LA GABBIA/ Di Pietro: “Conosco due partiti democratici. Uno è figlio della DC”. Puntata 2 ottobre 2013

- La Redazione

Nella quarta puntata de La Gabbia, il talk show di La7 condotto da Gianluigi Paragone, tra gli ospiti in studio c’erano Antonio Di Pietro, il sindaco di Verona Flavio Tosi e Laura Puppato

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La Gabbia

La puntata di mercoledì 2 ottobre del programma di approfondimento politico La Gabbia condotto da Gianluigi Paragone, ha visto come ospiti della serata i vari Antonio Di Pietro dellItalia dei Valori, Laura Puppato del Partito Democratico e Flavio Tosi della Lega Nord, il giornalista Andrea Scanzi e Massimo De Manzoni vice direttore di Libero. La trasmissione ha inizio con un servizio nel quale viene raccontato quanto successo nel corso della giornata e nello specifico viene riproposto il momento più importante ed ossia quando Berlusconi ha preso la parola e tra lo stupore generale ha dato vita a un clamoroso colpo di scena annunciando il repentino cambiamento di rotta del Popolo della Libertà che poche ore prima aveva ribadito il no alla fiducia. Viene quindi effettuato un collegamento in diretta da Roma nel quale viene evidenziato come ci sia in corso una riunione tra i dissidenti del Pdl, capeggiata dallex Governatore della Regione Lombardia, Roberto Formigoni. Nel frattempo a Palazzo Grazioli è in corso unaltra riunione nella quale Berlusconi insieme ai propri collaboratori più stretti come Brunetta e Schifani, sta valutando cosa fare nelle prossime ore. Di Pietro su quanto sta avvenendo in questo momento nel Parlamento seppur sottolineando come non sia giusto e pensabile di utilizzare la politica per risolvere questioni personale, punta il dito sui traditori e in particolare di quanti vendono il proprio voto. De Manzoni, invece, evidenzia come Berlusconi abbia commesso un errore politico piuttosto evidente imponendo ai ministri del Pdl di rassegnare le proprie dimissioni e che comunque ciò non toglie che il leader del centro destra continuerà a lottare. Diverso è il pensiero di Di Pietro per il quale Berlusconi dovrebbe lasciare che la Giustizia faccia il proprio corso. Viene mandato in onda un altro stralcio di quello che è accaduto durante la convulsa giornata allinterno del Parlamento e in particolare quando Letta sente le parole di Berlusconi, si gira verso Angelino Alfano dicendogli Grande. Tornati in studio, Scanzi evidenzia come sia sbagliato pensare che lepoca del Berlusconismo sia finita e inoltre non ha buone parole per lattuale primo ministro Enrico Letta del quale non ha apprezzato lintervista realizzata durante la trasmissione domenicale di Fabio Fazio Che tempo che fa, ritenuta falsa. Per Tosi è ormai chiaro come nel Parlamento si siano create delle veri correnti che sono contraddistinte dallessere a favore o meno di Berlusconi mentre in collegamento da Roma, lex governatore della Regione Veneto Galan, ammette che ormai allinterno del proprio gruppo politico è avvenuta una nuova scissione dopo quella che tra la fine del 2010 e linizio del 2011 portò alla formazione di Fli. Sul repentino cambiamento di rotta di Berlusconi, Galan ha visto questo come un estremo tentativo da parte del Cavaliere di mantenere compatto il Pdl ma che ormai si può tranquillamente affermare che non sia andato in porto. Mineo sempre in collegamento da Roma, legge in tuttaltra chiave la questione reputando quanto successo come una vittoria politica da parte del segretario del Pdl Angelino Alfano. Di Pietro si dice convinto che non varierà pressoché nulla e che i temi di cui si occuperà il governo sono gli identici ed ossia dellavvenuto aumento dellIva e dellImu. Sul Partito Democratico, il leader dellItalia dei Valori, non ha parole al miele dicendo che al suo interno ci sono vecchi interpreti riconducibili alla Democrazia Cristiana che non lo fanno essere il punto di riferimento della rinascita italiana. Mentre si discute sul come identificare i dissidenti del Pdl ed ossia se possono essere considerati traditori o meno, la Puppato crede che la decisione di Berlusconi in extremis di accordare la fiducia al Governo Letta sia il tentativo di chiudere la sua vicenda politica da vincitore. Si parla quindi di come possa essere letto questo dato politico emerso in giornata. Per Scanzi appare evidente come il Presidente del Consiglio non sia Enrico Letta bensì il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Nella seconda parte si parla maggiormente di tematiche economiche con un servizio che rimarca quali sono le scadenze da onorare dall’Italia da qui alla fine dell’anno solare in corso. Viene evidenziato lo stato di difficoltà in cui sono costretti ad operare gli imprenditori italiani ed ossia con un sistema burocratico devastante e che certamente non aiuta a crescere. Si parla anche di come mentre in Europa vengono prese decisioni importanti e si investe nel futuro degli altri Paese, in Italia si va avanti con questi situazione che vengono definite vere e proprie sceneggiate. Poi c’è uno scontro tra il giornalista Facci e la Puppato con il primo che chiede in maniera abbastanza veemente quando il Parlamento si dice a cambiare questa legge elettorale ed infine Vittorio Sgarbi si scaglia contro Angelino Alfano e contro Quagliariello che ha cambiato più volte idee passando dagli apprezzamenti nei confronti di Mario Monti all’essere al Governo di fatto al fianco di Silvio Berlusconi.



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