LAMBERTO SPOSINI/ Aggiornamento 12 maggio 2011: in coma. Si teme per eventuali danni permanenti

- La Redazione

Continua lo stato di coma farmacologico per il conduttore di La vita in diretta, che lo scorso 29 aprile è stato colto da emorragia cerebrale. Si teme per eventuali danni permanenti

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Lamberto Sposini

Lamberto Sposini, aggiornamenti 12 maggio 2011. Resta ancora in coma Lamberto Sposini, ricoverato al Policlinico Gemelli in terapia dallo scorso 29 aprile 2011: Lamberto Sposini è stato improvvisamente colpita da una grave emorragia cerebrale a pochi minuti dall’inizio della puntata di La vita in diretta. Nei giorni scorsi trapelava un cauto ottimismo sulle condizioni di salute dell’amatissimo giornalista: è stato sottoposto a un intervento di neurochirurgia, che ha avuto buon esito, risponderebbe agli stimoli, ora si attende che venga tolta la sedazione per valutare gli eventuali danni permanenti che potrebbero essere stati causati dall’ematoma prodotto dall’emorragia cerebrale. Secondo quanto riportato oggi dal QN, ci sarebbe un lento, ma progressivo miglioramento delle condizioni neurologiche dell’illustre paziente, lo hanno reso noto medici della terapia intensiva del Gemelli, anche se la prognosi resta riservata. E sul web sono molte le testimonianze di vicinanza per il conduttore di La vita in diretta: su Facebook è nato il gruppo Sosteniamo Lamberto Sposini, che conta più di 1.200 sostenitori, dove ci sono persone che anche dall’esterno chiedono notizie sulla salute del popolare giornalista e conduttore. E sulla drammatica vicenda di Sposini, sulla scia della dichiarazioni dell’onorevole Melania Rizzoli, si è riaperto il dibattito sulla questione fine vita.  In una lettera apparsa su Libero la deputata, nonché medico, ha ricordato che Sposini, che spesso l’aveva invitata in trasmissione a parlare di fine vita, nella sua condizione da sano, diceva che se mai si fosse ritrovato in una situazione di “lotta” tra vita e morte, avrebbe preferito morire piuttosto che esser vittima dell’accanimento terapeutico. Nella lettera la deputata ha sostenuto che “Sono cose che si dicono da sani”. La cosa ha scatenato polemiche…  Precisa la sua posizione, nel rispetto delle  attuali condizioni di Sposini, Melania Rizzoli in un’intervista esclusiva a Ilsussidiario.net: “Prima, quando stavo in ospedale e andavo nei centri di rianimazione, guardando i pazienti in coma o in stato vegetativo, dicevo a miei colleghi: “se mi dovesse capitare una cosa del genere, non lasciatemi in quella situazione, ma aiutatemi a morire”.

Poi, quando mi sono trovata realmente sul punto di morire (e da medico comprendevo ancora meglio a cosa stessi andando incontro), avevo un unico desiderio: quello di vivere. Io ho scritto quella lettera proprio ripensando alla mia esperienza. Si è trattato dell’occasione per mettere a fuoco quanto sta avvenendo alla Camera. Voglio precisare, tuttavia, un punto: Sposini, non c’entra nulla col testamento biologico. Spero, infatti, che tra una settimana si sveglierà completamente”.



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