IL CLAN DEI CAMORRISTI/ Anticipazioni quarta puntata: chi è la talpa del Malese in caserma? Riassunto terza

- La Redazione

Oggi è andata in onda la terza puntata della fiction Il clan dei camorristi. La quarta puntata andrà in onda in via eccezionale lunedì 11 febbraio: vediamo le anticipazioni

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Francesco Russo

Il clan dei camorristi, anticipazioni quarta puntata lunedì 11 febbraio 2013 Unaltra puntata della fiction Il clan dei camorristi è passata portando con sé una scia di sangue che ha portato via alcuni protagonisti: Vincenzo De Marchi e Antonio Ruggero sono stati uccisi su ordine di Francesco Russo, che insieme allamico Ciccio Capuano ha preso il controllo di Castello ed è pronto a espandere i suoi traffici in tutta Italia. A quanto dicono le anticipazioni, però, O Malese rischia di perdere una pedina importante: la sua talpa in caserma. Ma di chi si tratta? Prima di vedere cosa accadrà nella prossima puntata (che andrà in onda lunedì 11 febbraio, anziché venerdì 15 febbraio, per non scontrarsi con il Festival di Sanremo), ecco il riassunto di quanto visto questa sera. Andrea Esposito (Stefano Accorsi) si reca con Gianni Notarangelo (Renato Marchetti) a casa di Francesco Russo (Giuseppe Zeno) con un mandato di cattura, ma trova solo sua moglie Rosa (Claudia Potenza). andato lì seguendo le dichiarazioni di Luigi Marino (Antonio Pennarella) che è riuscito a sfuggire alla morte e ha iniziato a collaborare con lui, dicendogli che non è stato Antonio Vescia (Massimiliano Gallo), ora morto, a far uccidere suo fratello Marco. Qualcuno ha però avvisato per tempo O Malese e così non trovano né lui, né il corpo di Paride Vescia nel luogo che Marino aveva indicato loro, dato che lo aveva seppellito insieme a Vincenzo De Marchi (Salvatore Striano) e Ciccio Capuano (Francesco Di Leva), gli scagnozzi di Russo: i tre sono infatti andati notte tempo a dissotterrare il cadavere per spostarlo. Andrea decide comunque di dar credito a Marino e lo fa accedere, insieme alla sua famiglia, nel programma di protezione per i collaboratori di giustizia.

Rosa viene accompagnata nel luogo dove si nasconde il marito, infuriato perché i Marino sono stati presi in consegna dalla polizia. La donna confessa a O Malese di essere incinta. Intanto Esposito decide di far mettere sotto sequestro i cantieri e le attività riconducibili al clan. E riceve una strana lettera anonima che gli dice di indagare sul rapporto tra Adriano Labucci (Pio Stellaccio), lamico e collega di suo fratello Marco, e Patrizia Teduccio (Serena Rossi). Andrea mette Adriano al corrente della cosa e lui decide di informare la ragazza e le dice che forse è meglio che non si frequentino più, anche se sono solo amici. Lei non si mostra affatto daccordo. Poi arriva un altro gesto intimidatorio per il giudice: notte tempo gli rovesciano del letame nel giardino di casa. Anna (Francesca Beggio), la moglie di Andrea, non sembra affatto intimorita; anzi, cerca di sostenere il marito nel mostrarsi sereno in paese. Il giorno dopo in Procura arriva lavvocato di Russo che parla al giudice di Rosa, che ora è nullatenente e in attesa di un figlio. Chiede quindi che venga dissequestrato il caseificio che fu dei Teduccio, così che la donna possa andare a viverci. Andrea va a trovare il Sindaco di Castello, Ernesto Vescia, fratello di Antonio, chiedendogli di collaborare, ma viene cacciato via.

Antonio Ruggero (Carmine Recano), anchegli latitante e a capo del clan, è infuriato con il Malese perché Marino è ancora in vita. Russo, De Marchi e Capuano si recano da Castaldi, un boss della zona, che però si rifiuta di trattare con loro, perché non sono al comando del clan. I tre cercano quindi di capire come poter portare avanti i loro affari ora che le attività gli sono state sequestrate, e il Malese capisce che devono arrivare ai contatti politici che contano. Russo incontra uno degli emissari del ministro Scala (Alfredo Pea) che lo informa che ha trovato il modo per fare tacere Esposito, senza che ci sia bisogno di ucciderlo. Prima di andare, poi, lo mette in guardia: I traditori non vengono mai da soli. Tieni docchio i tuoi. De Marchi, in effetti si incontra con Castaldo ed Ernesto Vescia che gli propongono di consegnargli O Malese in cambio della gestione degli affari a Castello. Continua alla pagina successiva.

