SERVIZIO PUBBLICO/ Video: l’intervista al figlio di Provenzano indigna Borsellino e Ingroia

- La Redazione

L’intervista al figlio del boss nella diciassettesima puntata del programma di politica e attualità condotto da Michele Santoro. Forti cotrasti tra Provenzano e il fratello del giudice uccis

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Foto: InfoPhoto

A Servizio Pubblico, nella puntata del 15 marzo 2012 (video) l’intervista al figlio del boss Provenzano ha indignato il magistrato Antonio Ingroia e Salvatore Borsellino, fratello del giudice ucciso dalla mafia nella strage di via D’Amelio vent’anni fa (pare addirittura che il fratello di Borsellino volesse abbandonare gli studi di Servizio Pubblico. Michele Santoro ha mandato in onda una puntata dal tema delicatissimo e che facilmente avrebbe potuto infiammare gli intervenuti: “La verità”, in cui si è parlato del rapporto tra Stato e Cosa Nostra, sui ruoli antinomici di pentiti e magistrati. Il documento esclusivo mandato in onda a Servizio pubblico e che aveva già fatto discutere il popolo di Facebook e Twitter che attraverso i social network segue il programma è stata l’intervista (video alla pagina seguente) che Angelo Provenzano, figlio del boss della mafia Bernardo, ha rilasciato alla giornalista Dina Lauricella. Il trentaseienne figlio del boss, del “capo dei capi” ha raccontato il periodo della sua latitanza, dicendo che al termine di quel periodo è rinato. Poi Angelo parla delle pessime condizioni di salute del padre, gravemente malato di tumore: Angelo vorrebbe che al pade fosse data dignità. Un’intervista dai contenuti forti, in cui il figlio ha parlato anche dei pentiti di mafia, sostenendo che, trattandosi di uomini e donne, potrebbero dare anche indicazioni sbagliate. Poi parla anche di Falcone e Borsellino, definendo i magistrati uccisi da Cosa Nostra due vittime della violenza. Un’intervista “forte”, che non ha lasciato indifferenti gli ospiti in studio: oltre a Borsellino e Ingroia (in collegamento da New York) erano a Servizio Pubblico l’ex ministro della Giustizia Claudio Martelli, Walter Veltroni, onorevole del Pd e membro della Commissione parlamentare antimafia, l’onorevole Fabrizio Cicchitto capogruppo del Pdl alla Camera, Claudio Martelli, Massimo Ciancimino.

Oltre a Salvatore Borsellino, è intervenuta a Servizio Pubblico anche Agnese, la moglie del magistrato che ha reso una drammatica testimonianza del fatto che il marito Paolo era consapevole del fatto che la sua morte per mano di Cosa Nostra era imminente dopo la strage di Capaci in cui aveva perso la vita Giovanni Falcone. “Paolo durante una passeggiata sul lungomare di Villagrazia di Carini mi disse che non sarebbe stata la mafia a ucciderlo, della quale non aveva paura, ma sarebbero stati i suoi colleghi e altri a permettere che ciò potesse accadere”. Continua alla pagina seguente.

 



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