RITORNO AL FUTURO/ Bob Gale spiega come si conobbero Marty MacFly e Doc

- La Redazione

Vi siete mai chiesti come si conobbero Marty McFly e Doc, gli straordinari protagonisti della saga di Ritorno al futuro? Ventisei anni dopo il primo episodio, ecco svelato il mistero

ritorno_R400
Michael J. Fox e Chris Loyd

E’ stato uno dei film più amati e di successo degli anni Novanta. Uno degli autori di Ritorno al futuro spiega, 25 anni dopo, come si conobbero Marty McFly e Doc, lo scienziato pazzo.

La saga di Ritorno al futuro – Back to the Future, è stato uno dei film più amati degli anni Ottanta e ancora oggi viene riscoperto da nuove generazioni che si appassionano alle incredibili avventure di Marty McFly (l’attore Michael J. Fox) e dello scienziato pazzo Doc Brown (Chris Lloyd, di cui si ricorda la straordinaria partecipazione nel film Qualcuno volò sul nido del cuculo). Ritorno al futuro, pur nella sua trama affrontata da molti altri film, quella relativa al sogno costante dell’uomo di poter viaggiare nel tempo, fu un fenomeno cinematografico di quelli che accadono più o meno una volta a decennio. L’ottima regia, la trama eccitante e ricca di colpi di scena, le trovate tecnologiche per l’epoca avveniristiche, il gusto nostalgico verso certi momenti romantici della storia della società americana, contribuirono a renderlo immediatamente cult e a permettergli di avere ben tre episodi successivi nel corso degli anni. Ma quello che fece innamorare tanti spettatori furono i due fantastici protagonisti, la coppia Michael J. Fox (che proprio dopo il terzo episodio si ammalò di una grave forma di Parkinson, cosa che comunque non gli ha impedito di continuare a recitare) e Chris Lloyd. Il primo, un ragazzo tipico della classe media americana, eternamente vestito con il classico piumino senza maniche che andava di moda negli anni Ottanta, il secondo scienziato geniale e pazzoide con i capelli bianchi sparati in testa alla Einstein. I due insieme scorazzano avanti e indietro nel tempo, combinandone di tutti i colori e cementando una bella amicizia. Già: una amicizia nata come? E’ una domanda che è frullata in testa a tanti fan per anni (per l’esattezza 25, festeggiati l’anno scorso) da quando uscì il primo episodio della saga. Come possono essersi conosciuti un ragazzo del liceo e uno scienziato strampalato? Oggi, uno degli autori della sceneggiatura, ha spiegato finalmente come ciò sia successo.

E’ Bob Gale che, intervenendo su un blog di fan di Ritorno al futuro, ha spiegato il retroscena Insieme a Bob Zemeckis, Gale scrisse la sceneggiatura del film. Per una pellicola che ha avuto tale successo, stupirà sapere che i due avevano preparato una prima stesura della storia già nel 1981, per ottenere ben quaranta rifiuti da altrettante case di produzione cinematografiche. Il motivo? I produttori invariabilmente rispondevano loro. “I film sui viaggi nel tempo non hanno successo”. Ecco perché quando il film finalmente venne realizzato, i due non avevano minimamente idea che sarebbe diventato un successo. Ma come accade che Marty e Doc erano amici? Il primo episodio di Ritorno al futuro comincia infatti con Marty che si trova nell’abitazione di Doc. Negli anni girarono diverse motivazioni su questa amicizia, alcune delle quali messe in giro dagli stessi autori della sceneggiatura. Una di queste voleva che Doc fosse andato in giro per il suo quartiere bussando di porta in porta alla ricerca di studenti interessati a diventare suoi assistenti part time. La nuova spiegazione fatta da Bob Gale invece, che ha comunque qualcosa in comune con la vecchia teoria, dice che Marty aveva sentito parlare di Doc per anni, definito un po’ da tutti come un o scienziato pazzoide e lunatico. Con l’intraprendenza di tutti i ragazzi, un giorno Marty decide di verificare da sé e si reca a curiosare nello studio abitazione dello scienziato. Rimane immediatamente affascinato dagli oggetti e dai macchinari fantastici che trova in giro.

Quando Doc torna a casa e lo sorprende non si arrabbia: anzi, è molto contento che ci sia qualcuno interessato ai suoi studi. Tutti e due in fondo, spiega Gale, nei rispettivi ambienti erano considerati delle pecore nere e quindi vanno subito d’accordo. Doc darà a Marty un lavoro part time per aiutarlo con i suoi esperimenti e anche solo per portare a spasso il suo cane. Ecco spiegato il mistero. Anche se qualcuno, sul boga in questione, ha sollevato dei dubbi che il commento sia stato postato proprio da Bob Gale e non da qualche impersonatore. Ma la spiegazione è abbastanza carina e passibile per prenderla per buona.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori