LUCIO DALLA/ A Pomeriggio Cinque il ricordo di Vincenzo Salemme. I Twitter di Jovanotti, Ornella Vanoni e Davide Carone, la lettera di Celentano

- La Redazione

Lucio Dalla: a Pomeriggio Cinque il ricordo di Vincenzo Salemme. I Twitter di Jovanotti, Ornella Vanoni e Davide Carone, la lettera di Celentano. Puntata di oggi giovedì 1 marzo 2012

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Lucio Dalla (Infophoto)

Lucio Dalla: a Pomeriggio Cinque il ricordo di Vincenzo Salemme – Al centro della prima parte di Pomeriggio Cinque dedicata ai fatti di cronaca la notizia che ha sconvolto oggi lItalia: la tragica scomparsa del cantante Lucio Dalla, mancato a causa di un infarto.
Poi nel corso del programma si parla anche delle conseguenze delle proteste dei “no TAV”, della nave Costa Allegra e dello scandalo Costa Concordia.
In apertura, l’omaggio va proprio a uno dei simboli della canzone Italiana: il cantautore Lucio Dalla. Un video ripercorre alcuni dei suoi successi: canzoni come “Attenti al lupo”, “Canzone”, “Ciao”, “Caruso”e “Caro amico ti scrivo”.
Poi, la conduttrice racconta l’accaduto: Dalla era in tourneè in Svizzera, e in mattinata aveva accusato un malore. Il suo entourage non aveva notato avvisaglie, tranne questa mattina. Le immagini mostrano la sua partecipazione con Pierdavide Carone, a Sanremo, in qualità di mentore e direttore d’orchestra.
Barbara d’Urso mostra un suo filmato dedicato a Vincenzo Salemme, protagonista qualche mese fa di una “d’Ursintervista”. Al telefono da Genova c’è proprio l’attore napoletano, che rilascia poche parole: “l’ho saputo pochi minuti dopo che era successo. Sono molto vicino a tutte le persone a lui più care, ed ancora non realizzo. Ho avuto la fortuna di conoscere Edoardo De filippo e lui nella mia vita. E’ uno dei veri artisti, e gli artisti sono il respiro del mondo”. Poi continua: “sai Barbara cosa aveva di speciale Lucio? Il fatto che si meravigliava di ogni cosa del mondo come un bambino, per poi trovare la soluzione più strana, ed anche la più semplice”.
E con Lucio, Barbara ha collaborato in un’importante evento allo stadio San Paolo di Napoli: in quel caso, presentato da lei, l’artista aveva eseguito Caruso.
In collegamento da Bologna, Gianluigi Armaroli riporta la situazione: “la sua casa è chiusa, ma l’aria è incredibile: ci sono alcune persone che hanno spalancato le finestre e stanno diffondendo la sua musica ad alto volume. La gente sta già cominciando il pellegrinaggio, perché per loro lui era il simbolo principale di Bologna. Era un uomo molto semplice, che i baristi attorno a casa sua mi hanno descritto nella sua vita quotidiana”.
Un altro contributo mostra la reazione della rete, compresa quella, su Twitter, di Jovanotti, Ornella Vanoni e Davide Carone. In diretta telefonica, Mario Luzzatto Fegiz del “Corriere della Sera”, suo amico strettissimo, di lui dice: “non so quanto sia corretto che un critico faccia amicizia con un cantante: ma con lui era impossibile non esserlo. Quando mi fece sentire in anteprima Caruso, non riesco a descrivere l’emozione che provai”.
Poi, in diretta, giunge la lettera che Adriano Celentano ha scritto su internet per lui: “ci mancherà tutto di te, i poeti come te non dovrebbero morire mai. Ero catturato dalla tua immensità, e resterai per me indimenticabile. Indimenticabile, come te”. Queste sono solo alcune delle frasi scritte per lui.
Poi, tra la commozione generale, viene mandata in diretta la sua “Caruso”, salutata con un applauso di alcuni minuti.
Barbara, cambiando argomento, parla della Costa Allegra: i passeggeri sono sbarcati questa mattina, e in un’intervista di Davide Loreti, ringraziano tutto il personale: “sono stati abilissimi, l’emergenza è stata gestita nel migliore dei modi”, dice una signora, confermando il parere generale che, questa volta, non accusa la compagnia ma ne elogia la professionalità.
Sempre parlando di Costa Crociere, la Costa Concordia invece sembra far emergere un altro “scandalo nello scandalo”. Un’infermiera, tale Valentina B., ha testimoniato dicendo di Schettino che “usava le donne come merce di scambio”. Ma non finisce qui: altre dipendenti parlano di uso di droga, alcool e di molestie sessuali nei confronti delle sottoposte.
Si parla quindi dei violenti scontri legati alla manifestazione “no TAV”: una massiccia movimentazione di forze dell’ordine è stata costretta a una vera e propria battaglia coi manifestanti. Lanci di pietre, fumogeni e azioni punitive coi manganelli hanno fatto da padrone.

In studio, Paolo Ferrero (segretario di Rifondazione Comunista), Roberto Natale (presidente della federazione nazionale stampa italiana) e Maurizio Belpietro, direttore di Libero. In collegamento dalla Val di Susa, il giornalista Tito Giliberto, aggredito, tra le altre cose, dai no Tav nei giorni passati, mentre stava girando un servizio. Con lui, il sindaco del paese Mauro Russo.
Un servizio mostra l’opposizione che i manifestanti hanno fatto alle troupes televisive: la gente non vuole immagini della sommossa, pena minacce e botte per chi testimonia. Il ministro dell’interno Cancellieri ha provato a portare la questione sul dialogo: “la Tav è uno degli impegni improrogabili con l’Europa che non si può rimandare”.
Giliberto racconta la sua esperienza: “mi hanno minacciato a lungo, ma sono riuscito a infiltrarmi tra loro nella frangia non violenta”. Il sindaco poi parla della questione: “io sono per la protesta pacifica, e per i giornalisti. Se non ci fossero stati loro, fino al 2005 non se ne sarebbe parlato”.
Belpietro poi dà la sua opinione: “la cosa è sfuggita di mano, è innegabile. Il movimento si è lasciato prendere la mano da un gruppetto di facinorosi”.
Ferrero poi commenta: “per me è colpa della risposta data alla manifestazione. Sono venuti con le ruspe a chiedere esproprio di terreni, era logico avvenissero gli scontri. Inoltre, la popolazione non viene ascoltata da anni: che si fermino i lavori e ci si rimetta attorno a un tavolo”.
Poi, Natale conclude con queste parole: “proprio per quello che sta succedendo, è stato un errore bloccare l’intervento della stampa: l’informazione deve sempre essere messa in condizione di lavorare”.



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