CHI L’HA VISTO?/ Le vittime del terremoto in Emilia, scomparso il piccolo James, il caso di Elena Vergani

- La Redazione

La sintesi della puntata del programma di cronaca condotto da Federica Sciarelli su Rai Tre. Le telecamere hanno raggiunto i luoghi colpiti dal sisma. E la scomparsa di un bimbo.  

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Foto Infophoto

Chi l’ha visto? Ieri sera è andato in onda su Rai Tre con una lunga e intensa puntata, di cui vi proponiamo il riassunto. Le telecamere del programma di cronaca condotto da Federica Sciarelli su Rai Tre hanno raggiunto il luoghi devastati dal sisma, in Emilia Romagna. L’inviata Paola Grauso si trova a Cavezzo assieme ad alcune persone scampate al terremoto che ha colpito l’Emilia: codeste persone spiegano che la situazione è molto critica, e che vivere nelle tendopoli non è affatto facile, in quanto vestiario, cibo e medicinali iniziano a scarseggiare. Inoltre, sottolineano il fatto che oltre il grande spavento, alcune di esse sono costrette ad andare a lavoro, poiché minacciate di perdere il posto, anche se l’agibilità dei capannoni non è confermata. Infine, sempre queste persone, ringraziano gli enti di volontariato e la Caritas per la loro vicinanza ed il loro aiuto costante. Nella puntata del programma viene affrontato il caso di mamma Camilla e del piccolo James, rapito dal padre. In studio mamma Camilla è accompagnata dall’avvocato Amato, il quale spiega che il padre uomo ha rapito il figlio, il piccolo James di soli tre anni: stando ai suoi movimenti, avvenuti a bordo di una Peugeot 508 GT Berlina, con targa con numeri bianchi e argentati su sfondo rosso, l’uomo, il quale sa parlare solo ed esclusivamente l’inglese, sarebbe stato avvistato prima nel Consolato australiano a Milano, e successivamente, nell’ambasciata australiana a Roma; dopo queste informazioni, telefona Chi l’ha visto? una telespettatrice di Perugia, che sostiene di aver visto il bambino in compagnia di una giovane donna bionda all’interno del suo negozio, la quale stava acquistando della biancheria intima: la donna potrebbe essere un’ex fidanzata dell’uomo, con la quale potrebbe aver riallacciato i rapporti? Federica Sciarelli affronta il caso di Claudio, un uomo di settanta quattro anni scomparso da ben due anni, e del figlio Luca, il quale vorrebbe avere sue informazioni. Nella sua vita, Claudio avrebbe avuto storie con diverse donne: il primo matrimonio risale al 1965, e da questa relazione nasce il figlio Luca; codesta relazione ha vita breve, poiché dopo tre anni, Claudio divorzia dalla moglie, e sposa la sua amante Francesca, la quale fa da mamma a Luca, che va a vivere con suo padre; nel contempo, Claudio prima trova un lavoro in un’importante ditta, per poi venir licenziato, poiché non possiede la laurea per svolgere tale mansione. Nel 1981, Claudio ed il figlio sono costretti a scappare da Roma, a causa delle tante relazioni del padre, molte delle quali avvenute con le moglie dei suoi amici: i due si trasferiscono a Firenze, e Luca, dopo aver terminato il servizio militare, trova il padre da solo, senza la compagna Francesca. Dopo dieci anni, Claudio si sposa e va a vivere in Germania con una donna tedesca, ma a causa dei suoi guai con il fisco tedesco, l’uomo si trasferisce in Francia, e grazie ad una nuova relazione con una donna francese, riesce ad ottenerne la cittadinanza, per poi tornare in Italia, e avviare molteplici relazioni amorose con diverse donne del paese, molte delle quali simultaneamente, avvenute grazie alle molteplici vite che l’uomo ha costruito, basate tutte sulle menzogne. Nel 2010, Claudio viene colto da un’emorragia cerebrale, e viene accompagnato dalla compagna siciliana in ospedale, la quale, non essendo sua moglie, non può rimanere con lui e vegliarlo: si ripresenta così l’ex compagna tedesca, che essendo ancora legalmente sposata con l’uomo, lo fa ricoverare in un clinica tedesca, dove verrà raggiunto dal figlio Luca, dalla moglie e dalla loro figlia. Dopo un litigio e delle minacce, la donna tedesca riesce a mandar via il figlio e la sua famiglia, interrompendo, da quel momento, tutti i rapporti con loro: il figlio Luca quindi vuole sapere almeno se il padre è vivo o morto e dove si trova. Viene poi introdotto il caso di Elena Vergani, la quale è scomparsa inspiegabilmente senza lasciar traccia di sé: secondo il figlio, la madre non lo avrebbe mai lasciato solo, mentre il marito sostiene di aver visto sua moglie allontanarsi col suo amante a bordo di una Mercedes. Intervistata, l’amica della scomparsa sostiene la tesi del figlio, e aggiunge che tale comportamento non sarebbe stato adottato da Elena anche se questa era a conoscenza della relazione extraconiugale del marito, causa di molteplici e frequenti litigi tra i due. Anche il fratello della Vergani vuole avere notizie di sua sorella, e recandosi dal cognato, trasferitosi a casa dell’amante, viene a conoscenza del fatto che il cellulare della donna era raggiungibile a quattro giorni di distanza dalla sua scomparsa, ma rimangono sconosciute le motivazioni che hanno spinto il marito a non avvisare le autorità di questo fatto o a non cercare di contattare la moglie. Dopo quest’intervista all’amica della Vergani, viene introdotto un filmato riguardante la manifestazione in onore di Emanuela Orlandi, organizzata dai fratelli Pietro e Natalina, e che consisteva nel fare una marcia di tre chilometri per recarsi in piazza San Pietro per ascoltare l’Angelus del Papa, e verificare se le loro richieste di menzionare Emanuela e la famiglia fossero state accolte, cosa che effettivamente non avviene, poiché negli appunti del Papa, oltre i ringraziamenti alle varie forze dell’ordine, è stato scritto di non menzionare Emanuela e la famiglia, in quanto non ritenuto opportuno, generando il malcontento delle oltre ottanta mila persone presenti nella piazza: in studio, la sorella Natalina sostiene di non avere nulla contro il Papa, ma riteneva opportuno il fatto di menzionare sua sorella durante l’Angelus, in quanto questa era cittadina del Vaticano. Continua alla pagina seguente.  

