LA GABBIA/ La Casellati lascia lo studio dopo le parole di Paragone contro Berlusconi

- La Redazione

Questa sera, mercoledì 16 ottobre, nella nuova puntata del talk La Gabbia Gianluigi Paragone e i suoi ospiti parleranno del varo della Legge di stabilità da parte dell’esecutivo Letta

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La Gabbia

Ieri sera è andata in onda su La7 una nuova puntata del programma La Gabbia, condotto da Gianluigi Paragone. Ospiti in studio c’erano Cesare Damiano del Pd, Andrea Oliviero di Scelta Civica, Paolo Barnard, Tobias Piller e Silvia Truzzi. Nel corso del talk show si è parlato della Legge di Stabilità e la puntata è iniziata proprio con la lettura da parte di Paragone della definizione della parola stabilità, direttamente dal dizionario della lingua italiana. Contro la legge di stabilità le contestazioni sono già partite, in modo particolare da parte dei sindacati. Anche i politici da parte loro non sono d’accordo all’unanimità sul contenuto. Ospite in studio c’era anche Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione Comunista, che ha avuto modo di confrontarsi direttamente con gli economisti chiamati a prendere la parola nel corso della serata. Secondo Ferrero occorrerebbe introdurre la tassa sul patrimonio e fare in modo che chi possiede un patrimonio superiore ad un milione di euro debba pagare più tasse rispetto ad un cittadino comune.La domanda è questa: come possiamo uscire dalla crisi? Secondo Piller se ne può venir fuori soltanto creando lavoro e permettendo così una circolazione di denaro che porterebbe a un aumento dei consumi. Per non parlare poi della sanità e delle tempistiche che sono diventate ormai inaccettabili. Persino al pronto soccorso si è costretti ad aspettare ore e ore prima di essere presi in considerazione. E se da una parte c’è Monica, una ragazza come tante altre che soffre di una rara malattia e viene chiamata in causa dall’Inps per quella che viene definita una revisione sanitaria del malato, dall’altra parte ci sono i parlamentari che hanno diritto a tutta l’assistenza sanitaria possibile e ai quali vengono pagate persino le cure termali. Il giornalista Piller ha sottolineato che se l’Italia continua a spendere così nessuno le presterà più soldi. Sicuramente c’era bisogno di un adeguamento a determinati canoni europei, in particolare con le pensioni. Questa sarebbe la giustificazione dell’austerity.

Sul tema del debito e della legge di stabilità il dibattito in studio si è acceso e Paolo Barnard ha spiegato che l’Italia ha firmato un fiscal compact che ci obbliga a un pareggio di bilancio. Sono queste tutte cose già decise e non si può fare nulla per modificare tale situazione. Ciò che si dovrebbe piangere, ha continuato Barnard, è la perdita di sovranità del nostro Paese, che deve sottoporre i propri bilanci all’Unione Europea. Intanto ci sono società che provano a salvarsi, come Alitalia ad esempio, ma i conflitti di interesse prevalgono sempre. Lo Stato deve lasciar perdere il suo core business aziendale? L’economista Bellofiore è voluto tornare indietro a metà degli anni ’60 e poi agli anni ’90 per capire come lo Stato sia stato lasciato andare lentamente alla deriva e con esso anche le imprese statali. Il problema è che stiamo assistendo alla scomparsa dell’Italia industriale. In pratica, per fare cassa si è dato via quello che si aveva.Per Laura Castelli del Movimento 5 Stelle, questa è una finta manovra di stabilità, penalizzata come sempre dai troppi legami della politica con le lobby. Solo loro del M5S, ha continuato la Castelli, potrebbero dare vita a una vera riforma per il Paese. Intanto la realtà del nostro Paese è che un laureato guadagna in media 800 euro in meno rispetto a un suo pari grado europeo, mentre i parlamentari italiani hanno gli stipendi più alti d’Europa. A detta di Olivero occorrerebbe tagliare le spese, mentre la Casellati del Pdl afferma che sarebbe opportuno effettuare un taglio del numero dei parlamentari.Ecco dunque che viene dato spazio a un nuovo tema, quello dell’amnistia. Il problema del sovraffollamento infligge le carceri italiane, eppure vi sono strutture che sono state costruite ma mai utilizzare, non si capisce bene per quale motivo. Ma l’amnistia è davvero la soluzione giusta? Soprattutto a 7 anni dall’ultima volta in cui si era presa in considerazione? Bisognerà pure considerare il fatto che più della metà del popolo italiano è contrario sia all’amnistia che all’indulto e cercare dunque altre strade.

