SERVIZIO PUBBLICO/ Video, botta e risposta tra Roberto Formigoni e Daniela Santanchè. Puntata 28 novembre 2013

- La Redazione

Come ogni giovedì, è andato in onda anche ieri l’appuntamento settimanale con Michele Santoro e il team di Servizio Pubblico. Ospiti della serata sono Roberto Formigoni e Daniela Santanchè

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Silvio Berlusconi - Infophoto

Come ogni giovedì, è andato in onda anche ieri l’appuntamento settimanale con Michele Santoro e il team di Servizio Pubblico. L’argomento del giorno non poteva che essere la decadenza da senatore di Silvio Berlusconi, votata e approvata di recente dallAula di Palazzo Madama dopo la condanna in via definitiva nellambito del processo sui diritti Mediaset e la conseguente interdizione dai pubblici uffici. Dopo quanto deciso dal Senato, la rinata Forza Italia ha preferito uscire dalla maggioranza, cambiando improvvisamente il quadro politico attuale. Dopo una breve introduzione di Michele Santoro, il quale presenta il tema centrale della puntata rivolgendosi direttamente a Berlusconi (parlandogli, per una volta, da elettore di destra e con tono quasi amichevole), ecco che si inizia proprio con un video che mostra il recente discorso del Cavaliere, il quale grida al golpe e parla di lutto per la democrazia. Ma non lo fa dal Senato, bensì da un palco costruito a Roma per la manifestazione di protesta indetta dal partito. Da qui continua la sua battaglia contro la magistratura politicizzata, vero e proprio cancro della democrazia che lo ha costretto ad abbandonare laula del Parlamento ma non la vita politica. Sotto di lui il popolo del centrodestra lo applaude e lo incita, compreso un gruppo di disoccupati napoletani che vogliono essere ricevuti dal Cavaliere e che aggrediscono la troupe del programma. Dopo essere tornati in studio e aver presentato gli ospiti, Michele Santoro manda in onda l’intervento della senatrice Taverna, pronunciato al Senato il giorno prima, in occasione del voto. Prende quindi la parola Daniela Santanché, esponente di Forza Italia, la quale difende l’operato e la figura del suo leader, il quale ha fatto tanto per l’Italia e per pacificare le diverse parti sociali e politiche che la compongono ed ora sarebbe stato fatto fuori da Napolitano e Letta che hanno deciso di ucciderlo politicamente. Travaglio afferma invece che con il voto del Senato si chiude sicuramente una pagina importante della politica italiana ma che non c’è alcuna vera svolta perché gli eredi di Berlusconi sono rappresentati da un gruppo di politici che lo ha affiancato per anni. Insomma, come si esce dal berlusconismo se dopo Berlusconi c’è chi gli è stato vicino? Roberto Formigoni, esponente del Nuovo Centrodestra, afferma che la novità c’è, cioè la profonda spaccatura tra le due parti dell’ex Popolo della Libertà. E dunque le culture politiche che compongono i nuovi partiti, seppur simili, sono comunque distinte e separate. In aggiunta, il Nuovo Centrodestra ha voluto staccarsi dal Pdl perché Berlusconi non era più in grado di continuare a guidare il partito, ed era meglio cambiare pagina. Marco Travaglio racconta poi a suo modo di quando il Popolo della Libertà e Silvio Berlusconi tentavano di seguire regole molto ferree relativamente a scandali giudiziari relativi ai politici che facevano parte del partito. Peccato, però, che queste regole siano passate di moda e che ora il Cavaliere protesti contro la sua condanna e contro l’interdizione dai pubblici uffici che gli è stata comminata. In particolare, Travaglio si concentra sulla questione relativa alla legge Severino, quella per cui Berlusconi ha dovuto lasciare il seggio, che è stata votata compattamente dal Pdl e che ora viene rinnegata. Subito dopo viene trasmessa un’intervista a Gianfranco Fini, il quale racconta alcuni episodi che lo vedono protagonista insieme a Silvio Berlusconi. In studio è il turno della politologa Elisabetta Gualmini, la quale ci da un quadro molto dettagliato e preciso della situazione politica attuale. Una situazione che non piace ai cittadini italiani, i quali si stanno stancando sempre di più facendo crescere, di conseguenza, l’astensionismo. Daniela Santanchè ribadisce che i politici che hanno voltato le spalle a Berlusconi hanno tradito anche gli elettori. Formigoni accusa invece la Santanchè e chi ha fondato Forza Italia ad aver tradito loro stessi e Berlusconi. Insomma, gli ex compagni di partito adesso se le suonano di santa ragione. Formigoni poi se la prende con la sinistra e, in particolare, con i compagni di governo del Pd, che non hanno voluto sentire ragioni quando gli è stato proposto di chiedere alla Consulta se la Legge Severino è costituzionale o meno. In questo momento in particolare, Formigoni e Santanchè si trovano sostanzialmente d’accordo, ma presto il dibattito si accende di nuovo. Dopo la pubblicità sentiamo Dragoni parlare di evasione fiscale e conti off shore, anche e specialmente in relazione a quanto accaduto a Berlusconi. In particolare, Dragoni spiega per cosa è stato condannato il Cavaliere. Daniela Santanchè torna quindi a difendere Berlusconi, accusando Dragoni di aver dato informazioni sbagliate e aggiungendo che Berlusconi è il primo contribuente italiano, e che i soldi che spende li ha guadagnati con il sudore della sua fronte. Al termine della puntata tornano le vignette di Vauro, con le quali viene dato appuntamento alla prossima puntata.

