PRESADIRETTA/ Riassunto della puntata di ieri, 25 settembre. Il popolo

- La Redazione

E andata ieri sera in onda Presadiretta, il programma di inchieste condotto da Riccardo Iacona, con un reportage intitolato Il Popolo, dedicata alla crisi che ha colpito Napoli.  

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Foto Ansa

E andata ieri sera in onda la seconda puntata di Presadiretta, il programma di inchieste condotto da Riccardo Iacona. Dopo la partenza di due domeniche fa con lapprofondimento Senzasoldi, ieri la trasmissione si è intitolata Il popolo. Nel reportage di ieri Riccardo Iacona, assieme a Gaetano Di Vaio, e Domenico Iannacone, hanno condotto i telespettatori in un viaggi alla scoperta degli aspetti più controversi e tragici della crisi, che colpisce tutti, ma non tutti allo stesso modo. Cè un popolo, appunto, quello campano, che sta subendo maggiormente gli strali delle turbolenze economiche.

Napoli è stata colpita da un processo che ha trascinato via le industrie, provocando limpoverimento di 700mila persone e lincremento esasperato del lavoro in nero. Genitori e figli lavorano in quei settori delledilizia, del commercio,o in quei bar rimasti in attività. Ottengono una paga che si aggira tra i 20 e i 40 euro al giorno. Ma, per lo Stato, non esistono. Il loro è lavoro sommerso e, magari da 7-8 anni, non ricevono contributi, non hanno unassicurazione contro gli infortuni, né busta paga o assegni familiari. Nei quartieri continua a dominare la camorra. Ma pure la mala avverte la morsa della crisi, e non distribuisce più i proventi della droga. Migliaia di madri con figli, i cui mariti sono finiti in carcere, non ricevono più i sussidi che un tempo la camorra garantiva loro assicurando il sostentamento.

Nel frattempo, altrettante famiglie non riescono a mandare i figli a scuola, perché non hanno i soldi per pagare le tasse scolastiche o i libri, mentre ci sono zone in cui labbondano degli studi dopo la terza media interessa il 50 per cento degli studenti.

E il governo, che fa? A 20 anni dalla chiusura dello stabilimento di Bagnoli, che garantiva limpiego a Napoli e in provincia, non sono ancora stati realizzati interventi significativi in grado di dar vita ad una logica di sviluppo e di creazione di posti di lavoro. Napoli è destinata a soccombere? In realtà una soluzione esiste, eccome; basta imparare dal Paese che meglio degli altri, non a caso, sta resistendo alla crisi. 

Secondo il programma, il metodo per far risorgere la città partenopea c’è, e consiste nell’attivare investimenti cospicui sulla falsariga di quanto fece la Germania dell’Ovest con la Germania dell’Est, riuscendo in 20 ad portarla agli elevati standard attuali. 

 

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