EMERGENZA CANI/ A Pomeriggio 5 Rita Dalla Chiesa e Sveva Belviso parlano dell’allarme randagismo

- La Redazione

Nella seconda parte di questa puntata di Pomeriggio 5, Barbara d’Urso ha principalmente trattato il tema dei branchi di cani randagi che a Roma spaventano i cittadini. Parlano gli ospiti

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Barbara d'Urso, Domenica Live

Emergenza cani: a Pomeriggio 5 Rita Dalla Chiesa e Sveva Belviso parlano dell’allarme randagismo – Nella seconda parte di questa puntata di Pomeriggio 5, Barbara d’Urso dedica un omaggio a un calciatore della Lazio, Mirko Fersini, che in coma da tempo a seguito di un incidente stradale, non ce l’ha fatta e ha perso la vita. I genitori hanno deciso di donare gli organi, e Barbara, oltre al saluto, si mostra solidale nei confronti del loro coraggio. Poi la conduttrice puntualizza una notizia in cui un parroco pare abbia negato la comunione a un ragazzo autistico commettendo una discriminazione. Il parroco ha risposto, come riporta un’Ansa, spiegando che il ragazzo non aveva finito il percorso eucaristico, e i genitori pretendevano di fargli fare la comunione in anticipo. Si passa poi a parlare della “collina della paura”, una zona di roma tra Magliana e Portuense piena di centinaia di cani randagi che stanno intimorendo i residenti. Un gruppo di volontari sta cercando di arginare il problema disponendo del cibo sui marciapiedi per tenere sazi gli animali. E non solo: il gruppo sta vaccinando i cani per permettere di adottarli. Ma il ritmo delle nascite cresce a dismisura, e il problema sta diventando difficile da arginare. In collegamento da Roma, il vicesindaco Sveva Belviso. Assieme a lei, la presidentessa italiana dei diritti degli animali Angela Troi. Inoltre, sempre dalla capitale, sono collegate Alessandra Mussolini e Rita dalla Chiesa, impegnata da anni nella battaglia contro l’abbandono dei cani. Da Canicattì è collegato Riccardo Daniele, aggredito da un branco e salvo grazie all’intervento del fratello e di un amico. L’uomo riferisce di essere stato azzannato a un braccio e alla schiena, dove ha dovuto ricevere 30 punti di sutura. Poi parla anche delle ripercussioni psicologiche: “La notte è difficile dormire. E a ricordarmi tutto ci sono anche i dolori che spesso provo ancora”. Viene poi data la parola a Sveva Belviso, che parla del fenomeno a Roma: “Si tratta di un branco pacifico, a quanto dichiarato dalle Asl. Ciò non toglie che il fenomeno va arginato, in quanto potrebbe diventare incontrollabile”. La conduttrice mostra l’opinione dei residenti: la paura e tanta, in virtù delle numerose notizie che si sentono al telegiornale che riguardano persone sbranate da branchi di cani. Marco Ceriani riferisce le opinioni del blog: qualcuno scrive anche dalla zona interessata, raccontando di dover camminare per oltre un chilometro tutti i giorni per lavoro. Sveva racconta cosa si sta facendo per fronteggiare il problema: “C’è un’associazione cani liberi che dovrebbe tutelare e monitorarne le dimensioni”. Loredana Pronio (presidente della federazione Italiana dei Diritti Animali), in tono polemico, fa notare quanto tempo sia dovuto passare prima che qualcuno si accorgesse dell’emergenza. Ringraziando Barbara dello spazio, cerca di suggerire una soluzione: “C’è stata una legge varata addirittura vent’anni fa, che non è stata fatta rispettare dalla Asl. Tale legge prevedeva un ufficio per il benessere degli animali che, oltre a non aver fatto mai nulla, è stato chiuso. E a me, spesso, è stato riattaccato il telefono in faccia”. Alessandra Mussolini, rispetto al randagismo, esprime la sua opinione: “I primi colpevoli sono coloro che li abbandonano. Io delle volte, quando porto in giro il mio cane, ho paura. C’è gente che lascia liberi cani della mia stessa altezza. Certo, gli animali vanno rispettati, ma anche la libertà del cittadino, che cosi viene meno”.