In attesa della puntata in onda stasera, è stato diffuso il video dellaggressione di ieri a Luca Bertazzoni, giornalista di Servizio Pubblico, durante la manifestazione in solidarietà di Silvio Berlusconi nei pressi di Palazzo Grazioli. Un uomo mostra con il braccio alzato un piccolo quadro raffigurante la croce celtica, quando il cronista si avvicina chiedendogli in modo decisamente pacato il perché di quel simbolo fascista. Ma che vuoi? – gli risponde chiaramente innervosito luomo – Sono io la croce celtica, non devo darti spiegazioni, e lo colpisce in testa proprio con il quadro. Ti uccido, aggiunge laggressore. Bertazzoni prova a reagire e a dire qualcosa, ma gli altri manifestanti lo allontanano e riprendono subito dopo a protestare nellindifferenza generale. Come ha successivamente riportato Il Fatto Quotidiano, laggressore si chiama Salvatore Lezzi, origini napoletane, un passato da consigliere alla circoscrizione Avvocata nelle fila di Forza Italia fino a passare con Forza Nuova. Poi, si legge ancora sul quotidiano di cui è vicedirettore Marco Travaglio, Lezzi aderisce al Pdl e transita successivamente con La Destra di Francesco Storace.

Ci avviamo verso la conclusione di una delle settimane politiche più tese e nervose degli ultimi tempi, caratterizzata dalla recente decadenza da senatore di Silvio Berlusconi votata e approvata dallAula di Palazzo Madama. Anche Servizio Pubblico, la cui nuova puntata va in onda questa sera su La7 sotto la conduzione di Michele Santoro, non poteva evitare di discutere di quanto accaduto nelle ultime ore e chiedersi: dopo l’uscita dal Parlamento del Cavaliere dopo vent’anni di carriera politica, è davvero l’inizio della fine? Oppure domani è un altro giorno? Via col Vento è infatti il titolo dellappuntamento che vedremo questa sera, tratto delle celebri parole pronunciate da Vivien Leigh (Rossella O’Hara nella indimenticabile pellicola) e ormai fissate nell’immaginario collettivo cinematografico. Gli ospiti in studio, oltre alla presenza fissa del vicedirettore de Il Fatto Quotidiano Marco Travaglio, saranno Daniela Santanchè, parlamentare di Forza Italia, Roberto Formigoni, senatore del Nuovo Centrodestra e la politologa Elisabetta Gualmini.

Come sempre ci saranno a fine puntata anche le consuete vignette satiriche di Vauro che, come si può vedere sul sito internet della trasmissione, già ha rappresentato in uno dei suoi disegni la decadenza di Berlusconi, ovviamente in chiave ironica (e prendendo spunto dagli ormai altrettanto celebri festini di Arcore). Insomma, inevitabile immaginare che anche questa sera, su un argomento talmente delicato e sentito da ogni schieramento politico (anche se ovviamente con giudizi diametralmente opposti) come Berlusconi e il berlusconismo, gli ospiti in studio daranno battaglia per far prevalere la propria posizione.

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