SATIRA / Dopo i “Texoni” arrivano i “Texerini del Tram”

- Comic Astri

Oltre a essere il Paese dei mille campanili, lItalia è anche il Paese dei mille fan club di Tex Willer. I COMICASTRI ci spiegano cosa sono i dieci Texerini del Tram

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Foto Ansa

Oltre a essere il Paese dei mille campanili, lItalia è anche il Paese dei mille fan club di Tex Willer e liniziativa di Repubblica, che sta ripubblicando i Texoni, ha avuto un indubbio merito: portarli a galla. A Milano cè lAtm (Appassionati di Tex Meneghini), a Roma va ricordata lAtac (Aficionados di Tex Abitanti nella Capitale), a Torino la Fiat (Fabbrica Italiana Albi di Tex). Ma non si possono non citare la Tim (Tex Icona Multimediale) o Raitre (Raccogliamo Albi Ingialliti di Tex Recuperati in Extremis), diretto da Lilli Gruber, detta Lilli Put (Preferisco Uscire con Tex). Ma la più importante si trova a Bonelli, frazione di Porto Tolle, in provincia di Rovigo. Qui gli abitanti di Bonelli hanno fondato il Tram (Tex Raccogliamo in Albi Minuscoli). Qual è la sua caratteristica? Collezionare storie del più rinomato ranger del mondo in formato mini: i famosi Texerini del Tram. In pratica, fumetti brevi scritti, sceneggiati o disegnati da personaggi importanti. Sono dieci piccoli album di valore inestimabile.

Becks – un Teks Willer ambientato in Germania, alla Oktoberfest. La storia è stata scritta e sponsorizzata dallomonimo birrificio di Brema. Protagonisti, oltre a Becks Willer, sono Kit Carlsberg e Tiger Tuborg. Una storia con poco smalto e molto malto.

Ex – In quesa mini-serie si racconala soria a fumei di un famoso fuorilegge, Ex Willer, divenao prima un exas ranger e poi il capo della ribù dei Navajos con il nome di Aquila della Noe. Le sue avvenure mozzafiao sono caraeizzae da scazzoae, inseguimeni e colpi di pisola. Uilizza un fucile Wincheser, cavalca sempre il suo miico Ornado, si sposa lungo i senieri e le praeìe sempre in compagnia dei suoi re pards: il veuso Ki Carson, il figlio Ki Willer e il fedele Iger Jack. Quando la siuazione sembra perdua di solio arriva la cavalleria a suon di romba: a-a-a-a-a-a-a/ a-a-a-a-a-a-a/a-a-a/a-a-a. In quesa serie il nosro proagonisa è animao da un solo obieivo: rirovare la leera (è la T, ve lo diciamo se no qui non si capisce più un ubo, ndr), che lodiao Mefiso gli sorae nel primo numero. Ex Willer la recupererà solo nellalbo numero duecenovenidue (numero 222 considerando le T) dal iolo La pauglia assediaa. Nel numero 223, intitolato Tttttttttex Willer, Kitttttttt Carson e Kittttttt Willer annienttttttano del tttutttto Mefistttttto, il nostro eroe ha utilizzato tutte quelle T di cui non aveva potuto disporre nei 222 albi precedenti.

Lex – Scritto con molti errori grammaticali e troppi congiuntivi sbagliati da un ispiratissimo Antonio Di Pietro, è la storia del magistrato Lex Willer, che – aiutato dalla squaw Ildha Moccassini – riesce a catturare e a condannare Il Maestro (i cui tratti ricordano un noto imprenditore televisivo italiano, poi diventato anche primo ministro del Paese). Memorabile la battuta a pagina 10.628 del verbale di interrogatorio pubblicato nel fascicolo chiamato Mani pulite di sangue, in cui Lex esclama: Io quello lo sfascio! (la battuta è rivolta al calesse, perché durante un inseguimento perde una ruota).

Mex – Ambientato in Messico. È il volume siesto della collana. Una storia soporifera, povera di colpi di scena: in pratica Tex dorme sempre sotto un sombrero e quando si sveglia fa un salto al saloon: “Nachos e tequila per tutti, offro io!”. A garantire un minimo sindacale di avventura ci pensano comunque Kit Carson e Kit Willer con il loro kit tuttofare.

