QUINTA COLONNA – IL QUOTIDIANO/ Fondi neri per i partiti dai biglietti del tram?

- La Redazione

Quinta Colonna – Il Quotidiano approfondisce il tema politico-economico del giorno attraverso i pareri, spesso contrapposti, dei protagonisti e collegamenti con le piazze italiane

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Quinta Colonna

La puntata di giovedì 7 novembre della trasmissione Quinta Colonna Il quotidiano condotta da Paolo Del Debbio è intitolata Sattaccano pure al tram, giacché si vuole mettere in evidenza lo scandalo scoppiato allAtac di Roma, dove sono stati clonati una ingente quantità di biglietti validi per i mezzi pubblici della città di Roma che alcuni politici utilizzavano per gonfiare le spese e ottenere maggiori guadagni. Viene mandato in onda un servizio nel quale non solo viene messo in evidenzia il disprezzo della gente comune nei confronti di questo ennesimo scandalo ma anche come limbroglio è stato calcolato essere per circa 70 milioni di euro e tenendo presente come un biglietto abbia un valore di 1,50 euro, sono stati falsificati circa 45 milioni di biglietti. Del Debbio fa presente come sia davvero impensabile che nessuno allinterno dellAtac e in particolare quanti erano preposti al controllo, non si siano resi conto di quanto stesse succedendo. Per discutere di questa tematica ci sono in studio la giornalista Adriana Santacroce e il rappresentante del cosiddetto Esercito di Silvio, Simone Furlan mentre in collegamento da Genova cè lonorevole Simona Bonafè del Partito Democratico. Come consuetudine, viene effettuato il classico collegamento in diretta con la piazza di una città italiana e questa volta linviato Roberto Poletti si trova a Recco in provincia di Genova.

La prima a commentare questa incredibile notizia emersa nelle ultime ore è proprio la Bonafè che rimarca la gravità di quanto accaduto, facendo presente come sia del tutto evidente che siano mancati i controlli o quanto meno non siano stati allaltezza della situazione. La Bonafè rimarca come provi vergogna per quanto accaduto soprattutto perché sono proprie queste cose che mettono in cattiva luci gli amministratori ed i politici che invece operano in maniera corretta e serie. La deputata del Pd, fa presente come in Italia abbia perso ogni significato la parola moralità, facendo riferimento anche alla convinzione che basti telefonare a un ministro oppure una persona di una certa influenza di propria conoscenza per risolvere tutti i problemi dei quali si è afflitti. Per queste ragioni lei insieme a tanti altri parlamentari stanno portando avanti una lotta tesa ad ottenere maggiore trasparenza come nel caso delle votazione palese per la quale si dice di essere favorevole per qualsiasi situazione. Furlan invece punta il dito direttamente contro la politica, rimarcando come le aziende invece di essere privatizzate vengono gestite in maniera molto superficiale.

In tutto questo, Furlan se la prende principalmente con la politica e con quanti sono attaccati alle proprie poltrone portando lesempio dei Ministri dellattuale Governo Letta di orientamento Pdl che non lo fanno cadere soltanto per non andare a casa. La Bonafè controbatte ricordando come ci siano colpe anche da parte del mondo dellimprenditoria se ci sono tasse troppo alte, in quanto cè un livello di evasione fiscale ancora troppo alto per poter essere sopportato. Ne nasce un piccolo scambio di opinioni tra i due, con ognuno a rimarcare le colpe della categoria altrui. Viene mandato in onda un servizio nel quale vengono evidenziati altri scandali scoppiati nei consigli di altre regioni italiane. In Sardegna un amministratore regionale del Pdl è sotto inchiesta per avere pagato il proprio matrimonio con i soldi pubblici, in Molise i consiglieri regionali percepivano 2500 euro al mese per portaborse che non cerano mentre in Emilia Romagna, risultano pagamenti per 1,3 milioni di euro per consulenze fantasmi. Infine, mentre la Santacroce fa notare come nella sua Lombardia il nuovo consiglio regionale non sembra intenzione a cambiare avendo predisposto oltre a 6200 euro di stipendio altri 4300 euro di forfait di spese varie, la Bonafè rimarca come stiano lottando per arrivare allabrogazione dei finanziamenti ai partiti.

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