MISTERO – ITALIA 1/ Moana Pozzi e il rapimento Moro, Serena Mollicone e la morte di Bruce e Brandon Lee (video). Puntata 27 febbraio 2013

- La Redazione

Nella puntata del 27 febbraio di Mistero sono stati affrontati numerosi casi: le dimissioni del Papa, Moana Pozzi testimone del rapimento di Aldo Moro, l’omicidio di Serena Mollicone

Mistero2013R439
Mistero

La settima puntata stagionale di Mistero, in onda il 27 febbraio su Italia 1, (oltre a tornare sul caso di Moana Pozzi – in ultima pagina il link al video del servizio) si è aperta con uninchiesta che, nel giugno del 2001, sconvolse lItalia per la sua brutale efferatezza, un omicidio perpetrato ai danni di Serena Mollicone, studentessa diciottenne originaria di Arce, rimasto tuttora senza colpevole. In base alle informazioni raccolte, le ultime notizie di Serena risalirebbero alle 9.30 della mattina del 1 giugno del 2001, quando un amico la vide uscire da una cartolibreria di Arce, un piccolo comune in provincia di Frosinone. Alle 14.30, secondo le ricostruzioni, si sarebbe dovuta incontrare con il suo ragazzo, un giovane del posto con cui, da due anni, aveva intrecciato una solida relazione amorosa. Serena, tuttavia, a quellappuntamento non si sarebbe mai presentata; allarmato, il ragazzo tentò dapprima di contattarla telefonicamente, quindi, non avendo ricevuto risposta, decise di contattare il padre, Guglielmo Mollicone, componendo il suo numero di casa. Alle 21 dello stesso giorno, il genitore decise di denunciare la scomparsa della figlia, diramando linformazione alle autorità competenti e ai volontari della Protezione civile. Saranno proprio questi ultimi, due giorni dopo, a ritrovare il cadavere di Serena, abbandonato e legato nelle immediate vicinanze del Bosco di Anitrella. A infittire la trama del mistero, pochi giorni dopo, contribuiranno il ritrovamento del cellulare di Serena (fino a quel momento assolutamente irreperibile), e di una certa dose di hashish, entrambi rinvenuti nella camera della defunta. Sembrò ormai chiaro che qualcuno, per ragioni ignote, stesse cercando di incastrare il padre della ragazza, con il chiaro intento di depistare le indagini. Tale versione è stata confermata dallo stesso padre, Guglielmo Mollicone, il quale, intervistato da Jane Alexander, inviata di Mistero, ha affermato che il tentativo di incastrarlo era palese, evidente a chiunque, e che solamente una persona fidata avrebbe potuto intrufolarsi in casa e disseminare prove ingannevoli. Il presunto colpevole, Carmine Belli, fu assolto nel 2004 per insufficienza di prove. Da allora, nel registro degli indagati sono stati iscritti i nomi del padre, del fidanzato e di due carabinieri. Lultimo aggiornamento risale a poche settimane fa: il RIS avrebbe isolato cinque distinti profili genetici, nessuno dei quali appartenente a uno dei cinque indagati. A quasi dodici anni di distanza dallomicidio, si è di nuovo al punto di partenza.

Tornati sul luogo del delitto insieme a una sensitiva di nome Emanuela, Jane e Guglielmo hanno tentato di ricostruire i terribili attimi che precedettero la morte della ragazza. Visibilmente scossa, la sensitiva afferma di avvertire distintamente le anime di Serena e del carabiniere Santino Tuzzi, suicidatosi nel 2008, e di percepire la presenza di una donna misteriosa, una complice degli assassini. Dopo diversi singhiozzi, la sensitiva dichiara di non voler proseguire, domandandosi continuamente, osservando Guglielmo: “Ma come fa? Come fa quelluomo a reggersi in piedi?“.

Il filmato successivo riguarda i timori di una casalinga americana, la quale, impegnata in una conversazione telefonica a pochi passi dalla cucina, assiste a fenomeni apparentemente inspiegabili; limprovviso getto dacqua del lavandino, una serie di schianti assordanti, i cassetti aperti e rivoltati, il contenuto sparso a terra. Che si tratti di uno Spirito Maligno? Di spiriti, questa volta benigni, si occupa anche Daniele Gullà, un consulente biometrico, nel suo servizio dedicato alle fotografie amatoriali; nella prima foto, scattata in Tibet da un giornalista, è chiaramente distinguibile una sagoma spettrale. Gullà la ritiene originale, affermando che la sagoma, con ogni probabilità, rappresenta lanima di un monaco raccolto in preghiera.

