TERREMOTO EMILIA-ROMAGNA/ A Pomeriggio 5 gli aggiornamenti e il dibattito sulla sicurezza dei capannoni industriali

- La Redazione

Nella seconda parte di Pomeriggio Cinque andata in onda oggi si continua a parlare del terremoto che sconvolto in questi giorni lEmilia-Romagna. Il riassunto della puntata.

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Pomeriggio 5, riassunto seconda parte 20 maggio 2012 – Nella seconda parte di Pomeriggio Cinque andata in onda oggi si continua a parlare del terremoto che sconvolto in questi giorni lEmilia-Romagna. I tanti servizi proposti dagli inviati del programma mostrano degli scenari che ricordano una guerra, mentre Francesca Cenci dall’Istituto di Geofisica di Roma è in collegamento per offrire delucidazioni sulle ultime scosse insieme al sismologo Luca Malagnini. Questultimo spiega che probabilmente l’attività andrà avanti per molto tempo ma ancora non è chiaro per adesso. Malagnini fa sapere che solo nelle prossime settimane si potrà avere un’idea più precisa della situazione. E proprio nel corso della diretta si è verificata un’altra scossa che pare sia in Calabria. Si sente infatti l’allarme che suona all’Istituto di Geofisica. Malagnini spiega che non una scossa del genere fa comunque parte della normale amministrazione, perché di terremoti di questa magnitudo avvengono tutti i giorni in Italia. Barbara allora vuole approfittare per chiedere se i calabresi devono mettersi in allarme per questa scossa che si è appena verificata. Il sismologo spiega che non c’è motivo di allarmarsi, però quella è una zona 1 e quindi le persone che la abitano devono comunque prendere le misure necessarie per la prevenzione. Al telefono c’è Gaetano Maccaferri, Vice Presidente di Confindustria, a cui Barbara vuole fare delle domande riguardo alle polemiche sulla sicurezza degli edifici. Egli risponde che il discorso di messa a norma vale sia per edifici industriali che per tutti gli altri e di certo sulla scorta delle nuove mappe del rischio sismico (che andranno tra l’altro completamente riviste alla luce dei nuovi fatti dell’Emilia), sarà opportuno prevedere un progressivo processo di messa a norma degli edifici, con tutto ciò che questo significa in termini di impatto economico. Allo stesso tempo però mettendo in atti interventi di questo tipo si potrebbe anche cogliere l’opportunità di dare lavoro a molte persone. Gianni Riotta, che aveva già parlato nella prima parte della trasmissione, interviene di nuovo per dare ragione a Maccaferri e dice che a suo giudizio non ci sarebbe la responsabilità di qualcuno riguardo il crollo dei capannoni. 

Il fatto è che si è stati colti di sorpresa e sono stati costruiti tanti capannoni senza calcolare minimamente il problema dei terremoti, in quanto la zona non era considerata a rischio sismico. Comunque, dice Maccaferri, gli edifici sono stati costruiti secondo le norme del genio civile e tutti gli edifici in cemento armato sono sottoposti a certificazione del genio civile prima di essere resi agibili ed abitabili. Poi, partendo da questo presupposto, c’è il problema delle valutazioni relative al rischio sismico. La zona non era considerata a rischio, così fino ad una certa data i capannoni sono stati costruiti senza prendere in considerazione le norme antisismiche. Riotta replica dicendo che in via della Libertà a Cavezzo sono venuti giù proprio oggi due edifici perché erano costruiti con piloni ad incasso (come i capannoni industriali), debolissimi quando si verifica una scossa sismica. 



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