QUARTO GRADO/ Ultima puntata: novità sul caso Yara Gambirasio e Roberta Ragusa

- La Redazione

Con la puntata di ieri sera 15 giugno si è conclusa la stagione di Quarto Grado. Si è parlato dei casi di Roberta Ragusa, Yara Gambirasio, Melania Rea e Brindisi

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Salvo Sottile (Infophoto)

Si è chiuso con la puntata andata in onda ieri sera il programma Quarto Grado, l’approfondimento di Rete 4 dedicato ai casi più eclatanti di cronaca nera. Dalla prossima stagione non ci sarà più l’abituale conduttore Salvo Sottile che emigra su Canale 5 dove condurrà un nuovo programma. Nella puntata di ieri sera si sono trattati gli ultimi fatti di cronaca, come gli sviluppi sull’attentato di Brindisi, il caso della donna scomparsa Roberta Ragusa e casi vecchi ma sempre aperti come la morte di Yara Gambirasio, di Melania Rea, la scomparsa di Emanuela Orlandi e quella di Angela Celentano. Infine si è parlato anche della scomparsa nove anni fa di due ragazzi siciliani, Mariano Favina e Salvatore Colletta. Il primo caso preso in esame è quello della morte di Melania Rea: l’inviato da Teramo spiega che si stanno esaminando alcuni indumenti del marito Salvatore Parolisi unico sospettato dell’omicidio. Alfredo Ranelli, titolare del chiosco di Colle San Marco dove Salvatore ha portato Melania prima che lei scomparisse, è in studio e racconta: “Ricordo l’orologio e una maglia sportiva con la scritta Lotto. Di Melania, quando l’ho visto, non vi era traccia”. Si passa a Giovanni Vantaggiato, l’autore della strage davanti alla scuola di Brindisi, si discute del fatto che l’uomo negli interrogatori ha spesso usato il plurale. Si sospetta dunque che avesse avuto dei complici. Sabrina Scampini è con Stefano Materazzi (docente di chimica forense all’università di Pavia): l’esperto spiega come la realizzazione di un sistema come quello creato da Vantaggiato, che esplode a comando, non sia facilissima. Poi, Salvo Sottile mostra un altro filmato nel quale pare che l’uomo non fosse nuovo a questi gesti: in passato aveva fatto esplodere una bomba per rivalersi su Cosimo Parato, reo di aver fatto una truffa ai danni della sua azienda. L’altro caso ripercorso da Quarto Grado riguarda Mariano e Salvatore, due amici fuggiti di casa per non tornare più. Dopo nove anni, il fratello e la sorella Mariagrazia fanno un appello tramite video, mentre in studio ci sono la madre Carmela La Spina e il padre Antonino. Sono convinti che i ragazzi siano ancora vivi e che qualcuno li abbia trattenuti o che non abbiano intenzione di tornare. Gli avvistamenti sono stati troppi in questi anni, e per di più furono ritrovati dei succhi di frutta acquistati da loro alcuni giorni dopo.  Chiudendo il caso dei due ragazzi, si passa ad Angela Celentano, bambina di 3 anni scomparsa a Monte Faito dove era in gita il 10 agosto 1996. In studio ci sono i genitori della bambina che fanno un nuovo appello: non hanno mai perso la fiducia che la bambina sia ancora viva.  Altra annosa questione è il caso di Emanuela Orlandi, che oramai da trent’anni fa parte delle cronache italiane: direttamente o indirettamente si parla sempre di un coinvolgimento del Vaticano nella sua scomparsa, come racconta la Scampini. Matteo Borrini (studioso di archeologia forense) spiega come si stia indagando sui resti del boss mafioso seppellito nella chiesa vicina alla scuola dove fu vista per l’ultima volta Emanuela. La direzione che ha preso il caso di Yara Gambirasio, accennato in studio, è invece quella delle indagini in un nuovo ceppo familiare, che ha corrispondenze di DNA molto alte con quello trovato sui leggings di Yara. 

Il Generale Garofano pur riconoscendo l’importanza delle indagini, invita alla prudenza: “Bisogna confrontare varie zone del DNA affinché queste ipotesi siano confermate”. Secondo indiscrezioni, si sarebbe giunti al dna del padre dell’assassino.  L’ultimo breve aggiornamento della serata è quello di Roberta Ragusa: si indaga oramai sui vestiti trovati nel bosco di Gello, che molti amici riconoscono come appartenenti alla donna, e si cerca di capire quali chiamate siano partite quella sera tra Antonio Logli e la sua amante Sara. Chiamate, tra l’altro, che sono ben oltre l’ora in cui Antonio diceva di essersi addormentato quella notte. E non sono le sole prove che si cerca di recuperare, in quanto si parla di mail cancellate.



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