 Rita dalla Chiesa poi offre la sua opinione, proprio sul fenomeno a Roma: “Io credo che prima vi fosse un’attenzione maggiore. Giustamente avete parlato della zona della Magliana, ma nei quotidiani, su tutta Roma sono frequenti i casi di aggressione”. Poi, continuando, ha da fare una precisazione: “Anche a me da fastidio tantissimo il termine cani killer. Siamo noi che dobbiamo prenderci cura dei cani prima che diventino randagi, e quindi aggressivi. E un veterinario che chiede 150 euro per una sterilizzazione, contribuisce ad aumentare il fenomeno”. Angelo Troi (Veterinario Sielp) non è d’accordo con Rita dalla Chiesa: “L’approccio per me è sbagliato. E la sua polemica sterile. Bisogna sterilizzare gli animali ancora prima che essi entrino in famiglia”. Poi, dopo che Marco Ceriani ha parlato di altri casi di aggressione derivati dalle testimonianze del blog, Angelo Troi continua a esprimere la sua idea: “Oltre a creare la coscienza nel cittadino, bisogna insistere, ripeto, su questo fatto della sterilizzazione. Ci sono molte persone che considerano i cani come persone, ma non è sempre cosi, purtroppo, in quanto tale misura a volte si rende necessaria”. La Mussolini, spazientita, parla di un dibattito senza uscita: “Non ho sentito ancora una soluzione, c’è chi dice di sterilizzare, chi di fare prevenzione. Ma con quei centinaia di cani a Roma cosa si fa?”. Sveva Belviso risponde: “La competenza in materia è delle Asl, non dei comuni. E nonostante ciò, tutte le amministrazioni hanno assistito, fino ad oggi, all’andamento dei problemi”. Il vicesindaco parla di canili, ma trova opposizione nella presidentessa Pronio e nel veterinario Troi, che sostengono che riempire enti come i canili non sia la giusta soluzione per il problema. Ma il vicesindaco non è d’accordo con queste polemiche: “Allora spiegatemi voi cosa fare. Tenerli in canile non va bene, sterilizzarli neanche, provare a darli in adozione richiede tempi troppo lunghi. Da qualche parte si deve pure cominciare”. La chiusura è di Rita Dalla Chiesa: “Ancora una volta sento parlare di Tavoli tecnici, riunioni e quant’altro. E qui mi sembra che di amore per gli animali, in tali dibattiti, ci sia molto poco”.
Proprio a margine di questa puntata di Pomeriggio Cinque sul fenomeno del randagismo Il SIVELP (Sindacato Italiano VEterinari Liberi Professionisti) ha voluto fare chiarezza sul proprio operato e sulle cifre emerse durante la trasmissione (inizialmente Rita Dalla Chiesa aveva parlato di sterilizzazioni al costo di 700 euro). Il Sivelp, come viene detto in una nota, “gestisce un programma gratuito per tutti i veterinari italiani (VETEV) che, oltre a promuovere l`informatizzazione con l`obiettivo di gestire l`attività e permettere la trasmissione in tempo reale all`autorità sanitaria di eventuali dati epidemiologici e dell`anagrafe, restituisce le medie delle tariffe per prestazione veterinaria, inserite dai Colleghi ai fini della fatturazione. La sterilizzazione di una femmina di grossa taglia ha un costo esattamente della metà di quanto affermato a Pomeriggio5; meno di un terzo se parliamo di cani di piccola taglia.” L’impegno del sindacato è soprattutto nella direzione di una “cultura di possesso responsabile, cultura che annulla il randagismo anche senza costose anagrafi, unica via realisticamente percorribile (a condizione di adeguati controlli) nel nostro Paese. Di quella cultura fa parte la sterilizzazione, la raccolta delle deiezioni, l`educazione del cane, l`evitare il vagabondaggio, il garantire la salute…“.



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