PIERMARIO MOROSINI/ A Pomeriggio 5 parla anche il compagno di squadra Barone: andremo avanti per lui

- La Redazione

La puntata di oggi riguarderà vari casi di cronaca, discussi con numerosi ospiti in studio o in collegamento. Ma al centro della prima parte, c’è la tragica morte di Pier Mario Morosini

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Piermario Morosini (Infophoto)

Pomeriggio 5, riassunto prima parte 16 aprile 2012 – La puntata di oggi di Pomeriggio 5 ha come di consueto trattato diversi casi di cronaca, discussi con numerosi ospiti in studio o in collegamento. Ma al centro della prima parte, c’è la tragica morte di Pier Mario Morosini, calciatore del Livorno stroncato da un infarto in campo sabato pomeriggio. Si comincia parlando di Anders Behring Breivik, il folle che, circa un mese fa, compì una strage in un campo estivo di Oslo. Oggi è andato in scena il processo: i dettagli sono inquietanti, a partire dal saluto estremista con cui è entrato in aula, per arrivare alla sua impassibilità quando sono stati fatti i nomi di tutte le persone cadute nella strage. Si continua poi a parlare della tragica notizia che riguarda la morte di Pier Mario Morosini, giovane calciatore che ha perso la vita in campo: già unico tutore di una sorella portatrice di handicap (la madre, il padre e il fratello sono morti in passato), aveva consacrato la sua esistenza al calcio, unica valvola di sfogo che gli ha permesso di andare avanti, prima della tragica scomparsa. In studio ci sono la dottoressa Daniela Schieri, Salvatore Fermi, Gianni Valenti (direttore della Gazzetta dello Sport), Xavier Jacobelli (direttore di Calciomercato.com). Da Livorno è in collegamento Massimo Canino, da Pescara Alessandra Borgia(assieme al sindaco Luigi Albore Mascia), mentre da Pisa Stefania Zane è assieme a Simone Barone, giocatore del Livorno. La prima a parlare è la Borgia, che racconta la polemica sorta per il ritardo dei soccorsi a Morosini: infatti l’ambulanza è rimasta bloccata a causa di un graduato della polizia municipale che, avendo parcheggiato sulla strada la macchina di servizio, ha fermato l’ambulanza. Mascia racconta che il vigile ha deciso di autosospendersi dall’incarico, per via dei sensi di colpa: “Va sottolineato come fosse in servizio. Ma ha le sue responsabilità: il fatto inaccettabile è che l’infrazione provenga da un rappresentante delle forze dell’ordine. Va fatta poi un’altra precisazione: il ritardo del mezzo bloccato non ha causato il ritardo dei soccorsi. Il primario di cardiologia, infatti, era nello stadio per le prime cure che, purtroppo, non sono servite a nulla”. Alessandra Borgia parla dell’autopsia: “Si sta verificando in queste ore, e si cercherà di capire se la morte è stata causata da aneurisma, rendendo inutili, in tal caso, i soccorsi”. Le immagini indugiano sulle parole della sua ragazza Anna Vavassori, accomunata a Kate, la ragazza di Marco Simoncelli, per via della reazione coraggiosa e composta alla tragedia. Anna ha trovato la forza e la determinazione, dopo l’accaduto, di rilasciare alcune dichiarazioni: “Amava giocare sotto la pioggia, e se n’è andato proprio in un giorno di pioggia”. Persino il Real Madrid ha ricordato la vittima italiana, come racconta Valenti: “La cosa ha avuto risonanza mondiale, e dovete pensare che Morosini non era un giocatore da copertina, aveva forse già passato i suoi anni migliori, e in serie B prendeva uno stipendio normale, nulla di esorbitante”. 

Zane poi fa parlare, da Livorno, Simone Barone: “Noi vogliamo ricordarlo sempre col sorriso, aveva sempre una parola allegra per noi negli spogliatoi. Noi andremo avanti per lui, cercheremo di portare fino in fondo questa passione. Sono contento di aver conosciuto una persona cosi”. Al telefono c’è poi Serse Cosmi (allenatore del Lecce che lanciò Morosini in serie A): “Di lui ho un ricordo indelebile, perché l’ho allenato ad Udine a Luglio del 2005. Mi colpì in riferimento alla storia che aveva alle spalle, visto che era diventato un punto di riferimento per la propria famiglia, oltre alle indubbie qualità tecniche sul campo”. Poi, in merito alle dichiarazioni di Totò di Natale, bomber dell’Udinese che ha raccontato di un calcio italiano che “va troppo veloce” coi ritmi e gli allenamenti, l’allenatore si vede concorde: “E’ vero, ci sono troppe partite, questo è indubbio”. Canino poi racconta le impressioni proprio dallo stadio: “Persino il Pescara e il Livorno, due tifoserie contrapposte da sempre, si sono unite. Il Pisa ha portato una sua bandiera e un gagliardetto con parole di vicinanza alla vittima”. Jacobelli testimonia la grandezza del ragazzo: “Mario d’estate spesso giocava coi bambini, per dimostrare quanto grande fosse la sua umanità. Accanto a questo calcio vero, però, c’è la pietosa situazione della lega di serie A che litiga su come e quando recuperare la giornata di stop avuta ieri”. Il parroco di Monterosso (BG), suo paese, racconta di lui: “In un mondo pieno di interessi e soldi, anche quando era stato ceduto all’Udinese, Pier Mario veniva sempre a trovarci, e portava quel sorriso nonostante i drammi familiari”. Mino Favini, primo suo allenatore quando era alle giovanili dell’Atalanta, parla brevemente di lui in un video. Il dirigente del Pescara Giampiero Pagliarone giunge poi in collegamento: “La mia squadra si è unita alla sua per cercare di velocizzare i soccorsi. Anche noi abbiamo perso il preparatore dei nostri portieri per un infarto, proprio la settimana scorsa”.



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