A Chi l’ha visto? si parla di un caso del 1997: la taxista Alessandra, di 29 anni è stata trovata morta strangolata con uno spago e con le mani legate e che ancora oggi non sono stati scoperti gli o l’assassino: Alessandra era una ragazza a volte ingenua, a detta dello zio Onorio, che aveva trovato un impiego come centralinista di una compagnia di taxi, e che utilizzava il mezzo dello zio quando questo finiva il suo turno o quando lo stesso era di riposo. Sposata, divorziata e con un nuovo compagno, il taxista Stefano, la sera dell’otto agosto, dopo essere tornata a casa e cenato, alle 21 sale a bordo del taxi dello zio, il Siena 22, e dopo aver portato alcuni passeggeri a destinazione, tra cui due militare e una famiglia inglese, alle 23 e 25 inserisce la tariffa dei viaggi fuori città e si reca a Querciegrossa: da quel momento non si hanno più sue notizie, anche perché la ragazza aveva il cellulare rotto. L’indomani mattina, un ex dipendente delle ferrovie trova, in una discarica vicino un cimitero, un taxi con una persona apparentemente addormentata: spinto dalla curiosità, si avvicina e nota che la ragazza non dorme, ma che è morta e con le mani legate dietro al sedile da uno spago, che poi si scoprirà essere della vittima stessa, utilizzato più volte per poter legare alcuni pacchetti. La ragazza era stata avvistata intorno all’una del mattino girare all’interno del paese a bordo del taxi, assieme a due uomini con capelli scuri e corti: secondo gli inquirenti, la pista della rapina finita male è da scartare, poiché potrebbe essere che la ragazza abbia visto o sentito un qualcosa di grave che appunto non doveva sentire. Infine, si parla di un caso di pedofilia avvenuto in un asilo a luglio del 2006, e che coinvolse tre maestre, il marito di una di esse e produttore televisivo, una bidella ed un benzinaio, denunciati per sesso di gruppo, abusi su minore, atti osceni e maltrattamenti: i genitori s’insospettirono di questi comportamenti quando i bambini avevano degli atteggiamenti diversi, ovvero timidi ed impauriti.



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