Il secondo servizio della serata sè concentrato sulle teorie di Adam Kadmon, personaggio radiofonico e televisivo, autore del penetrante saggio intitolato “Illuminati – viaggio nel cuore nero della cospirazione mondiale“, pubblicato di recente da Edizioni Piemme. A destare linteresse di Kadmon, questa volta, è stata linaspettata abdicazione di Benedetto XVI, che nella giornata di oggi, 28 febbraio 2013, abbandonerà definitivamente il suo incarico.

 Le dimissioni del pontefice, secondo Kadmon, rappresenterebbero solo l’ultimo di una serie di eventi allarmanti, strettamente collegati con il clero – l’attentato a Giovanni Paolo II, la morte di Papa Luciani -, e che testimonierebbero l’incontestabile fatto che la Chiesa, da qualche tempo, si sarebbe lasciata condizionare (o minacciare) da associazioni a essa apertamente contrapposte, quali la criminalità organizzata, i gruppi occulti di potere o i servizi segreti. Ciò detto, Kadmon passa all’enunciazione di quella che – ci tiene a precisarlo – è da considerare solamente una teoria; la parola Papa significa padre, ma Cristo, come si evince chiaramente dal vangelo di Matteo, vieta categoricamente a chiunque di pronunciare la parola padre, affermando che: “Non chiamate nessuno sulla terra vostro padre, perché uno solo è il padre vostro, quello che è nei cieli” (Matteo 23-9). Sin dalla notte dei tempi, la Chiesa ha spiegato la sua esistenza ricorrendo d un passaggio riportato nel Vangelo di Matteo, il quale afferma: “Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa“(Matteo 16-18). Nella versione originale del vangelo di Matteo, tuttavia, il nome di Pietro non compare mai; appare invece, e insistentemente, la parola Kepha – il nomignolo che Cristo aveva appioppato all’apostolo Simone – che in aramaico significa “sasso”. Sostituendo “Kepha” a Pietro, otterremo: “Tu sei Sasso e su questa pietra edificherò la mia chiesa“. Secondo Kadmon, inoltre, la parola “pietra” non si riferirebbe a Pietro, bensì allo stesso Cristo, in virtù del fatto che “petra”, in antico greco, significa roccia, non pietra. A rafforzare ulteriormente la tesi di Kadmon interviene anche San Paolo, il quale, nella sua lettera indirizzata ai Corinzi, afferma che: “Bevevano dalla roccia spirituale che li seguiva e quella roccia è il Kristos“. Reinterpretando inoltre il significato della parola “chiesa”, tradotta da Kadmon con “riunione”, il periodo definitivo assumerebbe queste sembianze: “Ed io dunque ti dico che tu sei un sasso, e sopra questa roccia io realizzerò la riunione“, con il quale Cristo sembrerebbe attribuire a Simone un ruolo chiave, assolutamente determinante, nominandolo fondatore di una futura comunità spirituale – spirituale, non materiale -, e smentendo in maniera inoppugnabile la presunta priorità assegnata da Cristo a Pietro. La conclusione di Kadmon è icastica, quasi lapidaria: il teorico afferma infatti che il regno dei Cieli non si troverebbe sulla terra (come le Scritture lascerebbero supporre), ma nel cuore di ogni uomo o donna di buona volontà.

Con il terzo servizio, curato da Daniele Bossari, si chiude definitivamente la questione legata allo scheletro della bambina di Camarano, ritrovato in una cripta sotterranea all’interno della Chiesa di S. Francesco. La bambina, stando alle dichiarazioni di Bossari, si chiamava Loreta, e sarebbe morta il 6 ottobre del 1943. I familiari, una famiglia facoltosa, si prodigarono affinché il cadavere della figlia venisse sepolto nella Chiesa di S. Francesco, un’autentica Istituzione locale e assoluto emblema della città.

Il quarto servizio è stato realizzato da Marco Berry, e si è incentrato sulla figura leggendaria di Leonardo da Vinci. Ripercorrendo le tappe della sua formazione umana e professionale – passando da Anchiano, sua città natia, per finire nella bottega di Andrea del Verrocchio, a Firenze, dove iniziò il suo apprendistato da pittore – Berry si interroga sull’enorme portata dei suoi studi, e sui sorprendenti risultati ingegneristici raggiunti da un uomo che, è bene ricordarlo, nacque nel 1452. Le sue invenzioni sembrano anticipare i tempi di diverse centinaia d’anni, quasi che Da Vinci, attraverso una sorta di estasi mistica, avesse intravisto i progressi che avrebbero segnato la società nei secoli a venire.

