BIMBO MORTO/ Ipotesi di morte naturale prima che Igor lo strangolasse

- La Redazione

Ipotesi di morte naturale per il bimbo morto, il piccolo Mirko, che è stato poi strangolato dal compagno della madre, Igor che si è tolto la vita, ma prima ha colpito la donna

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Foto Infophoto

La cronaca nera occupa la prima parte di Pomeriggio Cinque di oggi, con tante tragiche vicende: si parla dei risvolti sull’omicidio di Melania Rea, della tragica morte del Carabiniere Marco Massinelli e dell’assassinio del piccolo Mirko.
All’inizio della puntata la conduttrice si occupa del caso di Primo Massinelli, che aveva chiesto di essere in collegamento perché suo figlio Carabiniere, di nome Marco, era scomparso. Ma proprio in queste ore il ragazzo è stato ritrovato morto, molto probabilmente si è suicidato. La conduttrice esprime tutta la sua solidarietà alla famiglia.
Per quanto riguarda l’assassinio di Luca Rosi, ucciso perché ha tentato di proteggere la ragazza dallo stupro durante una rapina, pare che siano stati identificati gli assassini. Si tratta di due giovani Rumeni bloccati al confine con la Slovenia. Le dichiarazioni del padre sono piene di rabbia: “dovrebbero essere assicurati in posti dedicati alle bestie”.
Si cambia argomento, parlando del piccolo Mirko, soffocato ieri dall’ex compagno della madre Igor, che ha tentato poi di uccidere la donna (Daniela) a martellate. Lo Zio parla del misfatto, dicendo che solo grazie a una vicina, accorsa in tempo, si è salvata la donna. Ma c’è un ipotesi riguardo al bambino: pare infatti che potesse già essere morto di cause naturali prima di venire strangolato.
Al telefono Sergio Pili, direttore sanitario dell’ospedale Sirai di Carbonia: “la mamma ha avuto 15 punti di sutura, ma non vi è interessamento cerebrale. Stamattina la paziente sta bene e si sta lentamente riprendendo. Lei ricorda, nonostante i colpi, tutto l’accaduto”. Il padre naturale Mauro Mocci parla in un’intervista: “è assurdo che ci sia dovuto andare di mezzo mio figlio. Anche se lui si è ucciso, non cambia ormai nulla. Sia io che Daniela non abbiamo più una ragione di vita”.
Giampaolo Mocci, il nonno paterno, è al telefono. A lui, la conduttrice chiede come stia: “sto come una persona che non ha più un nipote. Io mi auguro che sia stata una morte naturale, altrimenti sarebbe una doppia tragedia. A noi è già successo di perdere un figlio per mano di qualcun altro, che venti anni fa ce lo ha strappato per poi impiccarsi in cella. La grazia divina ha voluto che anche quest’uomo si è giustiziato da solo, altrimenti l’avrei fatto con le mie mani”.
Poi, si passa ad un’altra notizia: quella dei 22 bambini morti nella tragedia in Svizzera, per via di un pullman finito fuori strada in una galleria. I ragazzi, di nazionalità Belga, vengono mostrati in un video che presenta tutte le loro foto, mostra i funerali e racconta di un lutto che ha scosso la nazione. Ulteriori accertamenti pare abbiano portato alla luce il motivo dell’uscita fuori strada: un dvd passatole da una maestra ha distratto il conducente.
Cambiando argomento, si mostra un’ANSA che parla dell’arresto dell’attore George Clooney, avvenuto ancora per motivi non conosciuti.
E dopo questa breve notizia, si parla dei ragazzi accusati di violenza sessuale di gruppo a Sora: sono stati posti ai domiciliari in attesa di analizzare il processo. I cittadini del paese intervistati sembrano in gran parte concordi con tale provvedimento, ritenuto giusto fino al momento in cui non vi siano prove maggiori. Le donne invece sono contrarie alla decisione.

In studio Antonio Perlini, avvocato della ragazza vittima, racconta la vicenda, sottolineando alcuni passaggi: “c’è stata una vera e propria violenza sessuale, come accertano i referti dell’istituto medico legale”. Per replicare sono in collegamento da Roma gli avvocati del ragazzo: Giuseppe de Mascio e Lucio Marziale. I due sostengono che fosse consenziente: “la ragazza aveva solo una piccola ecchimosi su un arto, decisamente poca per descrivere una colluttazione e una costrizione. I ragazzi hanno ammesso il fatto ma non parlano di violenza, si sono prestati ad analisi e tutto il resto e sono persone incensurate”.
Cambiando argomento, si parla dell’omicidio di Melania Rea: in collegamento da Napoli, Imma Rosa, migliore amica della donna quando era in vita. Descrivendo il momento in cui lei e Salvatore Parolisi si sono conosciuti, Imma racconta del colpo di fulmine della vittima che, specificò: “è bello, ma se è già fidanzato non ne voglio sapere. Non rubo i ragazzi alle altre donne”. Poi, un video ripercorre la storia d’amore dei due, fatta di bigliettini, frasi scritte a nome di Vittoria (quando ancora non era nata) e, nella fase più oscura, del dolore di lei che cercava di nascondere il tradimento, pur sapendolo.
Dopo questo momento legato ai ricordi, si passa al caso vero e proprio: i risvolti delle indagini ruotano intorno a un coltellino a serramanico scomparso dall’auto di Salvatore.
Ospite in studio è poi Marco Pingitore (esperto di psicologia della testimonianza e Presidente della Società Italiana Scienze Forensi), il quale analizza la prima telefonata ai Carabinieri di Salvatore: in essa Salvatore sembra piangere, e racconta la sparizione della moglie dichiarando che lei si è voluta allontanare andando in bagno, non tornando più. Pingitore commenta la chiamata: “ci troviamo di fronte a una persona che sa controllare perfettamente le proprie emozioni. Sicuramente è una reazione spropositata per chi ha perso tracce della moglie solamente da quindici minuti”.



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