MELANIA REA/ Pomeriggio 5: Parolisi resta in carcere. La Lecciso rompe il silenzio su Al Bano e Romina Power

- La Redazione

La sintesi della prima parte della puntata del talk pomeridiano condotto da Barbara D’Urso. Il delitti della mamma di Somma Vesuviana e la contesa tra Carrisi e la ex moglie

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Foto Ansa

Pomeriggio 5: delitto Rea, Parolisi resta in carcere. Al Bano e Romina, parla Loredana Lecciso.  Nella prima parte di Pomeriggio 5 alcuni aggiornamenti sui più scottanti casi di cronaca  nera e rosa. Prima di soffermarsi sul delitto della giovane mamma di Somma Vesuviana, Barbara DUrso presenta un agghiacciante fatto accaduto in Francia. Bastien, un bambino francese, è morto perché rinchiuso in una lavatrice dal padre. Pare che quest’uomo fosse solito chiudere il piccolo nella lavatrice accesa per punirlo dei suoi bassi voti a scuola. Un altro grave fatto riporta le telecamere a Novi Ligure: il papà di Omar Favaro è nei guai per aver dato un pugno a un poliziotto. A pochi giorni dalla scarcerazione di Erika De Nardo, il padre di Omar è stato scoperto in stato confusionale e ha reagito violentemente alle forze dell’ordine. Aggiornamenti sulle condizioni di Valentina Vezzali: la campionessa per evitare un incidente con un’auto che ha sbandato, si è schiantata con il suo mezzo contro un albero. Tuttavia sta bene e non ha riportato particolari traumi. Resta ricoverata sotto osservazione. Continua la saga infinita tra Al Bano e Romina Power. Loredana Lecciso ha rotto il silenzio: la donna spiega che il cantante di Cellino San Marco non è mai stato violento, anzi tutt’altro: un padre speciale e tenero da cui prendere esempio.

Oggi è il giorno decisivo per la sentenza del delitto di Melania Rea: in collegamento la zia della vittima, Teresa, Alessandra Mussolini e Mario Adinolfi, direttore di “The week”. In studio lo psichiatra Alessandro Meluzzi e Sabrina Negri.

Un video mostra il verdetto della Cassazione: Salvatore Parolisi rimane in carcere, dovendo rispondere di omicidio volontario. Per la Corte, non solo egli deve difendersi dalle accuse correlate al reato, ma è condannato anche a pagarne le spese processuali. La storia, secondo il tribunale, è inquinata dai continui tradimenti di lui. Venerdì poi, il tribunale dei minori deciderà l’affidamento della figlia Vittoria.

L’inviata Bruna Varriale è in diretta da Somma Vesuviana e riporta la voce del paese: tutti, pure non essendoci certezze, sono convinti che Parolisi c’entri col delitto.

Le parole del papà di Melania vengono espresse in un’intervista: “in cuor mio speravo andasse cosi, e per fortuna è successo… per ora Salvatore deve mettersi l’animo in pace e stare dove sta… se non ha gridato innocenza finora, allora per me è colpevole. Deve chiarire quello che è successo quel giorno dalle 13 in poi… la bambina deve avere un punto di riferimento in noi e nei nonni paterni, per questo rimarremo uniti”. E proprio sull’affidamento della bambina, tornati in studio, la zia Teresa si ritiene sollevata: “non volevamo assolutamente che fosse affidata al padre”.

Attualmente Vittoria, la bambina, vive coi nonni materni. Come spiegherà la zia, i nonni dalla parte del padre la vedono per due giorni a settimana. Puntualizza anche che le due famiglie continuano a comunicare tra loro, proprio in nome della bambina. Lo psichiatra Alessandro Meluzzi, accanito sostenitore dell’inutilità della carcerazione preventiva di Salvatore, ritiene assurda questa custodia cautelare. La zia spiega: “sono già state concesse quattro udienze”. Alessandra Mussolini si scaglia su Meluzzi: “Parolisi è un bugiardo, mistificatore, e quantomeno inquinatore delle prove”. Accanita è la discussione tra i due.   Ma la zia Teresa insiste: “Melania non avrebbe mai fatto tutto quello che ha fatto il giorno dell’omicidio… è inutile che la difesa si ostini ad insinuare cose non veritiere”.

Un video fa ascoltare alcuni stralci dell’interrogatorio, con l’incerta posizione di Salvatore in merito all’annuncio della scomparsa della moglie a Ludovica, sua amante. La Mussolini commenta: “le sue confessioni sono tentativi di imbastire un discorso. Dal primo minuto non pensa mai alla moglie”.

Mario Adinolfi, direttore di “The Week”, parla di “massacro mediatico” di un uomo ancora non colpevole, che dovrà pagarne moralmente ed economicamente. Violenta la reazione di Teresa: “massacro è una parola totalmente inadeguata, il massacro è un’altra cosa… le prove esistono eccome, non vi è un coltello con le impronte, ma ci sono tanti altri elementi a suo carico”. Meluzzi, continuando a insistere sul fatto che bisogna ricercare la verità, li chiama “indizi”, e non prove. La zia allora ribatte “visto che Salvatore ha due avvocati importanti, è meglio che essi arrivino con prove più convincenti alla difesa”. (continua alla pagina seguente)

Durante la pubblicità, una discussione accesa tra Teresa e Meluzzi, che su richiesta della zia non viene trasmessa in televisione. Pare che tale discussione alluda al fatto che vi siano nuove prove. Barbara D’Urso manda poi in onda altre intercettazioni ambientali, che fanno ascoltare Salvatore in una telefonata con la sorella. Le sue parole parlano di innocenza: “può essere stato qualcuno che mi seguiva, qualche invidioso o qualche maniaco”.

La zia però ci tiene a dire che sapeva di essere intercettato.

Sabrina Negri spiega a Teresa: “nessuno meglio di te può sapere le abitudini del sospettato”.

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