Marino parla con Esposito di Castaldo, un boss molto legato a Vescia, che di sicuro non vede di buon occhio né Ruggero, né Russo. La mattina dopo Andrea dice ad Anna che Rosa aspetta un figlio e i due cominciano a parlare della possibilità di averne uno loro, ma vengono interrotti da una telefonata: un ragazzo è stato ucciso a Castello. Era legato al Malese. Esposito capisce quindi che è iniziata una guerra tra clan. Rosa riesce a eludere la sorveglianza al caseificio e raggiunge il marito. Parlando, i due capiscono che o Ciccio o Vincenzo hanno parlato con Castaldi e così è stato ucciso uno dei loro ragazzi. La sera stessa Russo fa chiamare i due compari e insieme vanno a casa di Castaldo: O’ Malese lo raggiunge in camera da letto e gli spara. Poi trasporta il corpo nel centro del paese. Il Sindaco si dà quindi alla fuga per paura di essere ucciso.

Russo e i suoi raggiungono Ruggero: Antonio si mostra spavaldo verso il Malese e gli spiega che è lui a comandare e quindi lui lo deve rispettare. I tre si trovano poi a parlare tra loro e decidono di uccidere Ruggero, ma Vincenzo non è d’accordo. Russo alla fine decide di dar retta al compare. Ma è una finta: O’ Malese e Ciccio in verità si recano a casa di Ruggero e lo aspettano per ucciderlo. Decidono anche di eliminare Vincenzo, perché Russo ha capito che è stato lui a tradirlo. De Marchi, che però sospetta di essere in pericolo, fa una chiamata anonima in caserma e chiede di parlare con Adriano e gli indica dove può trovare Russo e i suoi per arrestarli. I Carabinieri circondano la casa dove si trovano Capuano, Russo e Ruggero. I primi due se ne accorgono, ma decidono di non scappare; anzi, si lasciano arrestare senza opporre alcuna resistenza. Ruggero invece riesce a fuggire.

Per Andrea è giunto il momento di interrogare O’ Malese, che però si avvale della facoltà di non rispondere. I due si guardano a lungo negli occhi e poi Russo fa ritorno alla sua cella a Poggioreale. Esposito interroga quindi De Martino, dato che Russo e Capuano sono stati arrestati a casa sua. Il politico confessa che i due si dovevano incontrare anche con De Marchi e Ruggero. Il giudice chiede al Procuratore Capo (Paolo De Vita) di far domanda a Roma per far sciogliere la Giunta di Castello, visto il livello di infiltrazioni camorristiche. E ottiene una risposta affermativa. Intanto capisce che è stato De Marchi a chiamare in caserma tradendo i suoi.

Beppe d’Angelo (Gianluca Di Gennaro), il ragazzo che nella scorsa puntata aveva sparato al sindacalista, esce da Poggioreale. Il ragazzo porta a Ruggero un messaggio del Malese, informandolo sul tradimento di De Marchi, che quindi viene ucciso dallo stesso boss. La notizia arriva fino in carcere. Patrizia andando a scuola la trova completamente deserta: la città intera è a lutto e tutti sono al funerale di Vincenzo, come hanno chiesto Russo e Capuano. La Teduccio raggiunge il corteo e cerca di portare via i bambini: viene fermata da Adriano, che poi le dà anche un bacio dicendo che si sente in colpa per quello che prova per lei. Don Palma (Massimo Popolizio) durante il funerale cerca di svegliare le coscienze dei presenti, chiedendo di fare i nomi degli assassini di De Marchi, ma senza ottenere alcun risultato.

