SERVIZIO PUBBLICO/ Brunetta d’accordo con Travaglio su Napolitano, Puntata 12 dicembre 2013

- La Redazione

Stasera torna Servizio Pubblico. Al centro della puntata, che si può seguire in streaming, la protesta dei forconi e il burrascoso sistema politico italiano. Scopriamo chi sono gli ospiti

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Michele Santoro (Infophoto)
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2013 Quella andata in onda ieri sera era l’ultima puntata di questa stagione di Servizio Pubblico, il programma di cronaca condotto su La7 da Michele Santoro. Gli ospiti principali della puntata sono stati Renato Brunetta di Forza Italia, Marcello Sorgi de La Stampa e il giornalista di Repubblica Federico Rampini. Uno dei tempi principali di cui si è discusso è stato il comportamento del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. La puntata è iniziata con il consueto monologo di Michele Santoro, che ha voluto ieri sera schierarsi in difesa dell’indipendenza dei giornalisti, anche di quelli che scrivono per giornali nettamente orientati politicamente. La notizia di questi giorni è la fiducia data al Governo Letta, accompagnata dal suo discorso in Parlamento, il tutto mentre nelle piazze italiane si tenevano scontri e manifestazioni per chiedere le dimissioni di tutti i parlamentari attualmente in carica.Prima di dare la parola al primo ospite, Renato Brunetta, il giornalista Marco Travaglio ha voluto chiarire la sua posizione in merito al Presidente Napolitano che starebbe difendendo un determinato sistema e sarebbe per questo motivo che i cittadini non lo sentono più come il loro presidente. Renato Brunetta si è subito detto d’accordo con Travaglio su questo punto e ha fatto notare la differenza di reazione alla crisi economica tra il governo americano e quello italiano e l’Europa più in generale. A difesa del Presidente della Repubblica è intervenuto poi Marcello Sorgi, il quale ha voluto far notare come egli non appoggi in modo incondizionato i partiti, ma ponga delle specifiche condizioni.

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Da Torino arrivano le lamentele dei manifestanti del cosiddetto Comitato del 9 dicembre. Ecco poi un servizio sul discorso di Danilo Calvani, il leader del movimento dei forconi, secondo il quale l’obiettivo del movimento dovrebbe essere ora direttamente la città di Roma. I forconi vogliono che i politici se ne vadano perché non hanno fatto e non stanno facendo nulla di buono per il Paese. Inoltre i membri del movimento rifiutano di essere identificati con la minoranza di violenti perché loro hanno delle richieste ben precise che chiedono siano esaudite. Se invece non sarà così allora i manifestanti promettono che arriveranno a Roma e protesteranno anche lì per far sentire le loro ragioni, come ha ribadito in studio Ferro, uno dei loro leader.

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Nel frattempo Lucio Chiavegato ha parlato in studio e ha evidenziato l’incapacità della classe politica che ci governa da più di 30 anni. Brunetta ha accettato con tranquillità tutti questi attacchi e ha detto che è legittimo che soprattutto gli imprenditori se la prendano con la classe politica, perché sono loro a essere stati maggiormente danneggiati dalla crisi economica. Il problema è che mandando a casa l’attuale parlamento occorrerebbe trovare una soluzione alternativa. Dunque cosa si dovrebbe fare? Andare a votare?A seguire è intervenuto di nuovo Marco Travaglio e oggetto del suo monologo è stato ancora una volta il Presidente Napolitano con il tema delle larghe intese. Travaglio ha chiesto espressamente al pubblico di non applaudirlo e ha ricordato di come Napolitano già da semplice parlamentare si fosse mostrato chiaramente favorevole a una politica di larghe intese. E poi c’è la questione della sua rielezione a Presidente della Repubblica che a quanto pare non era così indesiderata, dato che l’accettazione è avvenuta subito dopo, dopo soli 4 scrutini negativi. Secondo Santoro però nel modo di agire di Napolitano non andrebbero identificate delle intenzioni particolarmente negative, bensì una semplice adesione incondizionata all’Europa e ai suoi dettami, dai quali il nostro Presidente non vorrebbe discostarsi in alcun modo.

