CHE TEMPO CHE FA/ Chi è Aldo Cazzullo, giornalista e scrittore, autore del libro Basta piangere!

- La Redazione

Tra gli ospiti della puntata di oggi di Che tempo che fa cè anche Aldo Cazzullo, giornalista e scrittore, nato il 17 settembre del 1966 ad Alba. Vediamo qualcosa in più su di lui

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Aldo Cazzullo
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Tra gli ospiti della puntata di oggi di Che tempo che fa cè anche Aldo Cazzullo, giornalista e scrittore. Nato il 17 settembre del 1966 ad Alba, giovanissimo (a 22 anni) entra nella redazione del quotidiano torinese La Stampa in qualità di praticante. Dopo dieci anni, precisamente nel 1998, si trasferisce a Roma e nel 2003 passa a Il Corriere della Sera, dove attualmente è inviato speciale ed editorialista. Sono tanti i fatti seguiti in carriera dal giornalista piemontese. Da quelli di cronaca italiana, come i fatti del G8 di Genova, a quelli internazionali, come le reazioni del mondo arabo all11 settembre 2001 e alle elezioni d i Bush, Cameron, Zapatero, Sarkozy, Hollande e Rajoy. Appassionato di sport, ha seguito anche le Olimpiadi di Atene, Pechino e Londra, oltre che i mondiali di calcio nelle edizioni 2002, 2006 e 2010. Inoltre ha seguito anche i funerali di Giovanni Paolo II e le vicende vaticane fino allelezione di Benedetto XVI.

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Come detto, Aldo Cazzullo è anche uno scrittore. Nel 1996 ha scritto Il mal francese. Rivolta sociale e istituzioni nella Francia di Chirac. Un anno dopo I ragazzi di via Po. Nel 2004 un importante libro: Il caso Sofri. Nello stesso anno con Vittorio Messori scrive Il mistero Torino. Dopo aver seguito i mondiali di calcio del 1996, in cui lItalia vinse, ha scritto Italia-Germania 2 a 0. Diario di un mese mondiale. Nel 2010 ha scritto il libro intervista ad Angelo Scola (allora Patriarca di Venezia) La vita buono. Nello stesso anno ha pubblicato Viva lItalia, con prefazione di Francesco De Gregori. Nel 2012 ha pubblicato LItalia sè ridesta. Viaggio nel Pase che resiste e rinasce, con il quale ha vinto il Premio Giovanni Spadolini 2013 e che ha già venduto più di centomila copie. In questo libro Cazzullo racconta 15 città italiane, una sorta di viaggio nellItalia alle prese con la Grande Crisi, dove ci sono anche storie di successo, segni di potenziale capacità di sviluppo e ripresa. Un libro che vuol aiutare a capire che il nostro non è un Paese qualunque, visto che tutto il mondo ne conosce la bellezza e il genio che passa attraverso i suoi prodotti. Una delle frasi del testo di Cazzullo è: «LItalia oggi è spaventata, di cattivo umore, impaurita dal futuro. Invece sono convinto che lItalia abbia davanti a sé una grande occasione di ripresa e di sviluppo. Una chance di rinascita, una nuova stagione.

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Oggi a Che tempo che fa, Cazzullo parlerà del libro che è stato pubblicato circa un mese fa Basta piangere! Storie di unItalia che non si lamentava. Stavolta Cazzullo cerca di raccontare ai ragazzi di oggi la storia della generazione dei suoi padri e nonni, persone che non hanno trovato tutto facile; anzi, hanno superato prove che oggi non riusciamo neanche a immaginare. Hanno combattuto guerre, abbattuto dittature, ricostruito macerie. Hanno fatto di ogni piccola gioia un’assoluta felicità anche per conto dei commilitoni caduti nelle trincee di ghiaccio o nel deserto. Mia bisnonna sposò un uomo che non aveva mai visto: non era la persona giusta con cui lamentarmi per le prime pene d’amore. Mio nonno fece la Grande Guerra e vide i suoi amici morire di tifo: non potevo lamentarmi con lui per il morbillo. L’altro nonno da bambino faceva a piedi 15 chilometri per andare al lavoro perché non aveva i soldi per la corriera: come lamentarmi se non mi compravano il motorino?. 

Attraverso il racconto degli ultimi decenni, Aldo Cazzullo ricostruisce l’inizio della crisi e il modo in cui se ne può uscire: i quarantenni, anziché beccarsi come i capponi di Renzo, si uniscano per cambiare il Paese. E i ragazzi smettano di piagnucolare per qualcosa che ancora non conoscono e che dipende soprattutto da loro: il futuro. Insomma, un testo forte per un Paese che è scosso ancora da un forte crisi economica e che forse ha prima di tutto bisogno di una rinascita umana. 

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