CARO AMICO TI SCRIVO/ Il ricordo di Lucio Dalla emoziona con inediti e le voci dei grandi della musica. Puntata 21 novembre 2012

- La Redazione

Rai Uno ricorda i grandi della musica: la prima serata è stata dedicata al cantautore di Bologna. La voce e la musica di Lucio Dalla attraverso i contributi di illustri colleghi… 

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Lucio Dalla

Il ricordo emozionante di Lucio Dalla su Rai Uno Con Caro amico ti scrivo Rai Uno ha aperto la serie di serate speciali (quattro puntate) dedicate a grandi della musica italiana. La voce e le emozionanti parole dei testi di Lucio Dalla hanno commosso il pubblico di Rai Uno grazie a struggenti video inediti che hanno percorso la vita e la carriera del cantautore di Bologna. La puntata di ieri sera, 21 novembre 2012, si è aperta con le immagini di Bologna e di Piazza Maggiore, accompagnate dai commenti di Lucio Dalla, che mettono in risalto i pregi della sua città natale. Dall’Auditorium di Napoli, il conduttore Massimo Giletti ringrazia il pubblico presente ed il pubblico da casa, spiegando che le immagini di Bologna erano essenziali, poiché Lucio Dalla ha mosso i suoi primi passi nel mondo della musica proprio nella sua città e che nel programma a lui dedicato si parla della sua genialità e della sua creatività. Il primo ospite del è Roberto Vecchioni che, dopo aver intonato la canzone Caro amico ti scrivo, premette che parla del suo amico Lucio Dalla al presente, in quanto lo sente ancora vivo dentro di sé, così come dovrebbero sentirlo tutti, e che la canzone che ha intonato è di una bellezza rara, in quanto parla di una persona che si è rintanata in casa e vive senza problemi. Dopo il commento di Vecchioni, viene mostrato un primo servizio che ripercorre alcuni momenti televisivi di Dalla, come quello in cui si descrive, spiegando di esser astemio e di non fumare, o come quello in cui spiega che cerca di essere sempre in movimento durane le sue apparizioni in televisione per non far notare la sua bassa statura, o ancora dove spiega di credere nell’amore e nella possibilità di ogni persona di riscattarsi. Giletti spiega che sono presenti alcune persone che hanno conosciuto Lucio Dalla in maniera diversa, e tra queste vi sono il suo migliore amico Gianfranco Baldazzi e l’attrice Piera Degli Esposti- Un secondo video mostra Lucio Dalla che rivela di esser stato un bambino prodigio: a tre anni ha iniziato a cantare, poi a quindici anni si è accorto di non essere né un bambino, né un prodigio. Baldazzi ricorda che conobbe Dalla al parco di Bologna, in quanto le loro madri erano amiche, mentre Piera spiega che lo conobbe da bambina: quando andava a prendere suo fratello Franco a scuola alla elementari Pascoli Lucio li seguiva per non tornare da solo. Massimo Giletti spiega poi che una donna in particolare ha sempre sostenuto Lucio, la mamma e manda in onda un vecchio filmato dove viene presentata la madre del cantante, seguita da un’intervista di Gino Paoli, il quale ricorda che nel periodo in cui Lucio fondò il gruppo musicale “The Flippers”, i sei componenti dello stesso gruppo giravano spesso con un’auto col tettuccio aperto per non soffrire il caldo durante gli spostamenti da un locale all’altro e spesso venivano ritenuti brutti dalle altre persone, aggiungendo che Dalla fu uno dei primi a cantare canzoni in un inglese completamente inventato, cosa che sbalordiva anche gli americani, ricordando che un turista gli disse che non capiva da quale zona dell’America provenisse Dalla. Paoli rivela che gli manca tantissimo il modo in cui lo chiamava, ovvero Giorgino. Dopo il ringraziamento a Paoli da parte di Giletti, in quanto l’intervista è stata l’unica che l’uomo ha rilasciato dopo la morte di Dalla, viene introdotto Antonello Venditti, il quale legge la lettera che scrisse dopo la scomparsa di Dalla, pubblicata anche sul quotidiano Il Messaggero, nella quale ringrazia il cantante per l’aiuto che gli ha dato nel suo periodi di crisi più profonda, quando si è ritrovato senza moglie, casa, lavoro e con debiti da saldare. Venditti racconta proprio l’episodio in cui Dalla lo aiutò, ricordando che sul finire degli anni Settanta, incontrò il cantautore su un’autostrada, il quale gli ha raccontato che doveva tornare a Roma con urgenza, in quanto era riuscito a trovargli casa e dopo una lunga corte alla padrona dell’abitazione, Venditti riuscì a comprarla, ed affacciandosi in terrazza, vedendo il panorama di Roma, riuscì ad amare nuovamente la città ed a scrivere “Grazie Roma”. Venditti ha cantato un altro successi di Dalla, “La sera dei miracoli”, spiegando di esser scarso nel cantare canzoni non sue, ma che per Lucio lo fa volentieri. Poco dopo viene mostrato un video i due cantano la canzone di Nino d’Angelo “Iamme, Iamme, Iamme”, accompagnati da una scimmia di nome Samanta, con Venditti che commenta il video spiegando che sperava che quel video fosse stato cancellato, raccontando che all’epoca, i due fecero una scommessa su chi sarebbe divenuto per primo calvo, sottolineando il fatto che in quell’occasione, Dalla si comportò in maniera leggermente arrogante, poiché andava fin troppo fiero della sua calvizie. Giletti gli mostra poi un video nel quale Dalla canta con Venditti, il brano “Ma come fanno i marinai?”, facendogli notare che Dalla indossa un parrucchino, con Venditti che sorridente, spiega che in quell’occasione era veramente sorpreso di vedere Dalla conciato in quel modo e che anche nel nascondere la calvizie, Dalla cercava sempre di esser originale. L’attore Alessio Boni legge una lettera scritta da Francesco De Gregori, nella quale il cantautore italiano mette in risalto le loro differenze caratteriali e racconta che il brano “Ma come fanno i marinai?” è nato dopo che i due hanno pranzato assieme ed hanno deciso di cantare dopo aver preso un caffè: il video che viene mostrato al termine della lettera è proprio quello che vede protagonisti Dalla e De Gregori che cantano il brano “Ma come fanno i marinai”. Continua alla pagina seguente.  

