al fine di imprimere una discontinuità politica, come spiega Giannini, tutti i nuovi membri devono rimanerne fuori. 
Un breve dibattito analizza la fuga dei piccoli capitalisti in Svizzera. Valentina Petrini, in un servizio racconta la testimonianza di un imprenditore che organizza delle “gite” in questo stato, al fine di investire nelle sue banche. 
Conclude la puntata un’ultimo inquietante interrogativo: la teoria che in questi giorni ha fatto il giro della maggior parte dei talk show, e cioè quella del complotto finanziario delle maggiori banche, atte a favorire Tedeschi e Francesi, i quali a loro volta ripagano gli Stati Uniti.

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