OFF THE REPORT/ La prima puntata: Il Mose di Venezia, le emissioni di Radio Vaticana

- La Redazione

La sintesi della prima serata del nuovo programma condotto da Milena Gabanelli su Rai Tre. A Venezia la più grande opera di ingegneria europea, gli effetti di alcunew onde radio…

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Milena Gabanelli

Il Mose di Venezia e le onde di Radio Vaticana. Off the report è il nuovo programma in onda su Rai tre condotto da Milena Gabanelli: nelle puntate la conduttrice propone servizi e inchieste realizzate da video giornalisti. La prima delle due serate è iniziata con un servizio sulla città di Venezia, una delle più belle e romantiche città del mondo, meta ogni anno di milioni di turisti e Patrimonio dell’Umanità. Venezia è però anche la città in cui stanno costruendo la più grande opera di ingegneria europea, cioè il MOSE, il sistema di barriera che dovrà proteggere la città dall’acqua alta, finanziato dallo Stato. Venezia è anche il primo porto capolinea europeo per le crociere. Ma è giusto che le grandi navi da crociera passino da San Marco? Il nuovo decreto ha posto dei divieti in merito, ma tali limiti non valgono per la laguna di Venezia. Ci si chiede dunque il motivo di questa differenza. Sarebbero in fase di studio di percorsi alternativi per risolvere il problema e si sta pensando addirittura di scavare un nuovo canale. Clini, Ministro dell’Ambiente, ha spiegato che una soluzione alternativa è necessaria e che di certo si dovrà fare in modo che questa soluzione non abbia un impatto dannoso sulla Laguna. Secondo il Ministro Passera, lo studio effettuato sarebbe sufficiente per dare garanzie di sicurezza. E mentre lo Stato spende 11,2 milioni per il nuovo Ponte di Calatrava, a Venezia mancano i soldi per la manutenzione, che invece andrebbe effettuata regolarmente. C’è poi la questione delle cerniere del MOSE: sarebbero costate circa 200.000 di euro, cioè molto di più di quelle in fusione che erano previste in origine nel progetto e che non state invece montate. Si è detto che le cerniere saldate sarebbero migliori, ma gli esperti hanno sollevato la questione dei possibili rischi di corrosione. Al Consorzio Venezia Nuova le bocche sono cucite. E poi ci sono i conflitti di interesse. Figlie di dirigenti lavorano per il consorzio e la domanda è se tutto questo sia legittimo. A Off the report si parla del porto di Imperia. L’estate è in arrivo e gli equipaggi si sono già messi al lavoro. Il porto turistico di Imperia era candidato ad essere il migliore del Mediterraneo. Per i singoli proprietari la barca è considerata alla stregua di un camper ed ogni velista ritiene che la sua barca sia la migliore. Ma su tutti questi proprietari è arrivata la bufera con l’indagine sugli appalti. Se decade, come prevede la legge, la concessione demaniale, ai proprietari di barche che hanno investito per veder realizzato il loro porto non resta nulla. I lavori non sono terminati e c’è un grande cantiere abbandonato dove dovevano esserci case lussuose e parcheggi sotterranei, che ora sono completamente allagati. Manca ancora il capannone per i cantieri nautici. Secondo il GIP di Imperia quando il progetto è passato nelle mani di Caltagirone, si sarebbe trasformato in una grossa truffa ai danni del comune, perché si sarebbero fati lievitare i costi. All’architetto inoltre, fu precluso il controllo contabile dell’opera. Lui però non si insospettì all’epoca. Ma il coordinatore della commissione di vigilanza e collaudo della Liguria si è accorto che qualcosa non andava. Così è stata segnalata l’anomalia alla Procura di Imperia. A Fiumicino, tra l’altro, si è ripetuto pari pari il copione già visto a Imperia. Anche qui chi aveva comprato per avere il posto barca non ha più nulla. Fra poco comunque si aprirà il processo ad Imperia e la Corte di Cassazione si pronuncerà proprio nelle prossime settimane. Continua alla pagina seguente.

Piero Riccardi racconta poi cosa deve fare un cittadino quando si trova a dover smaltire un pezzo di ethernit. Secondo uno studio del CNR ne sarebbero in circolazione ancora 32 milioni di tonnellate e sarebbe compito delle Regioni creare dei piani di bonifica. Ma solo 2 regioni l’hanno fatto e accade così che i cittadini si rivolgono ai forum in internet per chiedere informazioni su come comportarsi quando si trovano a dover smaltire l’ethernit e non sanno a chi rivolgersi. Lo smaltimento deve avvenire infatti seguendo un particolare procedimento e viene effettuato solo da persone competenti.



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