QUARTO GRADO/ Parla allassassino di Yara Gambirasio il parroco Don Corinno. Dure parole di Concetta Scazzi a Michele Misseri

- La Redazione

La sintesi della lunga puntata del settimanale di cronaca condotto da Salvo Sottile e Sabrina Scampini. I principali casi affrontati durante la diretta

yaragambirasio_funerale_fotoR400
Foto Ansa

Quarto Grado: lappello di Don Corinno allassassino di Yara Gambirasio La puntata di Quarto Grado, andata in onda su Rete 4, ha affrontato diversi casi di cronaca, alcuni più recenti, come il delitto di Garlasco e quelli di Avetrana e di Melania Rea, altri meno, come quello di Nada Cella, la ragazza che fu uccisa nello studio del commercialista Marco Soracco presso il quale lavorava. A un anno dalla scomparsa di Yara il parroco di Brembate Don Corinno si è rivolto allassassino. “Spero che abbia una coscienza, che da un certo punto si renda conto di quello che ha fatto della sofferenza che ha generato. Prima di tutto in questa bambina, in Yara, poi in tutti gli altri, cominciando dal papà e dalla mamma. La procura di Bergamo ha aperto un’inchiesta per violazione del segreto istruttorio in merito alla questione relativa ai nuovi risultati sulle analisi del DNA. La prudenza è comunque ancora d’obbligo. Si sa solo che è stato ritrovato un ceppo di DNA. I genitori intanto restano in silenzio, dopo aver parlato una sola volta in conferenza stampa quando ancora non si sapeva che Yara fosse morta. Ma stasera ci sono novità importanti anche sul caso di Melania Rea, una traccia di sangue sulla coscia destra di Melania che secondo la difesa di Salvatore sarebbe dell’assassino. Lunedì la Cassazione dovrà decidere se Parolisi potrà essere liberato o dovrà aspettare in carcere l’esito del processo. Nella memoria difensiva presentata dagli avvocati è contenuta la nuova prova che l’assassino avrebbe lasciato sul corpo di Melania. L’impronta insanguinata lasciata dall’assassino sulla gamba di Melania proverebbe dunque che quel 18 aprile nel bosco delle Casermette sarebbe stata presente un’altra persona. Uno dei punti principali su cui si discute è quello relativo all’abbigliamento di Parolisi quel giorno. La nuova traccia prova che chi aggredì Melania doveva avere un maglione fortemente imbrattato di sangue sulla manica. La trama dell’impronta lasciata sul corpo potrebbe consentire di dire se ci sia stata ad esempio una pressione. Solo da una fibra si potrebbe però risalire all’indumento e pensare così di avvicinarsi ad una possibile somiglianza mediante confronti con vari indumenti. Nel frattempo gli inquirenti continuano a non essere convinti che i vestiti consegnati da Salvatore siano quelli che l’uomo indossava quel giorno. Tra l’altro i vicini di casa hanno confermato di una lavatrice che Parolisi avrebbe messo in funzione proprio mentre tutti cercavano Melania. Potrebbe essere forse questa una traccia che potrebbe cambiare il quadro. Quest’ultima traccia del resto si aggiunge a quella dell’impronta di piede. Quindi la difesa sta aprendo molti dubbi su cui discutere e sta cercando di tirare fuori diversi elementi che in una prima fase di indagine sono stati trascurati. Non è detto dunque che possa essere stato davvero Salvatore l’omicida di Melania. Il 2 dicembre al tribunale dei minori di Napoli ci sarà anche un’udienza per decidere a chi affidare la piccola Vittoria e a Parolisi sarà data in quell’occasione la possibilità di rilasciare delle dichiarazioni spontanee. Il generale Garofano non pensa che Salvatore nel frattempo possa essere scarcerato, anche se le tracce dei capelli e le tracce miste femminili possono essere molto interessanti da approfondire e completare. Salvo Sottile e Sabrina Scampini affrontano il caso di Lucia Manca: il parroco ha chiesto espressamente al marito di parlare e di dichiararsi innocente, se effettivamente lo è, in modo tale da andare a chiarire quelli che sono ormai i dubbi di molti sul suo presunto coinvolgimento nella vicenda. Manuela Reale, la cugina di Chiara Poggi è ospite in studio questa sera. La donna spiega che di Chiara le manca il sorriso, le manca il fatto di non poterla più vedere e salutare quando si reca a Garlasco. La mamma ed il papà di Chiara hanno lasciato la sua camera così com’era quattro anni fa, con gli oggetti che la ragazza aveva, come i pantaloni ancora mai indossati Si cambia argomento: il delitto di Sarah Scazzi. Concetta, la mamma della vittima, ha scritto una lettera a Filomena Rorro, inviata di Quarto Grado e in questi termini di esprime su Michele Misseri: Ostenta in giro con orgoglio l’atteggiamento di un divo di Hollywood, come se avesse commesso un’azione vanagloriosa invece di chiudersi in casa e soffrire di rimorsi perché in tutto questo tempo lui e la sua famiglia hanno soltanto dimostrato presunzione e falsità, infischiandosene del male che hanno fatto alla povera Sarah. A Quarto Grado vengono riportate alcune telefonate tra Sabrina e Michele Misseri. Nella telefonata del 6 ottobre del 2010 Sabrina a casa si sta preparando ad una diretta televisiva e al telefono parla con i genitori. Parla Lorenzo Bullo, l’avvocato di Carmine Misseri, che dice che sarà interessante capire quali siano le motivazioni delle decisioni della Cassazione. Il suo assistito però è molto fiducioso sul fatto che si farà chiarezza. (continua alla pagina seguente)

E’ notizia recente che la polizia scientifica ha isolato tracce di DNA femminile nella stanza dove Nada fu trovata stesa sul pavimento proprio dal suo datore di lavoro. Una donna sarebbe stata sulla scena del crimine: nella stanza dove fu uccisa Nada Cella, una giovane donna assassinata  a Chiavari nel 1996. Probabilmente la ragazza lavorava al computer quando fu aggredita. La mamma di Soracco si affrettò subito a togliere le macchie di sangue sulle scale e nessun vicino fu in grado di fornire delle informazioni utili. Nada voleva lasciare il lavoro e non sopportava più Soracco, è scritto nel suo diario. Ma contro il commercialista non ci sono prove e lui è stato assolto. Ora è stata riaperta l’indagine, con la scoperta di un profilo genetico femminile isolato all’interno della stanza in cui avvenne il delitto. Ma questo DNA deve essere comparato con quelli che furono isolati in quel periodo tra le presenze femminili all’interno del palazzo. La traccia comunque è stata trovata proprio ora, 15 anni dopo, solo grazie alle nuove tecniche.



© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori