STRAGE OSLO/ Breivik ispirato da Dogville? Von Trier fa mea culpa

- La Redazione

Il controverso regista Lars von Trier e Soren Espersen, portavoce del Partito Popolare Danese (DF) si sono scontrati sulle reciproche responsabilità sulla strage di Oslo

osloattentato2R400
L'attentato a Oslo

Il controverso regista Lars von Trier e Soren Espersen, portavoce del Partito Popolare Danese (DF) si sono scontrati sullipotesi che il dibattito politico in Danimarca possa avere giocato un ruolo nellispirare Anders Behring Breivik, autore degli attentati in Norvegia.

IL MEA CULPA DI VON TRIER – In unintervista rilasciata al quotidiano Politiken, von Trier ha espresso dispiacere per il fatto che il suo «Dogville fosse uno dei film preferiti di Breivik. E soprattutto per il fatto che le numerose scene di violenza allinterno del film possano avere esercitato un ruolo nellispirare la carneficina perpetrata dal 32enne norvegese sulisola di Utoya. Come dichiarato da von Trier a Politiken, «mi sento terribilmente male al pensiero che Dogville, che ai miei occhi è uno dei miei film più di successo, possa essere stato preso da Breivik come una sorta di copione. Tutto questo è orribile. Il film di von Trier del 2003, che Breivik aveva messo tra i suoi preferiti sul suo profilo di Facebook, si conclude con un omicidio di massa di tutti i residenti della città americana immaginaria di Dogville. Come scrive Justin Cremer sul Copenhagen Post, von Trier si è però giustificato dicendo che se Breivik si è ispirato al suo film, lo ha completamente frainteso.

«DISPIACIUTO PER IL FILM» – «Le mie intenzioni con Godville erano completamente opposte – ha dichiarato il regista -. Nello specifico volevo esaminare se possiamo accettare un protagonista che si prende una vendetta nei confronti di un’intera città. E qui io prendo completamente le distanze dalla vendetta. E’ un modo per rendere il protagonista e i nostri sentimenti più sfumati e forse persino per smascherarli, e quindi non esistono solo bianco e nero». Von Trier ha quindi aggiunto: «E così ci si potrebbe chiedere se sono dispiaciuto per avere fatto quel film. Sì, se davvero ha prodotto questo effetto allora mi dispiace averlo girato».

 

«PARTITO XENOFOBO» – Ma von Trier, pur accettando le critiche per il ruolo involontario che può aver giocato nei piani di Breivik, nello stesso tempo ha attaccato il Partito Popolare Danese per il fatto di non essersi reso conto che la sua «ostilità nei confronti degli stranieri» e la sua «islamofobia», per usare le parole del regista, possano a loro volta avere influenzato Breivik. Von Trier ha puntato il dito contro il leader del partito, Pia Kjaersgaard, per il suo ruolo esercitato nell’agitare i pregiudizi contro musulmani e stranieri. Non è la prima volta che, dopo la strage del 22 luglio scorso, qualcuno muove delle critiche di questo tipo.

«VON TRIER E’ UN NAZI» – Il regista danese si è detto certo del fatto che «ci sia una linea diretta tra la visione dell’umanità di Pia Kjaersgaard e quanto avvenuto a Utoya. E il Partito Popolare Danese ha giocato quindi un ruolo». Il DF tuttavia ha respinto le critiche di von Trier e dichiarato che il regista non si trova in una posizione tale da poter puntare il dito contro qualcun altro. Un funzionario del partito ha aggiunto che non intende consentire che la Kjaersgaard sia intervistata da Politiken su questo argomento, anche perché von Trier non è un suo pari ed è un malato mentale e un nazista. Politiken tuttavia ha contattato il portavoce del partito, Soren Espersen, che ha espresso la stessa visione. Secondo Espersen, «è interessante che le critiche provengano da un nazista dichiarato e da un uomo che ha girato dei film con una violenza del tipo più perverso che, secondo lo stesso Breivik, hanno ispirato le sue atrocità». La replica di Espersen faceva riferimento alla conferenza stampa di Cannes, nel corso della quale il regista ha dichiarato di sentirsi più un nazista che un ebreo spiegando che «comprendeva» Adolf Hitler.

 

(Pietro Vernizzi)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori