UN ALTRO MONDO/ Africa, integrazione e famiglia per un “cambiamento” che non convince

- Emanuele Rauco

Nonostante lo scarso successo in sala, il secondo film di Silvio Muccino nelle vesti di regista sta uscendo in questi giorni in dvd. La recensione di EMANUELE RAUCO

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Una scena del film Un altro mondo (Foto Ansa)
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Dopo il devastante esordio di quasi tre anni fa con lorribile Parlami damore, Silvio Muccino torna nel doppio ruolo di interprete e regista con un film che, come il precedente, prende lavvio da un romanzo di Carla Vangelista: meno brutto di quello, ma sempre coi soliti problemi dapproccio e realizzazione.

Il protagonista, Andrea, è un quasi trentenne ricco, annoiato, lontano dal mondo che un giorno vede arrivare la lettera del padre fuggito in Africa: sta per morire e per lasciargli il fratellastro Charlie. Così che rivoluzionerà la sua vita. Scritto, oltre che da Muccino anche dalla stessa Vangelista, Un altro mondo è un dramma esistenziale e civile, che accumula temi impegnati come lAfrica, lintegrazione, laccettazione sociale e sentimentale e via pontificando, ricalcando (quanto scientemente?) i passi del cinema natalizio doltre-oceano.

Messa a parte linsofferenza per storie davvero fuori dal mondo di ragazzini ricchi, viziati annoiati e depressi, la pellicola racconta di come la società contemporanea abbia difficoltà ad accettare i cambiamenti, intimi ed esteriori, rappresentati da Charlie, un bambino, africano e per giunta poco simpatico. Muccino, ed è impossibile non pensarci, guarda ai suoi personali drammi familiari, a rapporti con famiglie fredde e rigide e, rispetto allesordio, tiene un tono più curato, non esplode in frasi da antologia del trash e tiene a bada il desiderio di stupire il pubblico optando per una narrazione più sensibile.

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Ma tutto, dalla voce fuori campo ai movimenti di macchina alle scelte fotografiche, è enfatico e ridondante, la sceneggiatura è colma di psicologismi mal gestiti (la mamma che spiega i personaggi, la bulimia di Livia) e la regia dopo essersi concentrata su luoghi e personaggio cerca a tutti i costi la scena madre o leffetto emotivo sfacciato. E lo stesso Muccino mostra i suoi evidenti limiti anche in veste di attore, facendosi rubare la scena prima da Isabella Ragonese e poi da Michael Rainey jr.

Nonostante lo scarso successo in sala, il film sta uscendo in questi giorni in dvd e il suo attore è stato ospitato al Social World Film Festival di Vico Equense per presentarlo: un film che lo ha cambiato profondamente, in modo difficile ma inevitabile: “Prima di questo film non ero sensibile ai temi sociali – ha raccontato alla platea il regista -, ma girare in Africa col dottor Morino mi ha scosso dalla superficialità, mostrandomi la dignità e il rispetto per se stesso di un popolo”.

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Incoronando Bernardo Bertolucci come punto di riferimento e dichiarandosi fan dei film del fratello, il più piccolo dei Muccino ha affermato di aver scoperto il cinema come davvero lo intende lui da soli 5 anni – dopo Il mio miglior nemico di Verdone – e ha sibillinamente accennato al suo prossimo film: “A settembre ne saprete qualcosa”. Non si esclude un ritorno al semplice ruolo di attore.

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