 

Rex – È un Tex Willer scritto e disegnato dalla Lega nazionale per la difesa del cane. Qui Tex è un Wilkinson bulldog, sempre pronto ad abbaiare, ma anche a mordere. Tex arriva addirittura a sfidare a duello, a causa di una ciotola di Ciappi avariato, i suoi migliori amici, KiteCarson e Tiger Cat, due mici meticci squattrinati e sempre a caccia di guai.

 

Sex – Su sceneggiatura originale di Tinto Brass, la storia è scritta e disegnata, con particolari che si possono apprezzare solo a occhio nudo, da Rocco Siffredi. Protagonista è la prosperosa e quasi omonima Tet Willer, meglio conosciuta dai Navajos come Patata Bollente, che si mostra compiacente sia nei confronti di Tex (per ben sette volte ha un Tet-a-Tex e finisce nel grande teepee del nostro eroe, assumendo il suo teepeeco atteggiamento provocante), sia con il perfido John “Long Gun” Viagra, un pistolero senza scrupoli dalla faccia bluastra, che non sa resistere alle sue lusinghe (di Tet, ovviamente, non di Tex). Una storia piccante, ricca di sensualità e doppisensi, ma con un happy end che sfocia in un happy hour a base di pemmican e acqua di fuoco (l’equivalente per i nativi d’America del nostrano “tarallucci e vino”).

 

Tax – È il piccolo capolavoro di Giulio Tremonti. Ha scritto la breve storia nelle more di una delle sue prime Finanziarie, mentre era in vacanza a Lorenzago di Cadore (dove la storia è ambientata). Il racconto si concentra sulla caccia spietata che Tax Willer (pare che Tremonti abbia scritto la storia “su misura”, vestendo addirittura i panni del protagonista) intraprende contro il suo acerrimo nemico Vincent Viscoyote, dopo che è riuscito a evadere (non si capisce bene se le tasse o dal carcere). Un albo Unico: molto belli i quadri RX e RW della storia. È anche l’unico della collana che si paga con l’Iva maggiorata al 21%.

 

Tix – È un Tex con molti Tic (Tics, poi corretto in Tix): tic motori, tic vocali, tic distonici, tic sensitivo e tic transitorio che ne rendono difficile e incomprensibile la lettura. La storia così procede a strappi (nel senso che il lettore, assalito da un tic nervoso, strappa letteralmente le pagine a una a una).

Tox – Ambientato in Giamaica, su sceneggiatura di Marco Cappato e testi di Fabri Fibra, narra la storia di un Tex che, avanti con gli anni e ormai tossicodipendente, sta sempre con il colpo in canna (ma, ahimè, non è più quella del suo Winchester). Del tutto casualmente, Tox viene coinvolto in una brutta storia, a base di funghi peyote, che ha veramente dello stupefacente (e che naturalmente non vi sveliamo). Finisce che, disarcionato da cavallo per colpa di un Kit Carson schiavo dell’alcol, Tox Willer fa crack: in stato di semi-incoscienza verrà rapito da Tiger Jack, convertitosi nel frattempo a una setta orientaleggiante con il nome di Youssuf Calumet Augh. Allora il figlio Kit, armato solo di una rivista dei testimoni di Geova, bussa a tutte le porte e… (per mille tizzoni d’inferno, mi sa che per finire la storia gli autori hanno dovuto farsi un’altra dose!).

 

Willer Certosa – È un mini-Tex, ma racconta le storie del protagonista disegnato a grandezza naturale (tranquilli, non è il ministro Renato Brunetta: è uno che sta più in… alto). Edito da Mondadori, con la sponsorizzazione di Mediolanum, Mediaset e A.C. Milan, è la storia, ambientata in Sardegna, a Willer Certosa, di Silvio BerlusTexoni – il presidente-cowboy, il presidente-pistolero, il presidente-Navajo, il presidente-bello, il presidente-intelligente, il presidente-ricco, il presidente-suadente, il presidente-tombeur de femme, il presidente-deus ex machina, il presidente-patron, il presidente-presidente, il presidente-ecceteraeccetera -, che con l’aiuto di Kit Konf(alonieri) e Tiger Gasp(arri), dà la caccia alla Tigre Nera di Montenero di Bisaccia (i cui tratti assomigliano a un ex magistrato di Mani pulite poi diventato deputato). Memorabile l’ultima battuta del fumetto: “Consentimi: è meglio che ti arrendi o ti spedirò all’inferno a una tale velocità che a Satanasso verrà un capogiro nel vederti arrivare!”.

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