SFOOTING/ Un rimedio contro le zanzare? Comprate una Citroenella modello deluxe

- Comic Astri

Dalla notte dei tempi, nel cuore di ogni notte afosa d’estate, una domanda tormenta l’uomo: ma ci si può difendere dalle zanzare? I COMICASTRI ci svelano come possiamo fare

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Dalla notte dei tempi, nel cuore di ogni notte afosa d’estate, una domanda tormenta l’uomo: ma ci si può difendere dalle zanzare? Abbiamo infatti già visto che quest’estate dovremo fare i conti con molte nuove specie di zanzarefastidiose e aggressive. Dovremo difenderci con i denti. No, non significa che dovete staccare le loro ali a morsi! Sarà sì una lotta senza quartiere, una guerra senza esclusione di colpi, ma vale la pena sapere che a volte possono bastare i vecchi consigli della nonna, soprattutto se l’anziana in questione è la nonna del marchese De Sade. Ecco i suoi suggerimenti: “Anche la cipolla tiene lontane le zanzare, perciò è utile esporre, nella stanza in cui si soggiorna, mezza cipolla in un piattino, con applicati sulla superficie dei chiodi di garofano. A cosa servono i chiodi di garofano? Nel momento in cui l’odiato insetto viene catturato, lo si attacca comodamente alla cipolla usando i chiodi di garofano come puntine. E posso assicurarvi che la zanzara non piange certo per la cipolla… Questo metodo contribuisce a tenere lontane le altre zanzare, in base al sadico (e su quello mio nipote è un vero maestro!) principio: inchiodarne una per educarne cento”.

Nonne arzille a parte, anche i progressi della scienza e della tecnologia aiutano a contrastare il proliferare di nuove specie di zanzara, grazie all’invenzione di moderni e letali sistemi antizanzare. Il più efficace è stato escogitato in Francia, nella regione del Languedoc-Roussillon, dove gli abitanti sono arrivati a un tal punto di esasperazione per l’aggressività delle zanzare che spesso sono stati costretti a uscire di casa e hanno finito per dormire all’addiaccio. Così la Citroen, storico marchio automobilistico transalpino, ha ideato la “Citroenella”, la prima autovettura elettrica completamente dezanzarizzata. Il modello base prevede: sedili in epidermide umana, sintetizzata in laboratorio, con irroratore laser all’aglio, olio e peperoncino, per conferire all’abitacolo il caratteristico odore tanto sgradito agli insetti. Il modello deluxe (cioè illuminato, con colori dai toni caldi, per attirare le zanzare nella trappola con maggiore efficacia) prevede: sedili foderati con termoinsetticida a scarica elettrica e radio cd stereo con dissuasore elettronico a ultrasuoni G-G (le zanzare sono particolarmente infastidite da autori musicali della scuola napoletana moderna, stile Gigi Finizio o Gigi D’Alessio).

Sull’onda del successo della Citroenella (che nel Languedoc-Roussillon è andata letteralmente a ruba), la giapponese Mazda lancerà sul mercato, nella primavera del 2013, il primo modello dezanzarizzato a benzina, chiamato “le AmMazda Stecchite”, di cui ancora non si conoscono, in maniera dettagliata, le caratteristiche degli optional insetticidi.

La Fiat, invece, non si è lasciata sfuggire l’occasione per competere sul mercato europeo, proponendo a tempi di record l’originale e per certi versi innovativa “Fiat Panda Zan!”, la prima auto dezanzarizzata a gas. Di cosa si tratta? E’ una normale Panda, con l’aggiunta di un normale panda sul cofano della vettura, che provvede personalmente a schiacciare con le proprie normali terga (e non con la targa) o a soffocare con il Gpl che esce dal “suo” tubo di scarico le zanzare che si posano sul lunotto anteriore, attirate dalla scritta “AVIS” a caratteri cubitali (l’idea è venuta all’Ufficio Marketing della Fiat…). Ovviamente, è un ottimo modello da garage, almeno allo stato attuale delle cose. Su strada, infatti, presenta qualche problema in più, non essendo ancora del tutto risolti i problemi di visibilità dovuti alla scritta “AVIS” a caratteri cubitali, ma soprattutto alla mole del panda che non si schioda manco di un centimetro dal cofano del parabrezza.

Anche il mondo dello sport in qualche modo si mobilita per dare una mano a risolvere il problema delle zanzare. Non molti sanno dell’esistenza del Torneo di Zanzibar. In questa famosissima località turistica della Tanzania si svolge annualmente, a ottobre, il classico torneo dell’ATP! World Tour (ATP! sta per “Acchiappatele Tutte Presto!”), al quale partecipano i migliori tennisti del mondo, siano essi in attività, oppure ex. La caratteristica che rende questo torneo un unicum del circuito mondiale, è l’obbligo di giocare con uno speciale tipo di attrezzo: la racchetta fulmina-insetti, sicuramente più maneggevole rispetto a quelle ordinarie. Diverso anche il regolamento: non si gioca con le palline ma con le zanzare, non ci sono diritti (per le zanzare, ovviamente, che non ne possono accampare), né pallonetti o tocchi morbidi o liftati. Bisogna solo e sempre schiacciare con veemenza. Non esiste neppure il tea-break (alla fine del set, com’è nella consuetudine in Tanzania, non si va negli spogliatoi per bere un thè caldo: bisogna finire il lavoro sporco, fino all’ultimo insetto…), tanto meno il tie-break. Quando, alla fine di un set, il punteggio si trova sul 6 a 6, la vittoria viene assegnata al tennista che ha eliminato le zanzare nel minor tempo possibile (c’è infatti un contatore elettronico incorporato in ciascuna racchetta) e con la schiacciata più potente. 

Ecco perché i game risultano molto spettacolari ed eventuali “colpi a vuoto” della racchetta possono risultare deleteri. Per la cronaca, nel 2011 in campo femminile hanno vinto ex aequo le sorelle Williams (tirano certe “pere” contro le zanzare…) e tra gli uomini ha vinto lo svedese Mats Wilander (così scortese e spietato con le zanzare da essere soprannominato dal pubblico e dalla stampa specializzata “quel Wilàn d’un Wilander”).

Ma l’ultima strategia vincente è stata adottata proprio in questi giorni dalle amministrazioni locali della Lomellina, area notoriamente infestata di zanzare. I sindaci di questi paesi hanno fatto affiggere, in tutti gli angoli delle strade, il cartello “Comune già dissanguato dalle nuove tasse del governo”. L’effetto sui ditteri ematofagi è stato immediato. Dall’uscita di Gropello alla barriera di Assago si sono formate, già dall’inizio di giugno, lunghe file di zanzare che, terrorizzate dall’idea di un lungo digiuno obbligato, stanno abbandonando frettolosamente gli esangui Comuni della Bassa Padana.



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