BALLARO/ Le incognite della Grecia e la posizione tedesca (video). 15 maggio 2012

- La Redazione

Nella puntata andata in onda ieri di Ballarò, trasmissione di approfondimento politico ed economico condotta da Giovanni Floris, si è parlato soprattutto della difficile situazione greca

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Giovanni Floris (Fotolia)

Ballarò, riassunto puntata del 15 maggio 2012 – Nella puntata andata in onda ieri sera di Ballarò, trasmissione di approfondimento politico, economico e sociale condotta dal giornalista Giovanni Floris si è parlato in particolare della difficile situazione della Grecia e delle conseguenze che una possibile uscita dalla zona Euro potrebbe scaturire anche nei confronti dellItalia. Gli ospiti in studio che ne discuteranno sono Enrico Letta del Partito Democratico, Maurizio Gasparri del Popolo delle Libertà, leconomista Fiorella Kostolis, in collegamento da Vienna la sottosegretaria al Ministero degli Affari Esteri Marta Dassù, il presidente dellAssociazione Bruno Trentin Guglielmo Epifani, leditorialista del quotidiano La Repubblica Giovanni Valentini, in collegamento da Roma il direttore de Il Messaggero Mario Orfeo e infine la sottosegretaria al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali Maria Cecilia Guerra. Il primo tema trattato è quello relativo alla possibile fuoriuscita da parte della Grecia dalleuro. In particolare, si comincia con il delineare quello che sta accadendo nel panorama politico greco dove, allindomani delle ultime elezioni, le varie forze politiche non sono riuscite a convenire in un punto dincontro per formare il nuovo governo, con conseguenti pesanti ripercussioni sui mercati finanziari. Infatti, solo nella giornata di lunedì, le principali borse europee hanno riportato perdite per 120 miliardi di euro con lindice Mib di Milano che ha perso quasi il 3% e con uno spread che è tornato a risalire fino a toccare quota 430 punti base. Secondo la Kostolis, la Grecia farebbe un grave errore a voler uscire dallEuro e quindi ritornare alla vecchia dracma, giacché immediatamente la moneta si svaluterebbe di circa il 60-70%: la conseguenza principale sarebbe uno stato di forte inflazione che renderebbe a sua volta i lavoratori ancora più poveri, mentre le banche sarebbero costrette a continue ricapitalizzazioni col solo effetto di produrre una maggiore crisi di liquidità. Tutti gli ospiti concordano sul fatto che leventuale fuoriuscita della Grecia possa rappresentare un serio di rischio di contagio anche per lItalia, in ragione di una possibile pressione da parte dei mercati finanziari con conseguente aumento del costo del debito, tradotto in uno spread elevato che darà poche possibilità di crescita al sistema economico del Paese. Enrico Letta, a tal proposito sottolinea come le prossime 48 ore siano probabilmente le più delicate e drammatiche della storia dellUnione Europea, soprattutto in ragione di possibile considerazioni che i mercati potrebbero fare nei confronti dellEuropa. Viene quindi mostrato un cartello dove viene evidenziato quali siano i Paesi della zona Euro che agli occhi dei mercati sono meno solidi: nellordine la Grecia, il Portogallo, lIrlanda e la Spagna. Il focus del discorso si sposta sul Governo Monti e su cosa sia riuscito a fare di buono in questi primi sei mesi di insediamento. Gasparri evidenzia quanto poco sia cambiato rispetto al governo Berlusconi, mentre per Valentini molto è stato fatto in termini di credibilità, anche se in termini di equità gli interventi hanno lasciato molto a desiderare. Si passa a questo punto a valutare quali siano le colpe della Germania, e in studio sembrano tutti concordare sul fatto che problema sia nato proprio dalla Merkel, che tra laltro incomincia a perdere credibilità anche allinterno della stessa Germania. Per Epifani lerrore più grave da parte dellUnione Europea è quello di non riuscire a prendere una decisione in un senso oppure nellaltro, e inoltre sottolinea come sia necessario che Monti incominci a fare qualcosa non solo in termini di rigore ed austerità ma anche e soprattutto per una ripartenza della crescita. Detto ciò, Floris propone una serie di sondaggi tesi a valutare la salute in termini di credibilità e di supporto non solo dei vari partiti ma anche dellattuale Governo Monti. In particolare emerge che se si andasse a votare oggi il 45% dei cittadini non si recherebbe alle urne, il 25% voterebbe per il PD,il 19% per il PDL, il 16,5% per il Movimento 5 stelle di Beppe Grillo, l8% per lIDV, il 6,4% per Sinistra ed Ecologia, solo il 5% per la Lega Nord ed infine il 3% per Futuro e Libertà. Per quanto riguarda il Governo Monti, il 47% ritiene positivo quanto abbia fatto sino adesso a fronte di un 43% che lo ritiene in grossa difficoltà e prossimo al fallimento rispetto agli obiettivi che si era prefissato. 



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