Interrogato da Berry sul ruolo della mistica nella vita di Leonardo, Sandro Vinceti – presidente commissione valorizzazione dei beni culturali – dichiara che Leonardo, nella sua prodigiosa genialità, è stato in grado di leggere certi processi scientifici, anticipandoli e rendendoli propri. In tutto ciò, secondo Verneti, la mistica ha giocato un ruolo fondamentale. A testimonianza di ciò, Verneti ricorda la famosa iscrizione presente nel suo dipinto più famoso, la Gioconda. Sulla destra, infatti, è chiaramente riconoscibile il numero 72, che a suo avviso racchiude al suo interno un certo numero di significati mistici: il numero 7 rappresenterebbe l’unione dell’elemento materiale con quello spirituale, mentre il 2 rappresenta la duplicità della dimensione maschile e femminile.

La terza parte del programma si apre con alcuni video caricati sul sito 16mm.it. Tra i video proposti, il più sbalorditivo mostra l’atterraggio di una navicella aliena in una radura cinese, seguito dalla comparsa di bizzarre creature grigiastre che, secondo gli autori del video, apparterrebbero a una razza aliena ancora sconosciuta. Pablo Ayo, esperto di ufologia, lo liquida come falso, sottolineando come chiunque, servendosi di un programma di grafica, avrebbe potuto realizzare un filmato simile. La questione più scottante, tuttavia, viene affrontata nel quinto servizio, realizzato e condotto da Lucilla Agosti. La scorsa settimana, le dichiarazioni di Eva Henger sul conto di Moana Pozzi avevano suscitato un certo clamore; la Henger, infatti, aveva dichiarato che Simone Pozzi, figlio di Moana, sarebbe in realtà il figlio di Maria Tamiko “Baby” Pozzi, la sorella di Moana. Intervistando numerosi personaggi coinvolti nella vicenda – dal giornalista Marco Gregoretti a Debora Attanasio, intima amica di Moana – Lucilla Agosti arriva perfino a interrogare Mr G, un operatore di intelligence. Mr G ha affermato che Moana, sotto ipnosi, rilasciò dichiarazioni sconcertanti sulla vicenda legata al rapimento di Aldo Moro, il quale, secondo la Pozzi, nel giorno del suo rapimento fu visto uscire da una Chiesa, accompagnato da due uomini della sua scorta. Tale versione è stata confermata anche da Gregoretti, il quale ribadisce l’assoluto interesse nutrito da Moana nei confronti del paranormale e delle sedute spiritiche, spesso utilizzate dai servizi segreti in funzione di copertura.

Anche Ilona Staller, alias Cicciolina, sembra confermare le numerose bizzarrie che caratterizzarono la vita dell’ex pornostar. Intervistata da Lucilla Agosti, dichiara che Moana era solita parlarle di sogni premonitori, affermando d’essere assolutamente certa che sarebbe morta di lì a qualche anno (clicca qui per vedere il servizio dedicato a Moana Pozzi).

L’ultima parte del programma è dedicata al tragico destino che colpì Bruce e Brandon Lee, padre e figlio, accomunati dallo stesso, terribile destino: la morte sul set di un film. A distanza di vent’anni dalla morte di Bruce Lee, infatti, durante le riprese de “Il Corvo“, il figlio Brandon era impegnato nelle riprese della scena finale, quando il suo antagonista, inavvertitamente, esplose un colpo di pistola che squarciò lo stomaco dell’attore che sarebbe divenuto una leggenda, l’emblema di un’intera generazione.

Gli ultimi due servizi riguardano un paio di individui formidabili: Scott Baker, che dall’età di cinque anni ingoia frammenti di vetro di qualsiasi dimensione, dapprima masticandoli lentamente e riducendoli in poltiglia, quindi ingurgitandoli di colpo con il sostegno di un sorso d’acqua, il tutto senza lacerarsi le pareti dell’esofago o della laringe. La specialità del secondo individuo, invece, un giovane giapponese di nome Aichi Ono, è quella di saper roteare per più di due minuti mantenendosi in equilibrio sulla testa, in un’imitazione quasi perfetta di una trottola, o di un tornado umano. Allenandosi ripetutamente per più di sei ore al giorno, Aichi è riuscito inoltre ad inibire la sensazione di vertigine, sopprimendola quasi completamente e riuscendo a mantenere un’andatura regolare e costante, anche dopo aver roteato per due o tre minuti.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori