DOMENICA LIVE/ Il processo Costa Concordia e le responsabilità di Francesco Schettino. 21 ottobre 2012

- La Redazione

La prima parte di Domenica Live, andata in onda ieri 21 ottobre 2012, viene dedicata al processo riguardante il naufragio della Costa Concordia che vede coinvolto Schettino

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Il relitto della Costa Concordia

Domenica Live, riassunto puntata 21 ottobre 2012 – La prima parte di Domenica Live, andata in onda ieri 21 ottobre 2012, viene dedicata al processo riguardante il naufragio della Costa Concordia che, ovviamente, vede coinvolto lex comandante Francesco Schettino: si comincia con unintervista realizzata dalla giornalista Ilaria Cavo, alla quale Schettino risponde che il processo sta andando bene, che è stato bello poter stringere le mani ai superstiti e promettendo che alla fine la verità verrà a galla. In studio, la parola viene data inizialmente a Paolo Lona, un pompiere che ha salvato diverse persone durante la notte di quel tragico naufragio, secondo cui Schettino è soltanto un bugiardo. Interviene successivamente Elio Vincenzi, la cui moglie risulta essere ancora dispersa: l’uomo fa sapere di stare seguendo il processo senza voler esprimere nessun commento riguardo lex comandante, sottolineando però che, essendo l’Italia un paese democratico, l’uomo ha il diritto di difendersi. Aggiunge poi di non vedere l’ora di sapere la verità e di poter riabbracciare sua moglie, spiegando anche che lattuale situazione sta provocando anche diverse fratture nel rapporto con la figlia, con la quale non riesce a comunicare come prima. Viene poi fatta ascoltare una telefonata di un superstite, Massimiliano Moroni, che si rivolge ai carabinieri per farsi aiutare: nella conversazione luomo cerca di spiegare la situazione in maniera ovviamente agitata, urlando e chiedendo aiuto ai carabinieri. In studio, l’uomo spiega che per il comandante non prova affatto odio ma che, se fosse per lui, lo darebbe in mano al popolo, mentre Vincenzi spiega che si sente infastidito quando altre persone accusano i superstitidi essere andati in tv solamente per raccontare la loro esperienza. In studio il giornalista e superstite Luciano Castro spiega che bisogna lasciar da parte la commedia che Schettino sta mettendo in atto, ma che bisognerebbe concentrarsi sulle sue responsabilità, come il fatto di aver abbandonato la nave, comportamento che considera ingiustificabile con il quale avrebbe di fatto lasciato i passeggeri al loro destino. Vengono mandati in onda due servizi con l’intervista del sottoufficiale Iaccono e del direttore di macchina Pillon, i quali ripercorrono i tragici momenti del naufragio, ammettendo che Schettino ad un certo punto non sapeva più come comportarsi. In studio, Castro spiega ancora una volta che il comportamento di Schettino è stato ingiustificabile, mentre Rienzi, direttore del Codacons, spiega che non tutte le responsabilità sono da imputare al comandante perché la Costa Crociere sapeva che alcuni macchinari erano fuori uso. Castro replica però che la colpa è sempre del comandante, in questo caso perché non ha avvertito la compagnia di tali malfunzionamenti, ribadendo sempre il concetto che abbandonare la nave è stato un comportamento da codardi: infine, viene mandato un servizio riguardante la presunta amante di Schettino, Dominica Cermotan che, intervistata, difende il comandante sostenendo che la loro relazione non ha nulla a che fare con il naufragio.

 Il secondo argomento che viene affrontato in puntata è quello riguardante la violenza sulle donne: il servizio mandato in onda racconta quanto accaduto pochi giorni fa a Palermo, dove Lucia e Carmela, due sorelle di diciotto e diciassette anni, sono state aggredite sotto casa dall’ex ragazzo di Lucia, Samuele, di venti tre anni, che ha cercato di accoltellare la ragazza, uccidendo la sorella Carmela che ha solamente cercato di proteggerla. Ora Lucia si trova nell’ospedale Cervello di Palermo ma ancora non sa della morte di sua sorella: in studio c’è Anna Pettinelli, la quale spiega che tali fatti accadono anche perché le donne sono deboli fisicamente e che per questo il maschio, consapevole della sua superiorità fisica, tende a compiere atti di violenza. Enrica Bonaccorti spiega invece che questo non è un delitto d’amore, in quanto l’amore non sfocia mai in atti di violenza. Interviene anche Massimiliano Di Dio che, da Palermo, lascia la parola al medico Giuseppe Termini il quale spiega che la ragazza sta molto meglio, ma che ancora non le è stato detto che la sorella è morta: la notizia le verrà data solamente più avanti tramite l’aiuto di psichiatra e psicologo. L’ultima parola spetta poi ad Anna Pettinelli che spiega che ancora oggi, nel 2012, la scuola non affronta l’argomento dell’educazione sessuale, ribadendo, assieme agli altri ospiti, che le ragazze devono essere protette, rivolgendosi proprio a loro, spiegando che rompere la relazione nel momento in cui vedono la violenza nei loro confronti per la prima volta è il giusto modo di procedere per evitare conseguenze ben peggiori. 



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