Giletti spiega che Dalla ha sempre voluto vicino a sé una donna in particolare, ovvero l’attrice Sabrina Ferilli, il video che viene mandato in onda ripercorre alcuni momenti del programma che i due hanno condotto assieme, ovvero “La bella e la bestia”, ripercorrendo sopratutto gli istanti in cui l’attrice e il cantautore hanno cantato insieme e in cui Dalla cerca di fare, in maniera scherzosa , delle avance all’attrice. In collegamento da Napoli vi è Sabrina Ferilli, la quale racconta che è stato proprio Dalla a convincerla, durante un pranzo, a condurre assieme a lui il programma, ricordando che l’ha fatto in maniera originale, creando dei pupazzetti con della mollica e spiegandole, attraverso le sue creazioni, in cosa consisteva il programma. L’attrice prosegue spiegando che è stata una bell’esperienza, in quanto è stato uno degli ultimi programma liberi e senza un format ben preciso, aggiungendo che ha visto in Lucio una bellezza interiore che non si riesce a trovare in tantissime altre persone, aggiungendo che la vera “bestia” è colui che vive nell’ignoranza. La canzone che ama di più di Lucio Dalla è “Kamikaze” e le cose che più le mancano sono la sua solidarietà nei confronti delle persone meno fortunate e la sua follia artistica lucida. Giletti mostra poi le immagini dell’ultima puntata del programma, dove l’attrice ed il cantautore si abbracciano, immagini che fanno commuovere la Ferilli, con Giletti che prima di salutarla, le spiega che le sue lacrime valgono più di mille parole. Il conduttore introduce poi Patty Pravo, la quale canta la canzone “4 marzo 1943”, spiegando che questa è una delle canzoni che sono state censurate a causa del loro significato, raccontando che ha conosciuto Dalla quando questo suonava coi Flippers. Sono proprio le canzoni censurate e gli insuccessi l’argomento della discussione tra Giletti, Baldazzi e la Degli Esposti, con Baldazzi che spiega che canzoni come “Bisogna saper perdere” sono reputate insuccessi poiché non capite subito, raccontando che più volte, coloro che hanno assistito alle prime esibizioni di Lucio gli hanno lanciato delle mele, spiegando che Lucio riusciva a trasformare questi eventi tristi in qualcosa di allegro e del quale ridere. Viene mandata poi l’intervista di Lucio Dalla del 1967, dove il cantautore parla della morte di Luigi Tenco avvenuta durante il Festival di Sanremo dello stesso anno, raccontando che sentii delle urla e che, recatosi nella stanza dove l’uomo stava riposando: l’ha visto disteso nel letto e ha detto che non si può morire per una canzone che non ha ottenuto il giusto successo, e che secondo lui, questo fu è stato solo il pretesto utilizzato da Tenco per togliersi la vita. Baldazzi spiega che Lucio era rimasto talmente scosso che aveva rimosso completamente il ricordo. Giletti mostra anche un video di Dalla del 1972, dove il cantautore si presenta col brano “Piazza Grande”, brano che come tanti altri non era capito, ma che ha avuto ugualmente tantissimo successo, tant’è che cantanti come Renato Zero l’hanno intonato con lo stesso Dalla, spiegando che l’ultima apparizione di Dalla a Sanremo è stata lo scorso anno, dove, a pochi giorni dalla sua morte, ha portato un giovane cantante sul palcoscenico dell’Ariston, facendo da direttore d’orchestra: con questa introduzione, Giletti introduce Pierdavide Carone. Continua alla pagina seguente.  

