PRESADIRETTA/ Inchiesta sulla Ndrangheta al Nord (video). Puntata 15 gennaio 2012

- La Redazione

La sintesi della puntata del programa di inchiesta condotto da Riccardo Iacona su Rai tre. Un viaggio nella criminalità organizzata ormai radicato anche in Italia Settentrionale

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Riccaro Iacona, conduttore di Presadiretta

Nella puntata di Presadiretta, il programma di inchiesta condotto da Riccardo Iacona su Rai Tre in prima serata, un viaggio nell’inquietante scenario della criminalità organizzata, ormai radicata anche al Nord Italia. Ospite di Che tempo che fa, Iacona ha anticipato, al talk condotto da Fabio Fazio, l’interessante e “densa” puntata di Presadiretta, che ha catturato l’interesse di oltre due milino ie seicentomila telespettatori e di cui seguono sintesi e video. Giovanni Tizian è un giornalista calabrese che vive a Modena e che per via delle minacce ricevute per quanto ha scritto, è stato messo sotto scorta. La mafia dunque è arrivata anche a nord, a Modena, dove pare sia molto radicata. ll problema ricorrente è innanzitutto l’assenza di denuncia volontaria da parte delle imprese. Ad Alessandria ad esempio la ‘ndrangheta necessita di case, per poter riciclare il denaro e si è scoperto che ci sono connessioni tra le famiglie della ‘ndrangheta del basso Piemonte e quelle della Liguria. In Liguria purtroppo la ‘ndrangheta è viva e vegeta e a quanto pare ha cercato referenti nei politici e questo è un dato allarmante perché a un privato si può promettere lavoro e non darlo, ma alla ‘ndrangheta tali promesse si devono mantenere e così si spiegano le improvvise carriere di alcune persone. Per anni a Genova hanno guidato i caln i fratelli Rampino e polemiche sono state sollevate in relazione ai loro rapporti con la Eco.Ge di Gino Mamone. La Eco.Ge ha a Genova praticamente il monopolio per il movimento terra e per lavori di questa tipologia. Questo grazie ad appalti e subappalti per lavori pubblici. Alcuni di questi valgono svariati milioni di euro. C’è stata però un’interdizione sulla Eco.Ge, ha spiegato Christian Abbondanza. Gino Mammone avrebbe il certificato antimafia in regola, a quanto risulta. Il rapporto del 2007 della Guardia di Finanza lo descrive però come punto di contatto con la mafia, ma gli enti pubblici hanno continuato a far lavorare comunque la Eco.Ge, anche dopo un avvertimento in proposito da parte del Prefetto. Per quale motivola Eco.Ge lavora per il Comune? Marta Vicenzi, il sindaco di Genova spiega che per certe tipologie di lavoro non esiste possibilità di scegliere altri. Domenico Iannacone in Piemonte parla per la prima volta con un pentito, Rocco Varacalli, il quale si fa intervistare a viso scoperto. Tutta l’Italia deve infatti sapere cosè la ‘ndrangheta e come si comporta, dice il pentito. Lui viene da quello che in Calabria si chiama Triangolo della Morte. Poi Varacalli a soli 15 anni si trasferì a Torino da suo zio. La famiglia della madre era implicata in Calabria, mentre quella di suo padre no. A Torino dopo un po’ egli incontrò un amico di famiglia che faceva il trasportatore di arance dalla Calabria e che gli propose di tenere a casa sua della droga da vendere. Varacalli accettò. Si trattava di circa mezzo chilo di eroina e lui la teneva sotto il suo letto. Per questo fu pagato un milione e mezzo. Quella persona gli fece capire che con la droga si poteva guadagnare moltissimo e gli presentò delle persone con cui trattare per lavorare nel giro. La voce iniziò a spargersi sulla sua affidabilità e così andava lui stesso in Calabria a prendere la droga, trasportandola nelle ruote di scorta della macchina oppure in treno, nascondendola all’interno di pacchi contenenti viveri. Alla fine egli è arrivato a fare il giuramento e a fare dunque il camorrista a tutti gli effetti. Se la ‘ndrangheta gli avesse chiesto di uccidere qualcuno egli avrebbe avuto l’obbligo di farlo, senza possibilità di scelta. Ora Varacalli è uscito dal programma di protezione e vive isolato. Anche la sua famiglia lo ha abbandonato e non lo vuole più vedere. Varacalli ora non ha paura di ritorsioni? No, perché anche se qualcuno potrebbe arrivare a colpirlo da un momento all’altro, comunque non sarebbe conveniente per loro ucciderlo perché lui ha detto solo la verità e soprattutto perché se lui morisse resterebbero comunque le sue dichiarazioni, contro le quali difficilmente la ‘ndrangheta potrebbe difendersi. Continua alla pagina seguente.

Mafia e politica, in sostanza, hanno consentito a Varacalli di costituire società di copertura con le quali riciclare i proventi del traffico di droga. Le informazioni fornite dal pentito sono che i rapporti tra mafia e politica non sono affatto recenti. Clicca qui per guardare il video di Rai.tv delal puntata di Presdiretta.

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