TV/ Rai, Mediaset e Sky: chi sta vincendo la sfida del digitale terrestre?

- Gianni Foresti

GIANNI FORESTI ci aiuta a capire come sta cambiando la televisione con il digitale terrestre, usando quattro parole chiave: ascolti, pubblicità, contenuti, qualità

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Aldous Huxley, nel libro Il Mondo Nuovo del 1932, profetizzava un futuro in cui la gente sarebbe stata felice di essere oppressa e avrebbe adorato la tecnologia che libera dalla fatica di pensare. E così tra web, tv e telefonini, la sua profezia si è avverata.

Ma veniamo alla tv. Un passo indietro e sembra di tornare nella preistoria. Nel 2006, lallora ministro delle comunicazioni Paolo Gentiloni (Margherita) varò una legge che prevedeva il passaggio di una rete Rai e di Rete 4 sul digitale (leggasi satellite). Emilio Fede già veniva dato per desaparecido, ma con il nuovo governo berlusconiano tutto cambiò. Tutti i canali pian piano sono finiti sul digitale, ma terrestre (Dtt).

Lofferta per il telespettatore si è allargata notevolmente, i canali tv ora sono uninfinità. Abbiamo sempre lasse delle corazzate generaliste (Rai 1, Rai 2, Rai 3, Canale 5, Italia 1 e Rete 4), a cui hanno aggiunto i propri canali free (Rai 4, Rai 5, Rai Movie, Rai Premium, Rai YoYo, Rai Gulp, Mediaset Extra, Iris, Boing, La5), la pay-tv di Mediaset Premium e le tv locali.

Da qui in poi porremo a tema quattro parole: ascolti, pubblicità, contenuti, qualità. Le tv generaliste la fanno ancora da padrone per quanto riguarda gli ascolti: nella fascia prime time hanno in totale il 76% di share, le tv free un 8%, Premium e le locali il 7%, il satellitare Sky un totale dell8%. Sono stato molto sintetico nei dati perché il punto per quanto riguarda i canali free del digitale terrestre (escludendo perciò le tv generaliste) è che il passaggio alla nuova tecnologia ha molto frammentato gli ascolti. Questo si sapeva in partenza, ma lobbiettivo era ed è quello di trovare un pubblico di nicchia.

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Diciamolo: la tv generalista ormai è logora, la Rai vince su Mediaset, ma entrambi perdono ascolti che si riversano non esclusivamente sulle nuove tv free. I giovani ormai usano internet come tv, guardando nel web i programmi o le porzioni che a loro interessano. Senza contare tutti i prodotti fotocopia dei due network. In più, la Rai ormai è scaduta nellobbiettivo di essere servizio pubblico, e sicuramente sarebbe meglio privatizzarla (ma questo sarebbe un discorso lungo).

Perdendo ascolti si perde anche pubblicità che può essere recuperata allargando lofferta con i canali tematici. Filosofia giusta, ma che per ora non ha dato i riscontri in soldoni: a Mediaset pare che la raccolta per i canali free e Premium sia molto faticosa.

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Ho lasciato La7 a parte. La rete con Mentana è andata nel Tg sera al 10%. La qualità paga, mitraglietta è il migliore sia come capacità ed esperienza, ma anche nel formulare una scaletta del telegiornale fuori dagli schemi classici di Tg1 e Tg5. Arriverà SantOro? Probabile. Saviano? Pure. La Gabbanelli con Report? Fuori luogo. La rete crescerà? unincognita, ci vogliono euro pesanti. Potrebbe arrivare De Benedetti con i soldi del lodo Mondadori? Chissà chi lo sa

Ecco ora la classifica delle prime dieci tv free per quanto riguarda gli ascolti.

Rai4, diretta dal mago Carlo Freccero, si offre come spin-off della tv generalista.

La5, destinata a un pubblico femminile, ha da poco compiuto un anno di vita.

Iris saccheggia direttamente dalla videoteca i film non utilizzati dai canali cugini.

Boing, un canale affermato già da anni rivolto ai ragazzi.

Rai Movie, idem come Iris.

Mediaset Extra,il già visto sulle generaliste, con alcuni prodotti americani.

Rai YoYo, K2 e Rai Gulp, anch’esse rivolte ai ragazzi.

Guardando i contenuti delle tv free si nota che le scelte sono avvenute per fasce d’età: donne casalinghe (Mediaset Extra), adulti sopra i 55 anni (Iris e Rai Movie) e fascia ragazzi. Quest’ultima, da anni esclusa dai palinsesti generalisti, poteva solo trovare uno sfogo nelle tv free. Una cosa accomuna i contenuti dei suddetti canali: non vi sono produzioni italiane, cioè nessun tentativo di produrre trasmissioni nostrane. Perché? Costano ed è inutile in questo momento investire in progetti incerti.

Di proposito non ho messo Real Time (tra l’altro all’ottavo posto) che sta avendo un discreto successo con i suoi format prodotti per l’Italia: Ma come ti vesti?, Vendo casa, Cerco casa. Non sono reality, ma programmi d’intrattenimento con a tema la vita reale.

Parliamo di Mediaset Premium. Di fatto è il competitor di Sky, offre calcio, film, telefilm, serie americane. L’offerta di Gallery già comprende 10 canali: Joy, Mya, Steel, Emotion, Energy, Studio Universal, Premium, Disney Channel, Discovery World e Bbc Knowledge. Dal 1° luglio partirà Premium Crime (polizieschi ed action) e Cinema Comedy (film per la famiglia). L’obbiettivo è fidelizzare i telespettatori, vendere tessere con offerte vantaggiose e prodotti sicuri per i telespettatori.

La differenza con Sky è economica, ma anche di qualità. Se è vero che Murdoch ha perso migliaia di tessere al centro-sud nel 2010 perché si è lasciato scappare l’Europa League, è anche vero che la qualità HD delle partite e del cinema di Sky è a un livello che Mediaset per ora se lo sogna. Ma in tempo di crisi economica, l’italiano medio si butta su Mediaset Premium dove può spendere meno. La guerra tra i due network si combatte con campagne promozionali da ambo le parti. E siamo solo all’inizio. In sintesi, l’offerta si è mostruosamente amplificata, ma di fatto contenuti sono sempre gli stessi.

Per concludere, sempre Aldous Huxley profetizzava che la gente non sarebbe stata tenuta sotto controllo con le punizioni (tesi di Orwell), ma con i piaceri.

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