Pierdavide Carone, dopo aver intonato il brano “Nanì” e aver spiegato che, per una leggenda della musica italiana come Dalla, accompagnare una giovane promessa è un qualcosa di raro, intona il primo brano scritto dallo stesso Dalla, ovvero “Com’è profondo il mare”, spiegando che ora il suo scopo è quello di dimostrare quanto vale, anche per ringraziare Lucio che ha sempre sostenuto di vedere qualcosa di speciale in lui. Dopo un video nel quale Dalla promuove la corista Iskra Menarini, la stessa cantante, introdotta dal conduttore, racconta che per lei è stato un onore fare la corista per Lucio, spiegando che anche lei ha visto quanto fosse bello interiormente, raccontando che rimase stupita quando Dalla gli ha confidato di non sapersi allacciare le scarpe, in quanto fa strano vedere un genio del suo calibro avere difficoltà nel compiere un gesto semplicissimo. Giletti presenta sorelle Marinetti, che intonano il brano “Attenti al lupo” presentandolo come una canzone degli anni Trenta, e poi il tenore Vittorio Grigolo, il quale, dopo aver intonato il successo del cantautore “Caruso”, spiega che questa è una delle canzoni più belle di Dalla, non solo per le parole, ma anche per le note e per lo sviluppo delle note e della voce, ed anche il fatto che in quel brano Dalla esprime tutto il suo amore per Napoli. Roberto Vecchioni interviene spiegando che, ancora oggi, non capisce come mai questi geni della musica, come appunto Dallla, non siano mai stati nominati per ricevere un premio Nobel, ringraziando il conduttore per avergli permesso di partecipare ad un programma sobrio e senza retorica, intonando il brano “Piazza Grande”.

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