LAMBERTO SPOSINI/ Aggiornamento 25 maggio, il comunicato ufficiale della famiglia

- La Redazione

Un comunciato della famiglia dle gironalista Lamberto Sposini invita i media ad attenersi alla massima privacy, così come viene chiesto anche ai fan di Sposini

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Lamberto Sposini

Mentre le condizioni di salute di Lamberto Sposini appaiono stazionarie e con lievi miglioramenti, ieri la famiglia del conduttore e giornalista televisivo ha rilasciato un comunicato ufficiale, il primo da quando il 29 aprile scorso Sposini fu colpito da improvviso aneurisma cerebrale. La compagna in realtà aveva scritto una toccante lettera rivolta ala figlia di 9 anni della coppia, pubblicata su Vanity Fair pochi gironi dopo l’accaduto, in cui cercava di rincuorare la piccola ad avere fiducia nella pronta guarigione del padre. Poi ogni dettaglio sulle condizioni di Lamberto Sposini è venuto con rari bollettini medici da parte dei medici curanti del Policlinico Gemelli di Roma, dove il giornalista è ricoverato, i professori di  neurochirurgia Giulio Maira e Rodolfo Proietti. I loro comunicati sono sempre stati improntati a un cauto ottimismo, e hanno segnalato la terapia a cui era sottoposto il paziente: dapprima coma farmacologico, poi test per vedere se gli arti rispondevano agli stimoli, quindi riduzione dei sedativi e riapertura degli occhi. Segnali positivi sì, ma sempre prognosi riservata e nessuna precisazione sui tempi di recupero di Sposini. Ieri il comunicato ufficiale della famiglia, che dice le seguenti cose.

Nel comunicato della famiglia di Sposini, la richiesta di massima privacy. “Ringraziando tutte le persone che in queste settimane hanno manifestato simpatia e solidarietà per Lamberto, i familiari ricordano le norme sulla privacy e il rispetto in ogni caso dovuto, soprattutto in considerazione del fatto che sono coinvolti minori, oltre a persone anziane”. E ancora: “si pregano gli organi di informazione di attenersi esclusivamente ai bollettini medici che saranno diramati in caso di variazioni significative delle condizioni cliniche del paziente“.

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