FRIGHT NIGHT/ Lontano da Twilight, un remake sui vampiri che si prende troppo sul serio

Nei cinema italiani è arrivato il remake, diretto da Craig Gillespie, del film del 1985 diventato un cult per il genere vampiresco. La recensione di MATTEO CONTIN

15.09.2011 - Matteo Contin
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Una scena del film Fright Night

Charley non crede ai vampiri, ma chi ci crede veramente? Non ci crede sua mamma Jane, non ci crede la fidanzata Amy, non ci crede Peter Vincent, sedicente illusionista di Las Vegas e, insieme a loro, non ci crede nemmeno tutto il resto del mondo. A parte Ed, di professione nerd e amico del cuore di Charley. Ed è convinto infatti che il nuovo vicino di casa di Charley, laffascinante Jerry, sia in realtà un vampiro.

Il ragazzo chiede aiuto a Charley per ucciderlo, ma lui rifiuta perché incredulo. Quando però Ed scompare, Charley trova le prove inconfutabili della vera natura di Jerry. Il ragazzo comincia allora a dargli la caccia, ma linesperienza lo mette sin da subito in una posizione svantaggiata. Chiedere aiuto a Peter Vincent potrebbe essere una soluzione. Potrebbe.

Datato 1985, lesordio alla regia di Tom Holland (poi regista di Bambola assassina e Locchio del male), divenne istantaneamente un cult-movie. Ammazzavampiri, questo il suo titolo italiano, è un buon film dellorrore per ragazzi, spaventoso, ma anche pieno di senso dellumorismo, a partire proprio dal personaggio di Peter Vincent che, nella versione originale, era un vecchio divo del cinema horror prestato alla televisione (e che col suo nome omaggiava Vincent Price e Peter Cushing).

Nella versione datata 2011 e firmata da Craig Gillespie (già regista di Lars e una ragazza tutta sua, film di cui attendiamo una pesante e doverosa rivalutazione) appare un po tutto rimodernato, ma la struttura rimane la stessa. La sceneggiatura di Marti Noxon (che qualche anno fa ha già avuto a che fare con i vampiri di Buffy) infonde sin da subito unaria moderna al racconto, restaurando la figura del vampiro: siamo lontani da Twilight e affini, visto che il vampiro di Fright night è un vero e proprio predatore, che non nasconde i suoi istinti animaleschi e affoga le sue poche emozioni nelle pozze di sangue delle sue vittime.

La scrittura del personaggio è convincente, grazie anche alla buona interpretazione di Colin Farrell. La trama, rispetto alloriginale, è infarcita in maniera più esplicita di un sottotesto erotico, che non emerge mai e non risulta mai evidente, ma contribuisce (e non poco) a creare una buona dose di tensione nello spettatore.

Per il resto la storia scivola via senza grossi problemi, anche se i difetti non mancano, come il non sempre convincente restauro del personaggio di Peter Vincent (interpretato da un irriconoscibile David Tennant) o la scrittura un po’ stereotipata di certi passaggi. In cabina di regia Gillespie fa un buon lavoro, che si fa notare soprattutto nelle sequenze più dinamiche.

Dove il film sembra fare un passo falso è nel suo prendersi forse un po’ troppo sul serio. Non fraintendetemi: il film non pensa di essere un capolavoro e non si comporta di conseguenza, ma una buona dose di senso dell’umorismo avrebbe giovato alla pellicola (tant’è che quando fa capolino tra denti affilati e inseguimenti in stanze buie, il film guadagna in leggerezza e ritmo).

In sostanza, questo remake di Ammazzavampiri non è doloroso, ma nemmeno riesce a farci rimpiangere il film originale. Nonostante tutto fili liscio, dalla regia alla recitazione, Fright night è in sostanza uno dei tanti remake inutili. Ce lo dimenticheremo ben presto.

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