QUINTA COLONNA-IL QUOTIDIANO/ Non ci sono più i soldi per le pensioni?

- La Redazione

La striscia quotidiana con Paolo Del Debbio e Quinta Colonna è andata in onda anche ieri sera alle pre 20.30 su Rete 4. Pensioni e spesa pubblica al centro del dibattito in studio

quintacolonna_DelDebbioR439
Quinta Colonna

Questa sera, venerdì 15 novembre, va in onda un nuovo appuntamento con Quinta Colonna – Il quotidiano, su Rete 4 alle ore 20.30. Prima di vedere la puntata di oggi, riassumiamo i temi trattai nella puntata di ieri: la questione delle pensioni e quella relativa alla spesa pubblica. L’attualità del problema nasce da una lettera del presidente dell’INPS Antonio Mastropasqua, inviata ai ministri, nella quale l’amministratore pubblico esprimeva forti preoccupazioni per il sistema pensionistico italiano, prospettando addirittura il pericolo di una crisi nei pagamenti prossima a venire.  In studio e in collegamento ne hanno parlato, come sempre, giornalisti e politici di entrambi gli schieramenti. Inaugura il dibattito il moderatore e conduttore Paolo Del Debbio, criticando l’abitudine, tutta italiana, di fornire informazioni parziali e contraddittorie, gettando la popolazione nel dubbio e nel panico senza garantire alcuna conoscenza dei fatti. Segue una discussione corale, priva di vere divergenze, in cui oggetto delle comuni critiche è il presidente Istituto Nazionale della Previdenza Sociale; Alessandro Sallusti (direttore de ilGiornale), primo a parlare, commenta addirittura con l’espressione “terrorismo mediatico”, accusando Mastropasqua di essere stato sconsiderato e temerario nelle sue affermazioni. Il direttore ha anche ricondotto l’attuale drammatica situazione economica al vuoto di potere politico presente in Italia. Provocatorio l’intervento del giornalista Mario Adinolfi, in collegamento: i pensionati sarebbero stati i meno toccati dalla crisi, pagata invece dai lavoratori. In collegamento dalla piazza, intanto, una delegazione di cittadini commenta in diretta le notizie divulgate in trasmissione. I servizi degli inviati spostano l’accento sulla spesa pubblica e sugli stipendi dei manager statali, tre volte superiori a quelli dei colleghi europei e molto più alti di quelli dei politici: in media le cifre si aggirano intorno ai 480mila euro annui, senza contare incarichi multipli e bonus. Licia Ronzulli, del PdL, lamenta che agli stipendi più alti corrispondano servizi sociali e sanitari peggiori in Europa. Più radicale la proposta di Federico Gelli, deputato Pd: ritirare l’intervento pubblico da certi tipi di società, evitando sprechi e politiche fallimentari sul piano del libero mercato. In sala si commenta anche la proposta di legge varata in Svizzera, in base alla quale non sarà più possibile per i manager percepire uno stipendio superiore a 12 volte la paga minima all’interno dell’azienda. Nella seconda parte della trasmissione il dibattito si sposta sul tema delle regioni.

Un servizio enumera gli ultimi scandali, facendo una veloce rassegna degli sprechi perpetrati dalle giunte a partire dalla questione dei rimborsi, fino al recente scandalo della Regione Abruzzo per le spese nel settore culturale. Sarebbero 842 i milioni di euro erosi dal sistema regionale nel 2012. Concorde il commento degli ospiti: secondo Sallusti è necessaria una riforma, se non addirittura l’eliminazione del sistema regionale. Ben più decisa la risposta di Adinolfi: “eliminiamo le regioni, io mi sento romano, non laziale”. In chiusura un servizio sulla sconcertante realtà dei ristoranti della Camera e del Senato, in cui i politici possono gustare piatti prelibati a prezzi da tavola calda, e che sono stati al centro delle discussioni del Parlamento per quasi un’ora e mezza. In testa alla classifica stilata dalla redazione si trova l’esternazione del deputato PdL Maurizio Bianconi, il quale si lamenta della qualità del cibo servito e spera che, in seguito ai ridimensionamenti dei costi, quest’ultima non cali ulteriormente.



© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori