SERVIZIO PUBBLICO/ Da Santoro la Costituzione resta schiacciata tra Beppe Grillo e Berlusconi

- Luca Maggi

Ieri sera puntata di Servizio pubblico dedicata alla Costituzione, con uno sguardo anche allattualità politica, da Beppe Grillo a Silvio Berlusconi. Il commento di LUCA MAGGI

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Beppe Grillo (Infophoto)

Lanteprima della puntata di Servizio pubblico, dedicata alla Costituzione «bella e impossibile, si apre con un monologo di Santoro contro le dichiarazioni di Grillo e Casaleggio: i due portavoce del Movimento 5 Stelle, infatti, hanno criticato il pronunciamento di alcuni parlamentari del Movimento a favore dellabolizione del reato di clandestinità. Il conduttore attacca Grillo soprattutto sul finale dellanteprima: «Vorrei chiederti in che modo pensi di arginare lesodo che sta nascendo Ma tu con i morti non parli, che siano un conduttore tv come me o una donna con un bambino in pancia (riferendosi alle donne vittime del naufragio della settimana scorsa).

Il servizio di apertura centra il fuoco sui due punti nodali della puntata, da una parte il dramma di Lampedusa, affrontato dando voce agli abitanti e puntando le telecamere sulle condizioni del centro di permanenza temporanea, dallaltra il dibattito su amnistia e indulto. E la chiusura è lasciata a Luca Bertazzoni, che percorre il solito giro di parlamentari nei dintorni delle camere, per intercettare esponenti politici bipartisan sulla possibilità che lindulto cancelli la pena di Berlusconi nel processo Mediaset.

Tornati in studio, la parola è lasciata a Stefano Rodotà, ospite della serata insieme a Nicola Porro, Annalisa Chirico e Maurizio Landini. Il costituzionalista inizia parlando della manifestazione che si terrà in piazza del Popolo a Roma il 12 ottobre, in difesa della Costituzione. Racconta della polemica contro il cambiamento dellarticolo 138 sulla revisione costituzionale e descrive esempi in cui la Carta costituzionale ha dimostrato di saper vincere, come per i recenti referendum. Porro, chiamato a rispondere e a intervenire sulle larghe intese, trova poco convincente che si governi senza una vera politica comune, ma offrendo un contentino al centrodestra e uno al centrosinistra; il giornalista del Giornale esprime anche una critica al «presidenzialismo di fatto che ormai vedrebbe il presidente della Repubblica spingersi oltre il proprio potere costituzionale.

Un secondo servizio su Lampedusa dà voce alla vita dei marinai e degli abitanti, mostrando la contestazione al presidente della Commissione europea Barroso (anche se i contestatori inquadrati sembrano poco più di una decina). Poi la trasmissione torna sul Movimento 5 Stelle, grazie al commento di Annalisa Chirico, giornalista di Panorama, secondo cui anche alcuni comportamenti dei grillini sono contrari alla Costituzione, dalle dimissioni in bianco firmate dai consiglieri siciliani, fino ai contrasti con il divieto al mandato imperativo, previsto sempre in Costituzione; anche per Rodotà, gli interventi di Grillo e Casaleggio risultano «a dir poco autoritari. Sulla politica interna si arriva allo scontro fra il costituzionalista e Landini con Nicola Porro, sostenitore di una visione più liberale e meno statalista, da Alitalia allistruzione: secondo Porro, «i nostri padri hanno continuato a gonfiare il debito che oggi ricade su di noi, nellidea malata che lo Stato non debba mai pagare.

Lo show personale di Travaglio cerca di analizzare nel dettaglio le conseguenze dell’indulto, attraverso un paragone con i provvedimenti del 1990 e del 2006: l’effetto di ridurre il sovraffollamento dura pochi anni e molte ricerche indicano che un terzo dei detenuti liberati sono tornati a delinquere poco dopo la scarcerazione. L’amnistia porterebbe fuori dalle galere poche persone, quindi non produrrebbe un grande effetto sulla condizione dei detenuti; l’indulto, al contrario, se mantenuto il modello di sconto di tre anni come nel 2006, lascerebbe in libertà più di 20000 condannati in via definitiva (o già carcerati), e Berlusconi vedrebbe cancellate tutte le sue pene tranne il reato di sfruttamento della prostituzione minorile, per cui è imputato nel processo Ruby. In Europa le notizie sui guai giudiziari del Cavaliere non sono particolarmente apprezzate, come racconta Giulia Innocenzi in un servizio registrato a Bruxelles, dove si valuta l’espulsione di Berlusconi dal Ppe, prevista in seguito a un’interdizione dai pubblici uffici.

La situazione delle carceri torna nell’ultimo intervento di Annalisa Chirico, che ricorda i numerosi richiami di Napolitano lungo il suo percorso di presidenza della Repubblica, e la sentenza di condanna della Corte europea dei diritti dell’uomo per le situazioni di emergenza in molte carceri italiane. La puntata si avvia alla conclusione con il chiarimento in riunione dei parlamentari grillini, che attenderanno settimana prossima Beppe Grillo, che sbarcherà a Roma per controllare i movimenti dei cittadini a 5 stelle.

Il finale vede il ritorno dello scontro fra pubblico e privato, il primo come soluzione alle usurpazioni e alla concorrenza spietata, il secondo posto come una possibilità per evitare delocalizzazioni e furbizie da parte di chi, secondo Landini, era ricco prima e con la crisi ha anche aumentato le sue proprietà. Nella disputa ideologica ciò che appare chiaro è che la costituzione finisce tirata per i capelli a seconda della convenienza, quando vale come mero suggello di argomento: «bella e impossibile» per Santoro, almeno non più «la più bella del mondo».

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