QUARTO GRADO/ La mamma di Melania Rea: Parolisi non è una vittima. Mia figlia non era autoritaria

- La Redazione

Salvo Sottile conduce un nuovo appuntamento con gli approfondimenti di Quarto Grado, tornando ad analizzare alcuni dei più misteriosi casi giudiziari che ancora non trovano soluzione

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foto:Infophoto

Quarto grado, il programma di Salvo Sottile, è andato in onda ieri, giovedì 17 gennaio 2013, in un giorno insolito per il programma che i telespettatori sono abituati a vedere nella prima serata di Rete 5 al venerdì. Il primo caso preso in considerazione nella puntata è quello relativo alla scomparsa di Roberta Ragusa della quale ormai da un anno si sono perse le tracce. Proprio in questi giorni si è tenuta una fiaccolata per ricordarla, a cui ha preso parte anche la famiglia Logli, quella del marito di Roberta, allinterno della quale potrebbe trovarsi la chiave per risolvere il mistero. Secondo il servizio che viene mandato in onda, infatti, da quando è avvenuta la scomparsa alla scuola guida Futura Pisa, di cui Roberta era titolare, le iscrizioni sono calate in maniera decisa, segno evidente di come i cittadini del luogo reagiscano alla scomparsa della donna e di come giudicano il ruolo che il marito di Roberta, Antonio Logli, ha avuto in questa vicenda insieme alla propria amante Sara Calzolaio, segretaria allinterno della scuola guida e allo stesso tempo baby-sitter dei figli della coppia. Una storia a tratti inquietante che proprio in questi giorni ha fatto emergere una importante novità: ci sarebbe infatti un testimone che avrebbe visto Antonio Logli uscire di casa in quella fredda notte, verso luna, a bordo della propria auto in compagnia di qualche altra persona. A questo punto la ricostruzione che sta prendendo sempre più piede è quella secondo cui Roberta Ragusa è stata uccisa proprio in quella notte in un lasso di tempo che va dalluna alle cinque del mattino. Ovviamente siamo ancora nel campo delle supposizioni, visto che il corpo di Roberta ancora non è stato ritrovato, e vi è ancora la speranza che tutta la storia posa concludersi con un lieto fine. Il Procuratore Capo di Pisa, Ugo Adinolfi, fa comunque sapere che al momento vi è un massiccio impegno da parte delle forze dellordine per cercare di ritrovare il corpo di Roberta Ragusa. Si sta infatti setacciando tutta la zona in un raggio di oltre 50 chilometri a partire dalla casa dove la donna risiedeva.

Il secondo caso trattato è quello relativo allomicidio di Melania Rea, per il quale è stato condannato in primo grado all’ergastolo il marito, Salvatore Parolisi. Viene quindi mandata in onda lintervista rilasciata in esclusiva alla trasmissione dalla madre di Melania, Vittoria, che non si dice per nulla daccordo con quanti affermano che la figlia fosse autoritaria e che umiliasse il marito:  No, non vedo questa figura così come è stata descritta mia figlia. Perché se lei era una ragazza che comandava, non faceva tutti quei gesti d’amore, ha detto la madre. La signora Rea poi aggiunge: Melania era una ragazza solare, che amava suo marito, la sua famiglia… Per lei, il marito era tutto. Era un po’ cambiata, perché – giustamente – che ci si aspetta da un marito che tradisce? Era una cosa così brutta e lei, a noi, ha fatto sapere poco. Voleva salvare a tutti i costi il suo matrimonio, perché c’era una bambina… No. Non è Melania, quella raccontata. 

E, sempre a proposito di quanto riportato dai media circa la sentenza, quindi di una Melania dominante e di un Parolisi frustrato, prosegue: “Io ho letto tutte le carte. Se si leggono attentamente, si può trovare la vera Melania: lei voleva crescere sua figlia con il marito. Non è giusto far passare lui per una vittima e mia figlia no. Questo fa male. Lui si è trovato in un imbuto, con le sue amanti. Mia figlia, lo ripeto, era una ragazza dolce. Lui lo può confermare. Invece, le altre ragazze che lui ha avuto, lo hanno pressato tanto e si è trovato in un qualcosa più grande. Non è giusto – conclude quindi la donna – che si tolga la mamma a una bambina col pensiero che sia stato il padre. Non lo auguro a nessuno”. 

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