SENNA/ Un film documentario su Ayrton Senna: la Formula 1 oltre ogni limite

- La Redazione

Le gesta eroiche dei grandi protagonisti dello sport sono stati fonte di ispirazione per molti registi. Non stupisce che anche Ayrton Senna, un nome che è una leggenda non solo per gli appassionati di Formula 1, sia ora oggetto di un film.

McLaren_2010
Foto: Ansa
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Le gesta eroiche dei grandi protagonisti dello sport sono stati fonte di ispirazione per molti registi. Non stupisce che anche Ayrton Senna, un nome che è una leggenda non solo per gli appassionati di Formula 1, sia ora oggetto di un film. In questo caso però non si tratta del classico biopic, ma di un documentario realizzato dal regista anglo-indiano Asif Kapadia (Lincubo di Joanna Mills, Far North), che ha però in sé elementi così coinvolgenti da far dimenticare a tratti che non si tratta di una pellicola di intrattenimento.

Attraverso filmati di repertorio e privati, rivive lascesa irrefrenabile del campione brasiliano, fino alla tragica morte. La voce narrante è costituita dalle testimonianze di persone per motivi diversi a lui vicine, oltre che da interviste da lui stesso rilasciate.

Nato nel 1960 a San Paolo da una famiglia benestante che asseconda da subito la sua passione per i motori, già da adolescente Senna si distingue nel go-kart e nelle formule minori, per debuttare in Formula 1 nel 1984.

Dalla ricostruzione di questi anni emergono un fortissimo, quasi esasperato senso della competizione ed unaudacia non comune, tanto che più le condizioni climatiche sono avverse più il giovane campione rende al meglio, e lo stesso Senna ammetterà di perdere completamente il senso del limite durante le corse. Questi segni distintivi sono accompagnati da unumiltà ed una religiosità molto forti oltre che da un attaccamento al suo paese dorigine altrettanto evidente.

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LE VITTORIE E LA RIVALITA’ CON PROST, CONTINUA A LEGGERE LA RECENSIONE SUL DOCUMENTARIO SU SENNA CLICCANDO SULLA FRECCIA

Elemento però veramente dirompente è la rivalità con il campione francese della McLaren Alain Prost, già forte nei primi anni Ottanta, quasi insostenibile con il passaggio del brasiliano dalla Lotus alla Mc Laren nel 1988. Appassionante per il mondo intero in quegli anni quanto sul grande schermo ancora adesso, tanto da sembrare un perfetto topos cinematografico: il campione affermato che ammira il giovane ambizioso e talentuoso, ma allo stesso tempo lo vede come la sua nemesi.

 

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Tra grandi soddisfazioni, momenti difficili e tre mondiali vinti, il documentario arriva all’incidente fatale sul circuito di Imola nel 1994, concedendosi solo un’occhiata fugace alla vita privata dello sportivo e senza trascurare invece l’impatto potentissimo che la sua figura ebbe su un Brasile afflitto da non poche difficoltà.

 

Lavoro pregevole, coinvolgente in tutta la sua non breve durata e perché no, anche un po’ furbo, il documentario di Kapadia restituisce un Ayrton Senna che prima di essere mito non era nient’altro che un ragazzo che voleva realizzare i suoi sogni.

 

Per chi conosce già bene questa leggenda dello sport sarà un’operazione nostalgia, per tutti gli altri un’ occasione da non perdere.

 

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