TERREMOTO EMILIA-ROMAGNA/ A Pomeriggio 5 le testimonianze degli esperti e dei residenti dei comuni più colpiti

- La Redazione

La prima parte della puntata odierna di Pomeriggio Cinque è ovviamente dedicata alla cronaca, al devastante terremoto avvenuto in Emilia-Romagna ma anche agli aggiornamenti da Brindisi

terremoto_emilia_macerieR400
Foto Infophoto

Pomeriggio 5, riassunto prima parte 20 maggio 2012 – La prima parte della puntata odierna di Pomeriggio Cinque è ovviamente dedicata alla cronaca, al devastante terremoto avvenuto in Emilia-Romagna, ma anche agli aggiornamenti sullattentato di Brindisi e allo scandalo nel mondo del calcio. L’inviata di Pomeriggio Cinque è in collegamento da Mirandola, dove sono tantissimi i residenti rimasti senza casa a seguito del sisma. Stamattina c’è stata anche l’udienza per il processo a Salvatore Parolisi e in aula era presente anche la famiglia Rea. Durante l’udienza è stato proiettato un video dell’autopsia sul corpo di Melania e Salvatore Parolisi si è rifiutato di guardarlo. Teresa, la zia di Melania, è in collegamento con Barbara d’Urso e non vuole commentare perché Salvatore non abbia voluto guardare la realtà. Forse perché la conosce già, dice Teresa. Del resto, Salvatore non era andato neanche l’anno scorso a fare il riconoscimento della moglie ed era dovuto andare il fratello Michele. La famiglia invece, dice Teresa, ancora oggi vuole rendersi conto di quello che è successo ed è importante ogni dettaglio per scoprire un po’ di verità. Su tutti i quotidiani continua la questione del calcio scommesse da cui sono spuntati i nomi anche di Vieri e di Buffon. Quest’ultimo se l’è presa con la stampa, ma Barbara dice che prima dovrebbe prendersela con i suoi colleghi che hanno fatto questa scelta di vita, tradendo i tifosi. Il calcio sporco, dice Antonio Bartolomucci inviato a Cremona, rovina innanzitutto il rapporto tra calciatori e tifosi. Proseguono intanto le indagini sull’attentato alla scuola Morvillo-Falcone di Brindisi e l’inchiesta verte ora su un nuovo identikit del soggetto che è stato ripreso dalle telecamere. La sua età dovrebbe essere di circa 45 anni, capelli brizzolati e taglio corto. Al vaglio degli inquirenti ci sono diverse immagini e intanto si valuta l’ipotesi che il reato possa essere stato commesso a più mani. In collegamento telefonico c’è la dottoressa che era sull’ambulanza che ha caricato quel giorno le ragazze colpite, tra cui proprio Selena ed anche Melissa. La dottoressa si chiama Francesca Cataldi e racconta quanto accaduto quella mattina. Da questo dramma si passa a quello che sta vivendo l’Emilia. Alice Pedrini, inviata a Mirandola, intervista Giuseppe Mellini, un agricoltore che ha subito gravi danni a causa del terremoto. 

Le imprese agricole sono tutte in ginocchio e occorre procedere alla rimozione immediata dei rottami per cercare di salvare i raccolti. Ilaria Dalle Palle si trova invece a Cavezzo (MO), dove continuano ad esserci scosse anche abbastanza forti. In tutto sono state circa 80 da questa mattina. Sulle pagine dei quotidiani viene ricordata la strage degli operai, morti perché non volevano rischiare di perdere il loro posto di lavoro. Gianfranco, un imprenditore agricolo di Cavezzo, aveva avuto l’agibilità per entrare in casa, ma poi, dopo la scossa di domenica, l’edificio è crollato. Adesso la situazione è terribile, anche per gli sciacalli ed i ladri che si recano nelle case. Un’altra imprenditrice agricola racconta la desolazione che è simile a quella di una guerra. Per i crolli dei capannoni è stata aperta un’inchiesta. Quei capannoni non erano sicuri, o meglio lo erano fino a quando l’area non era considerata sismica. Quei prefabbricati infatti possono reggere, ma solo quando la terra non trema, altrimenti vengono giù. In collegamento da Mirandola c’è Gianni Miotta che vuole fare un commento su quella che è la situazione sul luogo e spiega che questo è un terremoto che ha colpito un’area di grande interesse e di eccellenza economica del nostro Paese. I capannoni sono crollati perché erano costruiti con un sistema assolutamente precario. Barbara chiede come sia possibile una cosa del genere. La spiegazione che è stata data è che quella non era una zona considerata sismica e quindi gli edifici non erano in sicurezza. Miotta vuole infine sottolineare come l’Italia sia piena di volontari che in questi giorni sono impegnati nel dare una mano.



© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori