SERVIZIO PUBBLICO/ Asta delle frequenze e “beauty contest”: la proposta di Santoro a Passera (Video)

L’anteprima di Santoro si apre con una dichiarazione del neo ministro Passera, che ha di recente detto che in questo paese è davvero difficile fare delle liberalizzazioni

16.12.2011 - La Redazione
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Immagine d'archivio

L’anteprima di Santoro si apre con una dichiarazione del neo ministro Passera, che ha di recente detto che in questo paese è davvero difficile fare delle liberalizzazioni. Così l’ironico conduttore decide di raccontare una storia, dedicata ovviamente al ministro, che inizia con il classico “c’era una volta”. C’era una volta dunque la televisione, quella analogica, della quale tutti dicevano fosse caratterizzata da un duopolio, detenuto da Rai e Mediaset, che rendevano la vita davvero difficile a chiunque volesse proporsi in quanto novità televisiva. Così, per ovviare a questa spiacevole situazione, perdurata per anni e anni, è nata la televisione digitale terrestre, che aveva il compito di garantire un’equità di spazio a tutte le reti, e dare così l’opportunità anche ad altri di farsi notare. La prima cosa che è stata fatta, poi, dopo la nascita di questa nuova televisione, è stata l’identificazione di 25 frequenze nazionali (su ognuna delle quali è possibile avere ben 6 canali). 19 di queste 25 sono state utilizzate per regolarizzare l’esistente, facendo in modo che Rai e Mediaset mantenessero le loro posizioni, potenziandosi addirittura, dal momento che da Ginevra è partito un controllo che impedisce che sulle loro reti ci possano essere degli sforamenti. Fatto ciò è nata un’asta per assegnare le frequenze liberate per i telefoni, il che ha portato a ben 4 miliardi di utili per lo Stato.

Santoro esprime, poi, la sua opinione sulla questione del vendere queste frequenze, dicendo che per lui queste andrebbero in un certo qual modo noleggiate, controllandone poi l’utilizzo che se ne fa, e non vendute. Il tutto però ha comportato il risultato che le televisioni locali faranno più fatica a mantenere le loro posizioni, mentre Rai e Mediaset continueranno a spadroneggiare. Rimanevano ancora da assegnare 6 frequenze, e quindi 36 canali. Occorreva così far entrare i nuovi protagonisti. Per l’occasione è stato indetto il “beauty contest”, una sorta di concorso di bellezza, le cui partecipanti non sono altri che Rai, Mediaset e in minor parte Telecom. La domanda però sorge spontanea. Questi tre colossi avranno pagato queste frequenze?

La risposta è no. Così, la proposta di alcuni giornalisti ed addetti della televisione è stata: perché non organizzare un’asta, così da far fare anche un po’ di soldi allo Stato? La risposta dei vari Berlusconi e Confalonieri è stata che un’asta sarebbe inutile, dal momento che, a loro dire, nessuno vi si presenterebbe. Parte allora la proposta concreta di Santoro, che ricorda al pubblico i soldi raccolti all’inizio del programma, che ammontano alla ragguardevole cifra di 1 milione di euro, dei quali, dice, non ne è stato speso neanche uno per il programma, dal momento che sono riusciti a finanziarlo sul mercato. Con questi soldi il presentatore dice a Passera di voler fare la prima offerta per l’asta che si dovrà fare, così da ottenere 6 canali con i quali trasmettere. Dunque chiede al ministro di annullare il vergognoso beauty contest, e di seguire il suo consiglio, così da far entrare qualche soldo nelle casse dello Stato, che in un periodo nero come questo non potrebbe di certo rifiutare, e rendere il tutto un po’ più legale e alla luce del sole. Chi sa il ministro se prenderà in considerazione questa proposta.

Santoro poi, accantonato questo argomento,decide di affrontare, negli ultimi scampoli della sua anteprima, l’argomento drammatico degli omicidi avvenuti di recente a Firenze, per mano di un estremista di destra che, impugnando una pistola, è andato a caccia di senegalesi per le strade di Firenze, uccidendone 2 e ferendone altri 3, per poi suicidarsi in un parcheggio. Il presentatore dice che le parole di certo non basterebbero per commentare o descrivere quanto accaduto, e così sceglie di restare in silenzio, cedendo la parola a Fiorella Mannoia, Frankie Hi-nrg e Natty Fred (senegalese proprio come le innocenti vittime di Firenze), che insieme cantano “Non è un film”, uno dei pezzi inediti di un album, Sud, che a breve uscirà, dedicato proprio ai morti in Toscana. Al termine della canzone, la Mannoia aggiunge che quello che è accaduto è il frutto della cultura dell’odio, e che non sa come faranno a dormire tutti quelli che negli anni, dal Parlamento e non, dicevano di farli annegare in mare, sparare agli immigrati con i fucili e quant’altro.



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