La Giunta di Castello viene sciolta da Roma, mentre Russo e Capuano vengono rinviati a giudizio: è un momento d’oro per Andrea e i suoi. O’ Malese durante il colloquio con la moglie in carcere le chiede di parlare con il loro uomo in caserma perché si dia da fare. La donna lo informa che non serve, perché sta per essere messo in atto un piano contro Esposito per fermarlo senza bisogno delle armi (com’era stato promesso dall’emissario del ministro). In effetti, viene pubblicato un articolo in cui c’è scritto che Anna è stata assunta in ospedale perché raccomandata dal marito. Andrea viene messo in guardia dal Procuratore Capo: il Csm ha aperto un’indagine su di lui e dovrà andare a Roma per essere interrogato; lui stesso, come atto dovuto, ha aperto un’inchiesta sulla moglie. I coniugi Esposito sono a pezzi e la donna vorrebbe poter tornare a Torino. Continua alla pagina successiva.

Convocato a Roma dal Csm, Andrea dice che il clan di Castello gode di entrature e coperture da Roma. Il fascicolo aperto sul suo conto viene chiuso, ma intanto viene a sapere che in Senato è stata chiesta un’interrogazione su di lui: gli viene quindi consigliato da un collega più anziano di continuare a fare il suo lavoro senza far troppo clamore. Tornato a casa, Anna gli comunica di aver chiesto un’aspettativa e di aver deciso di andarsene. Andrea cerca di farle cambiare idea, senza però apparentemente riuscirci.

Arriva il giorno del processo a Russo e Capuano, che si presentano in aula tra gli applausi dei presenti. Durante la sua arringa, Andrea nota che sua moglie entra in aula. Rinfrancato negli affetti, il sostituto procuratore dice alla Corte di aver un’arma per inchiodare gli imputati: la confessione di Luigi Marino. La prima udienza si conclude così. Russo, a differenza del suo avvocato, non sembra preoccupato del pentito. In effetti, Rosa raggiunge sua moglie e la minaccia. Arriva quindi il giorno della deposizione di Marino in aula: l’uomo appare molto scosso e quando arriva il momento di confermare le accuse verso Russo e Capuano dice di essersi inventato tutto. Esposito cerca di incalzarlo, ma non ottiene che la smentita delle sue dichiarazioni. Nel successivo faccia a faccia tra Andrea e il pentito, quest’ultimo confessa di essersi tirato indietro per timore che sua moglie e suo figlio venissero uccisi. La Corte a questo punto non può che assolvere Russo e Capuano.

Esposito si incontra con Adriano e gli dice che è ormai evidente che in caserma c’è qualcuno che sta aiutando Russo e i suoi. Gli chiede quindi di scoprire di chi si tratta. Anna dice ad Andrea di volere un figlio: la reazione dell’uomo è però fredda e la donna ci rimane molto male. Il giudice incontra poi don Palma: i due parlano e il sacerdote gli fa capire che la gente comune, nonostante l’omertà, ha bisogno che lui prosegua le sue indagini. Rosa intanto viene colta da delle perdite e portata in ospedale: la accoglie Anna. Nonostante sappia chi è, la Esposito non si tira indietro di fronte al suo dovere e la opera, salvando la vita al bambino che aspetta. Russo, ancora per poco in carcere, può così festeggiare la nascita del figlio. Andrea viene invece a sapere che anche il fascicolo nei confronti di sua moglie è stato archiviato. Continua alla pagina successiva.

O’ Malese torna in libertà e gli viene presentato Michele Zagali (Fabio Troiano), un imprenditore che fa business al Nord: l’idea è quella di espandere il giro d’affari criminale da Castello a tutta Italia. Il giorno seguente Ruggero viene ucciso da D’Angelo: ora Russo è il boss incontrastato della zona, insieme al suo braccio destro Capuano. Andrea spiega alla moglie che trema all’idea di mettere al mondo un figlio in un posto infernale come quello in cui si trovano, ma Anna gli fa capire che avrebbe tutto il loro amore. Mentre stanno parlando, Adriano bussa alla porta di casa e porta una notizia ad Andrea: ha scoperto chi è la talpa in caserma. Di chi si tratta? Lo scopriremo nella prossima puntata.

 

Anticipazioni quarta puntata, 11 febbraio 2013 A Castello comincia a circolare una partita di droga tagliata male. Andrea Esposito inizia a indagare sul caso e anche Francesco Russo vuol scoprire chi sta mettendo a repentaglio i traffici illeciti sul suo territorio. O’ Malese deve anche stare attento ora che Adriano ha detto ad Andrea di sapere chi è la talpa in caserma.

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