COSTA CONCORDIA/ A Pomeriggio 5 i contenuti della scatola nera e i dialoghi di Schettino dopo l’impatto. 8 giugno 2012

- La Redazione

Un nuovo appuntamento con Pomeriggio Cinque Cronaca, condotto da Alessandra Viero, è andato in onda anche oggi venerdì 8 giugno 2012, trattando diversi casi di cronaca

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Il relitto della Costa Concordia

Pomeriggio 5 Cronaca, riassunto puntata 8 giugno 2012 – Un nuovo appuntamento con Pomeriggio Cinque Cronaca, condotto da Alessandra Viero, è andato in onda anche oggi venerdì 8 giugno 2012. Come di consueto sono stati trattati molti argomenti di diversa natura, dai risvolti sulla strage di Brindisi, con la confessione del colpevole ma senza un apparente movente, alle ultime notizie sulle zone colpite dal terremoto in Emilia, passando per i segreti della scatola nera della Costa Concordia. Si parte però con una esclusiva: il 10 agosto di 16 anni fa scompariva una bambina di 3 anni. Si tratta di Angela Celentano e dopo tanti avvistamenti e segnalazioni di lei ancora nessuna notizia. In studio con la conduttrice di Pomeriggio 5 ci sono proprio i genitori di Angela che chiedono di non smettere di cercare. Maria Celentano, mamma della piccola, ripercorre quel lontano 10 agosto: “I ricordi sono indelebili nella mia mente. Sono ricordi di angoscia, mai nella mia vita avrei pensato una cosa simile. Ho sperato e continuato a farlo pensando che prima o poi avrebbero riportato a casa la mia Angela. Per giorni abbiamo cercato giorno e notte con volontari e agenti la bambina, ma pian piano ci rendevamo conto che la piccola non era più lì, qualcuno me l’aveva portata via”. La parola passa a Catello che ringrazia tutti per le tante segnalazioni che ogni giorno arrivano sul sito dedicato ad Angela, anche se nessuna ha portato alla strada giusta. La mamma della bambina dice ancora: “Angela è ancora viva noi lo sentiamo e non abbiamo dubbi, per questo dopo 16 anni noi siamo ancora qui a cercarla, forse è all’estero ma c’è. Non ci si abitua a non avere più un figlio accanto e noi non lo faremo mai”. La signora Maria è convinta del fatto che Angela sia stata adottata da una famiglia straniera e che stia bene: “Ha sicuramente tanto amore, ma non è il nostro”. Si passa poi a un altro caso di persone scomparse. In collegamento esterno con gli studio di Pomeriggio 5 la mamma della piccola Denise, Piera Maggio, continua a lottare per avere notizie della sua bambina. Sono passati 8 anni da quando la piccola è scomparsa da Mazzara del Vallo: “L’ho lasciata a casa dicendo che sarei tornata presto, lei non voleva che io andassi via. Denise è viva, sono passati 8 anni ma io sono consapevole che lei sta bene. Lo so non solo perchè me lo dice il cuore ma lo dicono anche le indagini. Denise è una bambina sequestrata, la speranza di riabbracciarla è l’unica cosa che mi fa andare avanti”. La signora Maggio spiega gli ultimi sviluppi delle inchieste e del processo e spera che prima o poi Denise possa essere ritrovata. Dopo la prima parte dedicata alle due bambine scomparse si torna a parlare della tragedia del Giglio: cosa nasconde la scatola nera della Costa Concordia? In una telefonata mandata in onda in esclusiva dal programma di Canale 5 possiamo sentire le voci dei protagonisti di questa vicenda. 

Il Comandante Schettino prende il comando prima che la nave arrivi nei pressi dell’Isola del Giglio. Dopo 5 minuti si sentono forti suoni e la nave si infrange contro gli scogli. “Roberto ha fatto un casino, ho preso qualcosa con il fondo della nave”, queste le parole del capitano al responsabile dell’Unità di Crisi della Costa Concordia. Sono minuti concitati quelli descritti in questo video: in studio a parlarne Ilaria Cavo, la giornalista che spesso vediamo a Matrix e Quarto Grado. In collegamento esterno anche Elio Vincenzi, marito della signora Maria Grazia che ancora non è stata ritrovata dopo quella terribile notte. L’uomo si dice sconcertato per quello che ha ascoltato; aveva pensato di esser stato inviato per ricevere aggiornamenti su sua moglie ma invece deve ascoltare ancora una volta quello che è successo la sera del naufragio. Si torna all’attualità con il caso di Brindisi: è stato arrestato il colpevole della strage di Brindisi ma il movente che avrebbe spinto l’uomo a preparare l’ordigno non convince ancora gli inquirenti. La crisi, i motivi personali, la follia non sembrerebbero essere sufficienti, secondo il parere di chi indaga, a spingere un uomo a compiere un simile gesto. Quali potrebbero essere i motivi? Il fatto che la scuola per esempio da un paio di anni non abbia più richiesto la fornitura alla struttura di Vantaggiato? Potevano esserci delle persone sul bus insieme a Melissa che l’uomo avrebbe voluto colpire? Tanti interrogativi e poche risposte: l’uomo però continua a dire che ha fatto tutto da solo, spinto da un forte momento di crisi depressiva. In diretta telefonica l’avvocato di Vantaggiato che parla del suo incontro con l’assistito. “Sta prendendo consapevolezza del gesto che ha compiuto, si è pentito, ha pianto e ha chiesto perdono per quello che ha fatto. Si sta rendendo conto solo adesso del gesto sconsiderato che ha fatto. Il suo stato d’animo è quello di una persona pentita”.  



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