Intanto arriva in studio anche Luca Nicotra e il dibattito si sposta inevitabilmente su Berlusconi e sul recente rischio che c’è stato di una crisi di governo. Alle parole di Paragone e di Truzzi che accusano Berlusconi di aver bloccato il Parlamento per diversi giorni e di non aver avuto poi il coraggio di far cadere il governo, la Casellati, fortemente adirata, prende la decisione di abbandonare la trasmissione. Allora Paragone coglie subito l’occasione per far notare che la rabbia dei politici viene fuori in maniera così eclatante quando si parla di Berlusconi, ma che essi non si scaldano allo stesso modo quando oggetto di dibattito sono le problematiche da cui è afflitta l’Italia. A questo proposito, allora, Paragone afferma che la responsabilità della situazione che si è venuta a creare è anche del presidente Giorgio Napolitano e allora ecco che Ferrero prende la palla al balzo per esprimere il suo parere circa il nostro presidente del consiglio che, a suo dire, sarebbe il peggiore che abbiamo mai avuto in tutta la nostra storia. Anche Truzzi del resto ha pronte delle critiche a riguardo ed è sua premura far notare come chi si trova attualmente in parlamento e ci governa non sia stato eletto dal popolo e questa è una cosa piuttosto grave.In chiusura di trasmissione c’è spazio per le risate con un nuovo monologo di Carcarlo Pravettoni di Paolo Hendel e infine ecco Vasco Rossi cantato da Gianluigi Paragone.

Una nuova puntata del talk di Gianluigi Paragone sta per andare in onda e di certo gli ospiti in studio non faranno mancare un po di pepe a La gabbia. Infatti, le teorie economiche esposte una settimana fa da Paolo Barnard proprio nella trasmissione di La7 hanno fatto molto discutere e non sono pochi quelli che si sono schierati contro, così come non sono mancati coloro che ritengono che il giornalista non si sbagli. Sarà interessante poi ascoltare le parole di Tobias Piller, corrispondente della Faz che non è mai andato leggero nei giudizi sul nostro Paese. Chissà cosa dirà della legge di stabilità appena approvata dal governo. Non resta che seguire la puntata, usufruendo anche del servizio di diretta streaming (clicca qui per attivarlo).

Andrà in onda questa sera, ore 21.10 su La7, un nuovo appuntamento con La Gabbia di Gianluigi Paragone. Quale sarà il tema centrale della sesta puntata del “rock show” politico? La Legge di stabilità appena varata dal governo Letta. La manovra, da 11.5 miliardi, ha l’obbiettivo di rilanciare la crescita economica, ridurre il peso delle imposte su lavoro e imprese, dando così il là agli investimenti. Il governo rassicura, ma crescono i dubbi e le preoccupazioni per quanto riguarda il tema della casa con l’entrata in vigore, a partire dal gennaio 2014, della nuova imposta Trise“Tolgono l’Imu mettono la Trise: una legge del piffero viene sostituita con una legge più penalizzante per tutti!“, ha scritto Gianluigi Paragone su Twitter

Gli ospiti chiamati a discuterne e a dare la propria chiave di lettura del testo legislativo saranno Andrea Olivero, Cesare Damiano, Paolo Barnard, e i giornalisti Silvia Truzzi e Tobias Piller.
Nel corso della puntata non mancheranno i siparietti di  Paolo Hendel, nelle vesti dell’imprenditore Carcarlo Pravettoni, e di Saverio Raimondo, che con la sua con spietata ironia darà una sua interpretazioni degli attori e degli affari politici italiani.

Sul sito www.lagabbia.la7.it saranno disponibili i video dei momenti più importanti delle puntata. La Gabbia è anche su Twitter e su Facebook, per commentare in diretta i temi dibattuti in studio. 

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