Renato Brunetta è poi intervenuto in merito al contenuto del monologo di Marco Travaglio e ha fatto notare come parlando di larghe intese e di golpe non si faccia mai riferimento alle ultime elezioni, quelle dalle quali non è venuta fuori alcuna maggioranza. anche per questo motivo che c’è stata la necessità di creare un governo di larghe intese. Inoltre, riguardo a Napolitano, Brunetta ha garantito che per motivi personali, soprattutto di salute, il Presidente non aveva alcuna intenzione di farsi rieleggere e quindi la sua contrarietà in merito era assolutamente reale e veritiera. C’è stato poi uno scontro verbale tra Brunetta e Ferro perché il primo ha attaccato le imprese e le ha accusate di danneggiare l’Italia importando prodotti dall’estero, mentre il secondo ha ribattuto dicendo che sono i sindacati e la Confindustria il male del nostro Paese.L’inviata di Servizio Pubblico è andata a Roma a intervistare i parlamentari del Movimento 5 Stelle ma non è riuscita a ottenere molto. Fico ad esempio si è rifiutato di rispondere a delle domande poste così di sfuggita per strada, ritenendola un’intervista poco rispettosa e ingannevole.Una volta tornati in studio, c’è stato spazio per diversi altri argomenti di discussione tra gli ospiti presenti, dal processo Palermo al caso del Magistrato Nino di Matteo. Secondo Travaglio si verificherebbe un intervento concreto di Napolitano solo nel momento in cui sono alcune istituzioni specifiche a essere messe in discussione. Poi si è discusso anche sul problema degli attacchi da parte dei politici ai giornalisti. A questo proposito è intervenuto nuovamente Travaglio che ha voluto ricordare di quando anche lui ricevette un attacco da parte del viceministro De Luca. Grillo intanto continua ad accusare i giornalisti. Dopo aver dato un’occhiata a quali sono le spese che derivano dalla gestione del Quirinale, le quali ammontano a 123 milioni di euro contro i 136 della Casa Bianca, la puntata si è chiusa con la vignetta satirica di Vauro su Grillo, Berlusconi e la lista di proscrizione dei giornalisti sgraditi.

Con quello che sta succedendo nelle piazze italiane, la puntata di Servizio pubblico di questa sera si annuncia interessante. Inevitabilmente non si potrà parlare solo della situazione politica, a seguito della rinnovata fiducia al Governo Letta e allo strano sostegno di Forza Italia agli emendamenti del Movimento 5 Stelle: la protesta dei Forconi infatti non può essere ignorata. Vedremo cosa diranno in proposito gli ospiti di Michele Santoro. Ricordiamo che la puntata si può seguire anche in diretta streaming cliccando qui.

Questa sera, giovedì 12 dicembre 2013 ore 21,10, va in onda su La7 un nuovo appuntamento con Servizio Pubblico, il talk show politico condotto da Michele Santoro. Il titolo della puntata odierna sarà: Abbasso il re! Viva il re!. La serata si aprirà con unanalisi della situazione politica allindomani del voto di fiducia allesecutivo Letta. Immancabile una finestra sulle Primarie del Partito Democratico stravinte da Matteo Renzi: si cercherà così di capire il futuro dei dem. Il panorama politico rimane turbolento: Grillo cavalca londa di protesta (attacca lEuropa) e chiede elezioni immediate. Fatto sta che il nostro Paese è retto da un governo di larghe intese (meno larghe di prima visto luscita dalla maggioranza di Forza Italia) che cerca di far ripartire leconomica, nonostante non abbia ancora adottato misure forti in merito. Letta e Napolitano sono i bersagli preferiti dellopposizione trascinata dalla strana coppia Grillo-Berlusconi. Ma il Presidente della Repubblica ha messo in chiaro le cose: Non ci solo elezioni dietro langolo. Napolitano è sempre più centrale nel quadro politico nazionale, un ruolo che secondo molti è assimilabile a una sorta di presidenzialismo strisciante. così?

Il caos la fa da padrone. La protesta che in questi giorni sta imperversando in tutta la penisola (bloccandola) è lemblema di una nazione stanca di vedere disattese le promesse del governo in tema di lavoro, tasse e salari. Gli ospiti chiamati a dibattere in studio sono Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera, Federico Rampini, giornalista di Repubblica, Marcello Sorgi, editorialista de La Stampa e Marco Travaglio, immancabile. In chiusura di trasmissione Vauro Senesi ci strapperà un sorriso con le sue vignette satiriche.

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