NOI SIAMO INFINITO/ Emma Watson in un viaggio nelladolescenza che lascia tre “regali”

- Ilenia Provenzi

Emma Watson dice addio ad Harry Potter e accompagna lo spettatore nel viaggio che va dall’adolescenza alla piena coscienza di sé. La recensione di ILENIA PROVENZI

Noi_siamo_infinitoR439
Una scena del film

Ogni fase della vita ha le sue storie, i suoi romanzi, i suoi film. Tra quelli dedicati alladolescenza, Noi siamo infinito si fa notare per la sensibilità, il realismo e laudacia con cui riesce a toccare le corde del cuore, conquistando il pubblico. Tredici anni dopo l’uscita del romanzo epistolare The Perks of Being a Wallflower, lautore Stephen Chbosky si cimenta con la macchina da presa e dirige ladattamento, accompagnando lo spettatore nel mondo degli anni Novanta e nella vita del protagonista, con i suoi pensieri, i suoi desideri e la sua lotta contro i fantasmi che oscurano letà più bella. 

Charlie Kelmeckis, che ha il volto del giovane Logan Lerman (Percy Jackson e gli dèi dellOlimpo), è un ragazzo timido e impacciato, che studia tanto, si diverte poco e fatica a relazionarsi con i coetanei. Dietro ai suoi modi goffi si nasconde una tragedia che resta nellombra fino alla fine, ma che ruba a Charlie la spensieratezza degli anni in cui ogni emozione è vissuta in modo estremo e il pericolo non fa scattare la prudenza. Comincia le scuole superiori carico di insicurezze, ma tutto cambia quando nella sua vita si affacciano Patrick (Ezra Miller), irriverente e generoso, e la sorellastra Sam (Emma Watson), che lo accoglie con calore e con una battuta da ricordare: Benvenuto nell’isola dei giocattoli difettosi.

Charlie varca la soglia di un mondo borderline, dove si incontrano party, droghe leggere e buddiste punk, ma nel quale i sentimenti sono vivi e profondi, fino a far male. Quando scende la notte, il brillante Patrick mette a nudo le sue ferite e la sua omosessualità, mentre la solare Sam rivela una fragilità che la porta a scegliere sempre i ragazzi sbagliati, perché, come insegna a Charlie il professore di letteratura, accettiamo lamore che pensiamo di meritare. Allo stesso modo, Charlie non crede di meritare l’affetto di Sam e non riesce a confessarle quello che prova, un sentimento così sincero e profondo che convince perfino lo spettatore più cinico e disincantato.

Perché a quelletà le persone in grado di capirti davvero sono poche, e restano nel cuore. Il film parla della difficoltà e della meraviglia di crescere, delle paure, dei traumi ma anche e soprattutto dellamore, di quanto sia difficile imparare ad amare se non si crede di potere essere amati. Non si sa come fare e si finisce per ferire gli altri. 

Sulle note di una colonna sonora perfetta, Chbosky riesce a far ridere e a commuovere senza mai cadere nel melodramma, dosando con maestria leggerezza, malinconia e serietà. E dirige un cast di attori giovani e bravissimi: Logan Lerman, Erza Miller ed Emma Watson, che si lascia alle spalle Harry Potter per dare luce e verità a una ragazza complessa, in bilico tra la tentazione di buttarsi via e il desiderio di emergere e afferrare i suoi sogni.

Sam ce la fa grazie alla sua determinazione e all’aiuto di Charlie, che la sprona a vedersi in modo diverso, a credere nella sua intelligenza. Noi esultiamo con lei quando viene ammessa al college e si lascia tutto alle spalle per abbracciare la vita adulta. No, non tutto: l’amicizia/amore con Charlie sopravvive, perché i legami veri non si cancellano con la distanza. Sono quelli che illuminano le giornate buie e ti invitano a spalancare le braccia al futuro, cantando “Heroes” di David Bowie e gridando: “Noi siamo infinito”.

Uscendo dalla sala non si può fare a meno di sorridere, perché il film lascia dietro di sé una scia di speranza. La speranza che esista nel mondo l’anima gemella, quella persona che può comprenderti meglio di quanto tu non comprenda te stesso, incoraggiandoti a credere nei tuoi sogni e ad agguantarli senza paura. La consapevolezza che crescere significa cambiare, senza però dimenticare le emozioni e gli affetti che hanno reso speciale l’adolescenza. E infine, la certezza che ognuno di noi ha una scelta perché, come dice Charlie, “non possiamo scegliere da dove veniamo, ma possiamo decidere dove andiamo da lì”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori